Allo stadio di Altavilla

Pablito e un murale con i lavori in corso

Lo stadio intitolato a Paolo Rossi. Il sindaco Dalla Pozza: «L’artista non ha finito»
Alessandro Rossi, figlio di Pablito davanti al murale (Foto Trogu)
Alessandro Rossi, figlio di Pablito davanti al murale (Foto Trogu)
Alessandro Rossi, figlio di Pablito davanti al murale (Foto Trogu)
Alessandro Rossi, figlio di Pablito davanti al murale (Foto Trogu)

La collina della Rocca sullo sfondo e Pablito in doppia veste: in maglia azzurra con i pugni al cielo in una delle sue esultanze più iconiche e assorto, mentre corre indossando gli amati colori biancorossi. È un murale che descrive bene le due vite di Paolo Rossi, quello inaugurato ieri pomeriggio al campo sportivo di Altavilla, che l’amministrazione guidata da Carlo Dalla Pozza ha voluto intitolare al campione, che ha abitato non lontano dal campo. «Dalla tribuna – sottolinea il sindaco - si vede casa sua. E non mancava mai di fermarsi a fare due tiri coi bambini. Ci sono ragazzi di Altavilla che hanno imparato a palleggiare da Paolo Rossi, per questo abbiamo deciso di intitolargli lo stadio». 

Qualche perplessità sull’opera

Ma se l’intitolazione ha sollevato approvazione unanime, non altrettanto è stato per il lavoro del milanese Acme, dell’associazione Jeos, poco somigliante soprattutto nella versione biancorossa. Un fatto spiegato dallo stesso sindaco. «L’autore, purtroppo, avrebbe dovuto finire il lavoro, ma gli si è bloccata la schiena, lo completerà». A tenere a battesimo il murale c’era anche il figlio di Paolo Rossi, Alessandro, insieme al presidente della Provincia Francesco Rucco, agli ex biancorossi Giorgio Carrera, Beppe Lelj e Adriano Bardin e Marco Franceschetto, delegato provinciale Figc.

L'inaugurazione

L’inaugurazione è avvenuta alla fine del torneo organizzata dall’Unione nazionale veterani dello sport e intitolato a Nello Dalla Fontana, ex portiere biancorosso la cui figura è stata ricordata dal presidente Franco Impalmi. I figli, Giorgio e Adamo, hanno premiato i ragazzi dell’Unione La Rocca, terzi nel triangolare che ha visto l’Arzignano battere in finale il Malo, e hanno poi consegnato al Montecchio una foto del 1945 in cui il padre indossava la maglia castellana. Contento di questa occasione Alessandro Rossi. «Mio padre - sottolinea - sarà felice che il murale sia stato inaugurato proprio dopo le premiazioni di un torneo giovanile, perché si è sempre fermato a giocare con i ragazzi per strada e li ha sempre spinti verso lo sport. Vi ringrazio di ricordare non solo il calciatore ma l’uomo». 

Maria Elena Bonacini