L'intervista

Verso Arzignano-Vicenza, Lino Chilese: «È il regalo più bello della mia vita»

L'intervista al presidente gialloceleste in vista della sfida in programma lunedì 28 novembre allo stadio Dal Molin
Lino Chilese, presidente dell'Arzignano Valchiampo
Lino Chilese, presidente dell'Arzignano Valchiampo
Lino Chilese, presidente dell'Arzignano Valchiampo
Lino Chilese, presidente dell'Arzignano Valchiampo

«È il regalo più bello della mia vita». Un anno, questo 2022, da sogno per l'Arzignano e per l'artefice di tutto questo. Lino Chilese, patron gialloceleste e da sempre grande tifoso biancorosso (oltre che ex socio del Vicenza), sta vivendo con grande passione ed emozione questa settimana di avvicinamento alla sfida del Dal Molin dove, per la prima volta nella storia, il Lane arriverà da sfidante in un match di campionato. Tre anni fa, il 24 ottobre 2019, l'Arzignano aveva sfidato il Vicenza sempre in Serie C, ma si era giocato al Menti perché non si era riusciti ad omologare lo stadio del Grifo per la categoria. Lunedì invece (con fischio d'inizio alle 20.30) il Dal Molin si trasformerà in una piccola "bombonera" con 1600 persone sugli spalti, tra cui 503 tifosi del Lane che occuperanno il settore ospiti.

Che atmosfera si respira in vallata?
Impressionante, non era mai successa una cosa simile. C'è un misto di gioia e stranezza, ma è è una grandissima soddisfazione poter avere il Vicenza ospite da noi. Vogliamo sia una festa per lo sport e che tutto sia perfetto.

Lei come la vive?
Non mi era mai capitato di non dormire dal martedì, ma vivere questa tensione è unico. Ospitare il Lane, questa società e soprattutto i tifosi biancorossi, che sono unici. È un peccato non poterne accogliere di più, ma sappiamo che giocare al Menti non era possibile.

Si aspettava di riuscire ad arrivare fino a qui?
Ho sacrificato famiglia e lavoro per questa mia passione, che è il calcio. Tutti sanno che faccio sport perché ho un amore viscerale per il pallone e il destino mi ha fatto ora il regalo più bello della mia vita. Da Chioggia a questo match, un anno indimenticabile per i colori giallocelesti... Pensare a quello che abbiamo fatto la scorsa stagione (dice con la voce rotta dall'emozione, ndr), con la grande conclusione a Chioggia mi riempie il cuore. Essere riuscito a dare la possibilità di far fare i professionisti a questo livello ai miei collaboratori, da Mattia Serafini, a Matteo Togni, a mister Giuseppe Bianchini e tutto il suo staff è una soddisfazione immensa. E poi un grazie speciale a tutto il Cda: siamo quattro amici (Lino Chilese, Silvano Faedo, Renzo Lorenzi e Enrico Gastaldello, ndr) che si capiscono al volo.

Dal campo cosa si aspetta?
Sappiamo che giochiamo contro una squadra fortissima. Speriamo di non prendere una goleada come è successo alla Triestina, ma sarà una partita bella da vivere. Io personalmente preferirei giocarla che guardarla.

Come la sta preparando la squadra?
Ovviamente giocatori e staff la sentono. Intanto questa sera li portiamo tutti a cena, ma come sempre la squadra si sta allenando a cento all'ora. Il ds Serafini ha costruito una squadra fatta di giocatori che danno anima e corpo in campo, ad Arzignano ci vieni se sei disposto a farlo.

State preparando qualcosa di speciale?
Metteremo in evidenza i nostri sponsor, che sono quelli che ci permettono di essere qui, a questi livelli. Poi stiamo preparando una coreografia carina per i nostri tifosi, ma niente di speciale, noi rimaniamo sempre con i piedi ben saldi a terra.

Come vede il Vicenza dopo il cambio allenatore?
Senza dubbio un mese fa aveva qualche problemino, sembra che mister Modesto abbia trovato la giusta chiave. Come spesso succede il cambio porta degli sviluppi che fanno scattare qualcosa nella testa dei giocatori.

Chi teme di più tra i giocatori biancorossi?
Stiamo parlando di giocatori uno meglio dell'altro. Ronaldo, Dalmonte, Ferrari, Giacomelli, ma anche tutti gli altri possono trovare la giocata in qualsiasi momento. Il Vicenza è una squadra dal potenziale enorme e se si ritrova, come sembra aver fatto, darà del filo da torcere a tutti.

Chi è la sua favorita per la vittoria? Che ruolo può avere il Lane?
Certamente il Pordenone, come dice la classifica ad oggi, è la favorita. Noi l'abbiamo affrontato ed è sicuramente quella che mi ha impressionato di più: ha personalità e fisicità, conosciamo Mimmo Di Carlo, che è riuscito senza dubbio a dare la sua impronta. Ma come qualità e struttura il Vicenza non è secondo a nessuno, quindi speriamo, eccetto lunedì, che riesca a fare un filotto e recuperare il terreno.

Anna Fabrello