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Il Festival dello Sport

Roberto Baggio, quel rigore sbagliato
e la telefonata mai arrivata dal Vicenza

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Roberto Baggio dopo il rigore fallito nella finale mondiale contro il Brasile
Roberto Baggio dopo il rigore fallito nella finale mondiale contro il Brasile
Roberto Baggio dopo il rigore fallito nella finale mondiale contro il Brasile
Roberto Baggio dopo il rigore fallito nella finale mondiale contro il Brasile

TRENTO. «Mi ritrovo tante volte, quando vado a dormire, a pensarci ancora...». Roberto Baggio confessa di non aver ancora messo in archivio il ricordo di quel rigore calciato alle stelle che costò all’Italia la finale mondiale con il Brasile a Usa 1994. «Non sarà stato il rigore decisivo, ma ho dato il colpo di grazia - ammette il Divin Codino, ospite d’onore al Teatro Sociale di Trento nell’ambito della seconda edizione del Festival dello Sport - Sognavo una finale Italia-Brasile sin da bambino».

 

Tra i tanti aneddoti raccontati nell’intervista condotta al direttore de "La Gazzetta dello Sport" Andrea Monti, l’ex fuoriclasse di Juventus e Inter svela perché accettò la corte del Brescia di Mazzone: «Volevo giocare vicino casa. Il Vicenza allora era in serie A... Sono rimasto tre mesi ad allenarmi da solo nel campetto dove avevo iniziato, a Caldogno; mi allenavo tutti i giorni, due volte al giorno, per farmi trovare pronto nel momento in cui fosse arrivata un'offerta, sperando ovviamente che mi chiamasse il Vicenza. Dopotutto ero stato chiaro, più di dirlo sui giornali che volevo giocare a casa... evidentemente qualcuno deve avere capito male e pensava Caldogno. Alla fine proprio dopo un Vicenza-Brescia di Coppa Italia mi chiamò Mazzone chiedendomi se volevo andare a giocare a Brescia. Non era Vicenza, però...».

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