Attesa la decisione Uefa

Lo sport europeo boicotta la Russia: via sponsor e Champions

È  attesa per domani la decisione dell’Uefa sulla sede di San Pietroburgo per la finale Champions del 28 maggio
È attesa per domani la decisione dell’Uefa sulla sede di San Pietroburgo per la finale Champions del 28 maggio
È  attesa per domani la decisione dell’Uefa sulla sede di San Pietroburgo per la finale Champions del 28 maggio
È attesa per domani la decisione dell’Uefa sulla sede di San Pietroburgo per la finale Champions del 28 maggio

Dal calcio al basket, fino alla Formula 1, lo sport europeo è pronto a boicottare la Russia che da stamane ha lanciato un’offensiva militare sull’Ucraina. È  attesa per domani la decisione dell’Uefa sulla sede di San Pietroburgo per la finale Champions del 28 maggio. Gli inglesi
ne hanno chiesto lo spostamento, il presidente Ceferin ha convocato un esecutivo straordinario domani per le «necessarie decisioni». «Condanniamo fortemente l’invasione russa dell’Ucraina», sottolinea la Uefa, che si richiama ai valori europei della pace: decisiva nella scelta del calcio la vicinanza con l’Ue». Ceferin era nei giorni scorsi contrario a una decisione in tempi brevi, ma la situazione è precipitata: in Inghilterra si dà per certo la marcia indietro, l’ipotesi è togliere al momento l’assegnazione alla Russia lasciando la sede sub iudice. La città ospitante è cambiata nelle ultime due edizioni, causa Covid, nel 2021 non c’è stato problema a definire la nuova sede a ridosso del match.

Non si giocherà invece molto probabilmente Zenit-Barcellona nell’Eurolega di basket: il club spagnolo ha deciso di non partire in segno di protesta. È protesta anche di alcuni piloti della Formula 1 impegnati in Spagna nei test stagionali. Primo fra tutti l’ex Ferrari Sebastian Vettel. «Non posso parlare a nome dell’associazione dei piloti di Formula 1, ma -
tuona il pilota tedesco dell’Aston Martin - personalmente non voglio correre in Russia e la F1 non dovrebbe correrci. Tante persone stanno morendo per ragioni stupide. È orribile quello che sta succedendo per colpa di un pazzo. La mia decisione è già presa, a Sochi a settembre non correrò». Sulla stessa linea il campione del mondo Max Verstappen: «quando un Paese è in guerra non è giusto correre lì. Ma non conta quel che penso io, deciderà tutto il paddock». La decisione finale spetterà alla nuova proprietaria del circus, l’americana Liberty Media, che «monitora la situazione». Molto, insomma, dipenderà da che tipo di sanzioni deciderà l’amministrazione Biden.

Il boicottaggio dello sport riguarda anche gli sponsor: lo Schalke 04, club della seconda divisione tedesca, ha annunciato che non metterà più la scritta Gazprom sulla maglia. E in
contemporanea si dimette Matthias Warning, ad del progetto Nord Stream 2, inserito all’interno del club proprio dal colosso russo del gas. Era ex agente Stasi nella Ddr, gli Stati Uniti lo hanno
inserito nella lista di persone da sanzionare per i legami col gas russo.

Resta poi in sospeso anche la disputa dei play off dei Mondiali di calcio a Mosca. Dopo la Polonia, anche la Svezia si è detta contraria a viaggiare in Russia, per l’eventuale finalina del 29 marzo. Mentre De Zerbi e il suo staff italiano alla guida dello Shakhtar Donetsk sono rimasti bloccati a Kiev («ora confidiamo nel Governo, aspettiamo che l’ambasciata ci
indichi come poter tornare»), il calcio ha detto no alla guerra anche attraverso le parole di Fedor Smolov, attaccante della nazionale russa e della Dinamo Mosca, che su Instagram ha manifestato tutto il suo dissenso con un «No war» su un sfondo nero, accompagnato dalla sigla dell’Ucraina (UA) e da un cuore infranto. «Questo è un crimine contro l’umanità, come si può fermare questo orrore?», è la conclusione di una story di Instagram di Roksana, moglie di Ruslan Malinovskyi, giocatore ucraino dell’Atalanta attualmente al Pireo in attesa di giocare il
ritorno del playoff di Europa League con l’Olympiacos, che l’ha condivisa a sua volta sul proprio profilo, prima di lanciare una sottoscrizione per pagare le armi dell’esercito ucraino in Donbass. «Il risveglio di questa mattina è stato sconvolgente e traumatico - il messaggio di Giorgio Chiellini, capitano della Juve e della nazionale azzurra - Mi sono ritrovato inerme a guardare immagini a cui non sono stato in grado di dare un senso. Ho sperato fino all’ultimo che non si arrivasse a questo punto. La mia solidarietà al popolo ucraino e a tutte le persone vittime di questa guerra»