Il fischietto vicentino

La "prima" di un arbitro in tv. E Orsato ammette: «Pjanic da espulsione in Inter-Juve, ho sbagliato»

Daniele Orsato
Daniele Orsato

«Sì, sul fallo di Pjanic di Inter-Juventus tre anni fa ho sbagliato valutazione». L'ammissione postuma appartiene a Daniele Orsato che ha confessato il suo peccato ieri davanti alle telecamere Il nuovo corso introdotto dal neo presidente Aia, Alfredo Trentalange, infatti, rivoluziona la comunicazione e mira a far uscire gli arbitri dalla loro torre d'avorio per renderli accessibili al pubblico al pari degli altri protagonisti del pallone. Il primo passo verso questa direzione è andato in onda ieri sera prima dell'ora di cena con la presenza di Daniele Orsato, il principe dei fischietti, l'arbitro della sezione di Schio, originario di Recoaro, ospite di Novantesimo minuto sulla Rai.

Sottoposto a un fuoco di fila di domande da parte di giornalisti e opinionisti in studio, Orsato, che ha riconosciuto la mancata espulsione dello juventino nello scontro con l'interista Rafinha, è stato preceduto da alcuni filmati d'annata dei direttori di gara in tv: da Concetto Lo Bello alle prese con la moviola nel '73 alla Domenica Sportiva, sino a Collina, Rocchi e persino il Lando Buzzanca arbitro cinematografico. Collegato dalla sua abitazione, Orsato ha tenuto a rimarcare la positività dell'iniziativa, però con i dovuti distinguo. «Se il confronto serve a fare chiarezza, ben venga - ha ammesso - se invece diviene pretesto per alimentare ulteriori polemiche, allora non andiamo da nessuna parte...». Quindi, ha chi gli chiedeva la differenza tra dirigere in Italia piuttosto che in Europa, Orsato (che con 240 gettoni in serie A sabato ha raggiunto Collina, ndr), ha replicato che per lui «non vi sono sostanziali diversità. Io arbitro in Italia esattamente come arbitro a livello internazionale». Inolte Orsato si è detto favorevole a rendere pubbliche le conversazioni tra il primo arbitro e la sala Var («Non abbiamo nulla da nascondere»).

Il fischietto scledense ha poi ribadito come il dialogo tra arbitro e calciatori sia enormemente migliorato negli ultimi anni. Anche lui al pari dei giocatori sta soffrendo l'assenza di pubblico sugli spalti. «Arbitrare senza tifosi è ancora più difficile - ha detto - io ho fischiato così una finale di Champions, il mio ricordo più bello, speriamo di tornare al più presto alla normalità. Il siparietto recente con Ronaldo? Cristiano voleva vedere come funzionava l'orologio del gol non gol...».

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Vincenzo Pittureri