«Io sono Thomas Sotto acqua canto e arriverò a Tokyo»

Thomas Ceccon, 17 anni, scledense di Magrè, nuotatore della Leosport e ora delle Fiamme Oro, durante un allenamento nella piscina di Creazzo. Ora vive e si allena a Verona. FOTOSERVIZIO ANTONIO TROGUThomas  sul trampolino della piscina di Creazzo, dove tutto è iniziato  Ceccon con gli allenatori Alberto Burlina e Anna Vallarsa
Thomas Ceccon, 17 anni, scledense di Magrè, nuotatore della Leosport e ora delle Fiamme Oro, durante un allenamento nella piscina di Creazzo. Ora vive e si allena a Verona. FOTOSERVIZIO ANTONIO TROGUThomas sul trampolino della piscina di Creazzo, dove tutto è iniziato Ceccon con gli allenatori Alberto Burlina e Anna Vallarsa
Thomas Ceccon, 17 anni, scledense di Magrè, nuotatore della Leosport e ora delle Fiamme Oro, durante un allenamento nella piscina di Creazzo. Ora vive e si allena a Verona. FOTOSERVIZIO ANTONIO TROGUThomas  sul trampolino della piscina di Creazzo, dove tutto è iniziato  Ceccon con gli allenatori Alberto Burlina e Anna Vallarsa
Thomas Ceccon, 17 anni, scledense di Magrè, nuotatore della Leosport e ora delle Fiamme Oro, durante un allenamento nella piscina di Creazzo. Ora vive e si allena a Verona. FOTOSERVIZIO ANTONIO TROGUThomas sul trampolino della piscina di Creazzo, dove tutto è iniziato Ceccon con gli allenatori Alberto Burlina e Anna Vallarsa

Piscina olimpionica di Buenos Aires, 10 ottobre 2018. Thomas Ceccon vince l’oro ai Giochi Olimpici giovanili nella finale dei 50 metri stile libero. Mentre i rivali appena battuti restano in acqua a riprendere fiato, il diciassettenne vicentino scavalca letteralmente le prime tre corsie ed esce dalla vasca. Ma per capire il perché, occorre fare un passo indietro. GLI INIZI. Loris Ceccon e Gioia Pretto sono due genitori sportivi. Papà ha giocato a calcio - non ad alti livelli - nella Fiamma cittadina ed è stato atleta di pentathlon militare nell’Esercito. Mamma Gioia ha gareggiato a un campionato del mondo di pattinaggio artistico a rotelle a metà anni ’90. «La scuola è importante - spiega Loris - ma non basta. Per crescere dei figli lo sport è fondamentale». La squadra di nuoto sotto casa, a Schio, gli sta subito stretta e nel 2009 porta il primogenito Efrem a Creazzo, nella società più ambiziosa della provincia, la Leosport. Il piccolo Thomas, che ha appena otto anni, segue il fratello. «A quell’età era molto diverso da com’è adesso - sorride la sua prima allenatrice, Anna Vallarsa -. Ora è alto e magro, all’epoca era un po’ cicciottello, ma molto ricettivo: sapeva mettere in pratica subito la lezione. I bambini hanno i loro ritmi, lui percepiva tutto al volo». LA COSTRUZIONE. Facile parlare di talento. Certo, Ceccon ce l’ha e non a caso ha iniziato a vincere fin dalle categorie Propaganda. Ma su di lui famiglia e società hanno creato un progetto pluriennale. Il resto lo ha fatto Thomas con le sue peculiarità e con gli allenamenti, che in casa Leosport sono quattro a settimana già all’età di otto anni. «Il periodo più difficile - racconta Ceccon - è stato l’inizio delle superiori. Alle 5.50 prendevo l’autobus da Schio a Vicenza, alle 7 ero in piscina a Creazzo con il mio allenatore Alberto Burlina, fino alle 8.30. A scuola entravo un’ora dopo, fino alle 13, poi dalle 14 alle 16 tornavo in piscina». Il cambio di tecnico è stato in realtà un passaggio in famiglia, perché Burlina, già allenatore di ottimi nuotatori come Gigliola Tecchio e Martino Lucatello, è il compagno di Anna Vallarsa. IL SALTO. A 16 anni anche Creazzo diventa stretta. Serve la vasca coperta da 50 metri e Ceccon sceglie il Centro federale di Verona, quello della Pellegrini, con il supporto della Federazione. La famiglia si divide: la mamma si trasferisce a Verona, papà ed Efrem restano a Magrè. «Era la scelta corretta, nel nuoto servono grandi sacrifici» commenta Thomas, che alla fatica è abituato. «Il mio punto di forza? La costanza negli allenamenti, vado in piscina anche quando sono malato. E ci andrò anche a Natale». Invece il punto debole è «il lunedì mattina: a volte manca la voglia, soprattutto se ho “fatto serata”, ma alla fine ci vado lo stesso». Un ragazzo di 17 anni che madre natura e routine quotidiana hanno dotato del physique du role: spalle larghe, vita stretta, leve lunghe e bacino basso. TECNICA E SFRONTATEZZA. «Tecnicamente è forte in tutti gli stili e per questo ricorda nuotatori eclettici come Sacchi, Marin e Boggiatto» dice il suo allenatore, che non vuole andare oltre. Guai a nominare Lochte o, peggio, Phelps. «Quando gareggiava lo guardavo ma adesso non seguo nessuno - taglia corto Thomas -. Io sono io, non ho poster in camera e non mi piacciono i paragoni. Se trovo Paltrinieri lo saluto, con i più grandi faccio fatica e in nazionale resto da solo». Una solitudine che inevitabilmente lo accompagna anche in allenamento. «Ma io mi distraggo cantando con la testa un po’ di tutto, in particolare i Coldplay». Se capita sa fare anche gruppo, come quando prima del debutto agli Europei di Glasgow i compagni di nazionale gli hanno tagliato senza pietà la folta e amata chioma. «Tutti ridevano e l’ho presa sul ridere, in estate però stavo da dio». Gli avversari sorridono meno dopo le gare, quando Ceccon vince e scappa dalla vasca senza salutare. Come a Riccione, dove Sabbioni non l’ha presa bene. Come a Buenos Aires. Thomas è fatto così: toccata e fuga. «Ma no - replica lui - è che dopo mezz’ora avevo un’altra gara e sono corso a prepararmi». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Paolo Mutterle