Faresin lascia la Zalf E sale in Continental

Gianni Faresin durante un’intervista. FOTO  RICCARDO  SCANFERLA
Gianni Faresin durante un’intervista. FOTO RICCARDO SCANFERLA
Gianni Faresin durante un’intervista. FOTO  RICCARDO  SCANFERLA
Gianni Faresin durante un’intervista. FOTO RICCARDO SCANFERLA

Dopo 13 anni di onorata direzione, Gianni Faresin scende dall’ammiraglia della Zalf Euromobil Fior. Una nuova avventura lo attende: sarà uno dei direttori sportivi della squadra Continental che nascerà dall’attuale Casillo Maserati. Faresin, 54 anni, da professionista vincitore di un Giro di Lombardia e di un campionato italiano, è considerato uno dei tecnici più capaci del panorama dilettantistico italiano. Ha meditato a lungo questa scelta, nata dalla volontà di allinearsi alla tendenza generale che vede sempre più società cadette trasformarsi in Continental per attutire l’impatto dei giovani corridori con le fatiche del professionismo. «Il mondo va in questa direzione e bisogna adeguarsi – spiega il d.s. novese -. Fino a poco tempo fa in una squadra di Under 23 si riusciva a lavorare con i ragazzi per tre o quattro anni, si poteva programmare la loro crescita e portare i migliori al professionismo seguendo un percorso calibrato. Oggi non è più così, i corridori hanno fretta e dopo un anno o due di militanza nel dilettantismo passano a una Continental, dove respirano aria di professionismo e partecipano a corse più importanti. È accaduto così con Battistella e con Dainese. Non è il loro caso, ma la fretta non è sempre una buona consigliera, perché chi non ha la pazienza di imparare a volte rischia di perdersi». A sostituire Faresin alla Zalf sarà Ilario Contessa, un giovane tecnico vicentino che ha si è fatto valere con gli juniores. Alla Casillo Maserati Faresin porterà con sé alcuni corridori, fra i quali suo figlio Edoardo e un altro vicentino, Matteo Zurlo. Sono state centinaia le vittorie che i corridori della Zalf hanno ottenuto sotto la direzione di Faresin, 29 solo quelle messe a segno nel 2019. Ma difficilmente vedremo il tecnico vicentino in una categoria Professional o World Tour. «Mi sarebbe piaciuto, soprattutto qualche anno fa, ma in Italia le possibilità sono poche e devo dire che oggi non mi attrae l’idea di trascorrere in trasferta la maggior parte delle mie giornate. Sto bene così, questo è un ambiente che conosco molto bene e che mi appaga, mi piace lavorare con i giovani e continuerò a farlo». •

Eros Maccioni

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