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Educazione fisica: «Così non basta»

IL PERSONAGGIO. Vittorio Fontanella, ex mezzofondista e responsabile dello sport scolastico, analizza la situazione
«Paghiamo il precariato, ma Vicenza fa miracoli grazie a studenti e docenti impegnati»
Fontanella sui 1500 metri  alle olimpiadi di Mosca del 1980
Fontanella sui 1500 metri alle olimpiadi di Mosca del 1980

In delegazione dal vescovo Carlo Zinato di Vicenza ci sono i professori Ceroni e Grossi con una petizione, quella per consentire al promettente atleta Vittorio Fontanella, studente in seminario, di poter fare attività sportiva al camposcuola di atletica di Vicenza. La risposta del prelato è affermativa ma ponendo molti paletti quali ad esempio quello di indossare la tuta ben stirata, parlare in lingua italiana e rientrare immediatamente dopo l'allenamento. Siamo negli anni '70. Fontanella, diventato poi professore di educazione fisica, ebbe una carriera sportiva strepitosa diventando uno dei migliori mezzofondisti azzurri di sempre (5° posto alle olimpiadi di Mosca 1980 sui 1500 metri) autore di tanti record che sono stati battuti solo in tempi recenti. Dall'1 settembre di quest'anno ha lasciato l'incarico di responsabile dello sport scolastico per il provveditorato agli studi per la meritata pensione. Ha ceduto il testimone alla professoressa Sira Miola che ha già preannunciato di voler proseguire sulla stessa strada. Nell'ultimo lustro il prof-atleta Fontanella, dopo aver collaborato con Nicolai, ha gestito in prima persona l'attività sportiva scolastica di tutti gli istituti della provincia. Per Fontanella è il momento di tirare le somme sullo sport della scuola. L'attività ludico-sportiva scolastica nella scuola italiana denuncia molte lacune. In particolare?Due ore settimanali di ginnastica sono poche per una popolazione scolastica con abitudini prevalentemente sedentarie. C'è bisogno di far fare più sport ai ragazzi, ne va della loro salute psicofisica. Altri problemi della scuola italiana nella promozione sportiva?Possiamo dire senza paura di smentita di avere insegnanti bravi e preparati, ma pesa il precariato, docenti Isef alla soglia dei 50 anni ancora fuori ruolo. Quanto distano nella programmazione ludico-sportiva gli altri Paesi? Nel Nord Europa l'educazione fisica è materia primaria e con orari riservati all'attiva fisica adeguati (anche sino a 12 ore settimanali), oltretutto in alcuni paesi con una media - per noi incredibile - di un docente ogni tre allievi. Inoltre, ci sono docenti di educazione fisica con incarichi dirigenziali nella scuola. Abbiamo parecchia strada da fare per coprire il gap. Come sta Vicenza nell'attività sportiva scolastica? Vicenza fa miracoli grazie a studenti che si impegnano e a docenti che mettono il cuore nel loro lavoro. Il grandissimo numero di risultati, medaglie nei GSS e campioni che escono dallo sport scolastico (Matteo Galvan, Michael Tumi ed Ottavia Cestonaro, per citarne alcuni) ne sono la riprova. Ma l'imperativo è coinvolgere tutta la popolazione scolastica, ragazzi sovrappeso, con problemi articolari, quelli che vivono ore davanti alla tv o con i videogiochi. Il futuro sta nei college o nelle scuole a indirizzo sportivo? È già partita la sperimentazione nelle medie inferiori a Torri di Quartesolo e c'è già il liceo Baronio che da qualche anno ha positivamente inserito lo sport nel proprio indirizzo di studi. Adesso è al via un percorso formativo nello sport con il liceo Tron di Schio, quindi qualcosa si muove anche da noi. Cos'è cambiato nello sport scolastico da quando lei venne scoperto dai talent scout ad oggi? L'offerta sportiva si è allargata e diversificata. Oggi l'attività sportiva va incontro ai mutati stili di vita, quindi a scuola si parla di autocontrollo, di disciplina, di socializzazione, di alimentazione corretta. Ha una propria cittadinanza attiva l'handicap psicofisico e la scuola va incontro alle esigenze dei ragazzi. Sport come il badminton e le arti marziali fanno parte della vasta schiera di discipline sportive proposte e i ragazzi che fanno sport hanno una via preferenziale. I talenti vengono valorizzati, ma anche chi vuol fare sport per il proprio benessere ha modo di farlo e deve poterlo fare. G.M. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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