Serie D

L’Arzignano è incontenibile Tre sberle al Cartigliano

Una fase del derby del Dal Molin
Una fase del derby del Dal Molin
Una fase del derby del Dal Molin
Una fase del derby del Dal Molin

•• L’Arzignano Valchiampo si aggiudica il derby di alta classifica in un Dal Molin che torna a riempirsi di tifosi entusiasti e vola in alto: consolidata la prima posizione con quattro punti di vantaggio sulle inseguitrici. Sulla sponda Cartigliano amarezza per una sconfitta pesante, per quanto pronosticabile alla vigilia. Troppo impaurita la squadra di Ferronato che non regge l’urto dei giallocelesti che hanno dato ulteriore prova di tutta la loro qualità e anche solidità, soprattutto nel primo tempo. Nel finale Di Gennaro si fa parare un calcio di rigore. Mister Giuseppe Bianchini cambia qualcosa nel reparto offensivo con Beltrame che prende il posto di Moras e Gnago dentro dal primo minuto per Fyda. Per il resto torna Forte come mezz’ala destra del consolidato 4-3-1-2 con Casini che si abbassa sulla linea di difesa in fase di impostazione e Pasqualino a destra e Vessella a sinistra ricevono così licenza di spingersi più avanti. Dall’altra parte il tecnico Alessandro Ferronato si schiera con un 4-3-3 che diventa un 3-4-3 quando il suo Cartigliano è in possesso con Stevanin a fare spola tra la retrovia e il centrocampo a sinistra. Il primo tempo Il copione del primo tempo è lapalissiano: l’Arzignano spinge forte, i biancazzuri sono un po’ frastornati. Ne escono 45 minuti in cui i giallocelesti creano almeno tre occasioni nitide, di cui una sfruttata, mentre Bacchini rimane per lo più inoperoso con Buson e compagni che non trovano mai lo specchio della porta. Il primo squillo arriva dopo nemmeno tre minuti di gioco con un tiro di Casini, su cui Zecchin controlla in due tempi anticipando Gnago. Poco dopo Gnago si rende pericoloso con una bella girata al volo, ma il portiere biancazzurro si fa trovare pronto e sulla sua respinta Forte calcia alto dal limite dell’area piccola, disturbato però dalla retrovia del Cartigliano. Al 12’ altra opportunità per l’Arzignano: Forte dalla destra crossa al centro dell’area dove Beltrame colpisce di prima intenzione, ma la palla termina a lato di poco. In contropiede Unico brivido per i tifosi locali un potenziale contropiede dei ragazzi di Ferronato, su cui il Grifo s’era fatto trovare scoperto, ma Stevanin, nel tentativo di servire un compagno, di fatto passa la palla a Bacchin. Serve aspettare fino al 37’ per vedere l’azione che porta in vantaggio i giallocelesti: dalla sinistra Beltrame pennella sul secondo palo dove c’è in agguato Calì che schiaccia la palla e insacca. In avvio di ripresa il Cartigliano sembra aver preso un po’ di coraggio, ma arriva presto la doccia fredda: all’8’ Gnago scappa via di potenza a Roverato e incrocia infilando Zecchin in uscita per il 2-0. Squadre che si allungano con quella di Ferronato che prova a reagire, spinge in avanti per tenere in piedi una partita che sembra oramai compromessa e trova però la difesa compatta dell’Arzignano. I maggiori pericoli la formazione biancazzurra li crea da calcio piazzato, dalla bandierina o sugli sviluppi di punizioni, ma tutti si concludono con un nulla di fatto. Al 37’ invece sono di nuovo i padroni di casa a far tremare la retrovia ospite con una ripartenza fulminea: Casini conquista palla e lancia Moras, Vessella crea superiorità e viene servito dal compagno, salvo poi stopparla male e favorire l’intervento in uscita di Zecchin. Due minuti più tardi invece Moras fa tutto da solo: fa partire un bolide da fermo che si stampa sulla traversa. Nel recupero poi succede di tutto: al 46’ Cescon sulla sinistra sgattaiola via alla difesa del Cartigliano e calcia verso la porta di Zecchin che non riesce a trattenere la palla che carambola in fondo al sacco. È 3-0, ma non è ancora finita. Nel corso del 5’ e ultimo minuto di recupero la squadra di Ferronato ha ancora le energie per ripartire, Mattioli entra in area e viene toccato da Molnar. Il direttore di gara indica il dischetto del rigore da cui si presenta Di Gennaro, straordinario Bacchin a intuire e lanciarsi alla sua destra. •. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Anna Fabrello