LA STORIA

Nizzaro, freccette di famiglia
Due tricolori e un bronzo

Hanno messo... la freccetta La famiglia Nizzaro con papà Mario, mamma Federica, i fratelli Alex e Cristian
Hanno messo... la freccetta La famiglia Nizzaro con papà Mario, mamma Federica, i fratelli Alex e Cristian
Hanno messo... la freccetta La famiglia Nizzaro con papà Mario, mamma Federica, i fratelli Alex e Cristian
Hanno messo... la freccetta La famiglia Nizzaro con papà Mario, mamma Federica, i fratelli Alex e Cristian

A tutte le ore è una sfida. Prima di pranzo, dopo mangiato. Il bersaglio di casa viene preso d'assalto senza sosta. Benvenuti ad Arzignano, a casa Nizzaro, dove papà Mario, mamma Federica, i fratelli Alex e Cristian sono specialisti di freccette e la loro è una famiglia davvero speciale. Nessuno dei quattro gioca per puro diletto, anche se quando papà Mario ha iniziato, facendo da apripista, l'ha fatto perchè si divertiva e questa disciplina, che si svolge nei locali pubblici, dà una strana adrenalina. Ad Alex, Cristian e mamma Federica piace competere e il bersaglio dà loro ragione. Ai campionati italiani di freccette singolo/doppio, che si sono svolti in settembre a Caorle, Cristian, 14 anni, si è laureato campione italiano di categoria C, conquistando di diritto la maglia della nazionale maggiore (oltre alla conferma dell’under 18); il successo è impreziosito dal fatto che il minore dei fratelli Nizzaro ha eliminato nel percorso avversari con più esperienza e da ben più tempo nel circuito. Per Cristian, che studia all'istituto Galilei, si è trattato del secondo titolo nazionale (nel 2019 vinse quello di serie D) che va ad aggiungersi alle due vittorie nel campionato Triveneto del 2018 e del 2019 quando aveva addirittura 10-11 anni. Neanche si fossero messi d'accordo, contemporaneamente al successo di Cristian, la mamma, Federica Belluzzo, si è presa la soddisfazione di vincere, in un'altra pedana, il titolo tricolore di doppio femminile. E non è finita. Alex, 16 anni, non voleva essere da meno. La festa in famiglia doveva continuare. E così ha conquistato il terzo posto al campionato italiano under 18; pure lui potrà vestire la maglia azzurra. Luca Dal Fitto, che è il ct della nazionale under 18 di freccette e allena la famiglia Nizzaro, tesserata col Vicenza Dart affiliato alla Figest (la federazione italiana giochi e sport tradizionali, riconosciuta dal Coni), è al settimo cielo. «È un piacere seguirli, anche perchè sono tutti molto bravi. Cristian è addirittura il più giovane campione italiano di freccette in Italia, ma anche suo fratello Alex se la cava piuttosto bene – spiega il chiampese Dal Fitto -. Le freccette nascono nei locali pubblici e da passatempo diventano specialità. Non è uno sport banale, ci vuole grande precisione». Si fa presto a dire che il dado è tratto, ma non basta allenarsi ogni tanto per competere a buon livello. «Occorre concentrazione, l'allenamento è fondamentale e conta molto il posizionamento del corpo. Anche la matematica ha una parte importante». A freccette si gioca in tutto il mondo e almeno una volta nella vita, ciascuno di noi, ha provato l'ebbrezza di lanciare un piccolo dardo verso il bersaglio, sentendosi più o meno portato. Lo scopo del gioco è scendere da 501 a 0 con il minor numero di freccette possibile. Composte da una punta in metallo o in plastica per bersaglio elettronico, un corpo, astina ed aletta, le freccette non superano i 50 grammi di peso e la lunghezza deve essere inferiore a 30,5 centimetri. Oltre al gioco standard, ufficialmente riconosciuto dalle varie federazioni internazionali e giocato nei tornei, esistono parecchie varianti: l'orologio, Shangai, Cricket, Killer, Split, Broccette. Ai giocatori non deve mancare il buon rapporto con la matematica, perchè il calcolo dei punteggi realizzati e dei numeri rimanenti viene eseguito mentalmente dalla persona che gioca e dall'arbitro. «Così si allenano il corpo e la mente – aggiunge Dal Fitto -. Il prossimo anno si svolgeranno gli Europei under 18 e i fratelli Alex e Cristian saranno impegnati in prima linea. Spero continuino a togliersi grandi soddisfazioni». Il prossimo bersaglio è di quelli che fanno gola.•. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marta Benedetti