<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=336576148106696&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">
Il Festival

Sanremo, le pagelle della quarta serata. Promossi e bocciati

I voti a conduttori, cantanti e ospiti dopo la quarta serata del Festival

Queste le pagelle della quarta serata del Festival di Sanremo:

SONDAGGIO: Sanremo 2024, qual è la tua canzone preferita?

SANGIOVANNI-AITANA 5: L'amica spagnola porta al vicentino triste quel... Grumolo di spensieratezza che quest'anno non ha mai avuto. Lei sfoggia un vestitino troppo estivo, lui continua con i pantaloni neri lucidi stile nettezza urbana. Si guardano negli occhi, si sorridono e si sbaciucchiano, le loro "Farfalle-Mariposas" comunque volano basso. Coppietta.

ANNALISA-LA RAPPRESENTANTE DI LISTA 7,5: "Sweet dreams" è un concentrato di energia. Annalisa e una Veronica Lucchesi corvina si fronteggiano a tutta grinta. Non importa se Mangiaracina alla chitarra non è Dave Stewart: terzo posto meritato. Euritmiche.

VILLAIN-NANNINI 4,5: Che spina questa Rose: nel medley di Gianna trascina a sbagliare anche lei, alla quale comunque il pubblico perdona tutto. Restano più stecche di un biliardo e, sul palco, una delle scarpe che la più giovane si è tolta in diretta per cantare a piedi nudi. Cenerentole.

GAZZELLE-FULMINACCI 6: Notte prima degli esami spalanca sempre il cuore. Hanno il merito di non straziarla. Ma che senso ha fermarsi al compitino? Didascalici.

THE KOLORS-TOZZI 7: Il contrario di Villain-Nannini: qui i giovani fanno da valore aggiunto trasfondendo sangue in un Tozzi un po' rantolante. Ti amo, Tu e Gloria sono un treno lanciato da una batteria tostissima. Rock-dancefloor con citazioncina finale di Italodisco. Furbacchioni.

ALFA-ROBERTO VECCHIONI 8: Il Vecchioni e il bambino si preser (metaforicamente) per mano. "Sogna ragazzo sogna", e al giovanissimo genovese pare davvero di sognare: voce, tempi e inserimenti rap giusti al servizio del maestro. Quinti è troppo poco. Commossi e commoventi.

BNKR 44-PINO D'ANGIO' 4: "Ma quale idea" metterli insieme? A 71 anni il grande Pino è ben più tamarro dei sei teenager finalmente un po' ripuliti nel look. Che sembrano annoiati dall'accoppiamento. Scazzati.

COCCIANTE-IRAMA 5: Potenzialmente potrebbero funzionare, all'atto pratico lasciano la chimica dietro le quinte. "Quando finisce un amore": il loro neppure inizia e le espressioni deluse sono eloquenti. Insoddisfatti.

MANNOIA-GABBANI 6: Nobile l'idea di mettersi insieme con le rispettive canzoni del sanguinoso duello del 2017, vinto da Gabbani. Il quale replica l'inchino di scuse fatto all'epoca alla Califfa. L'esecuzione però poteva andare meglio. Gigioni.

SANTI FRANCESI-SKIN 5,5: La media tra l'8 di lei e il 4 di lui, con mezzo voto in meno per aver osato "Hallelujah". Ale  De Santis confina il socio nelle retrovie e si mette in gonna, ma Skin in giubbotto da Blade Runner lo annienta come un pallido replicante. Sovrastati.

RICCHI E POVERI-PAOLA E CHIARA 5: Il quartetto è improvvisato, ma bastano due note di "Sarà perchè ti amo" e "Mamma Maria" a far delirare l'Ariston. Poco importa che comincino in spagnolo. Non ci si stacca però dall'effetto karaoke. Strapaesani.

GHALI-RATCHOPPER 7,5: Se gli avessero proposto di farsi arrangiare da un giovane produttore-remixatore, il compianto Toto Cutugno avrebbe sollevato i sopracciglioni. Ma l'omaggio moderno riesce bene e va oltre con maturità ed eleganza: "Italiano vero" diventa un appello all'inclusione. I due meritavano anche più del quarto posto. Rispettosi.

CLARA-SPAGNA 5: "Il senso della vita" dal Re Leone. La riesumazione dell'Ivana nazionale viene guastata dalle sbavature della compagna e da un coro degno dello Zecchino d'oro anche nel look. Clara que no.

BERTÈ-VENERUS 7,5: Nemmeno le bizze della tecnologia fermano una Loredana in stato di grazia, discretamente spalleggiata dal cantautore milanese. Trasforma a suon di rock "Ragazzo mio" di Tenco: può permetterselo con la personalità che ha in abbondanza. Seconda giovinezza.

GEOLIER-GUE'-LUCHE'-GIGI D'ALESSIO 6: Le "Strade" dell'eterogeneo quartetto che si autocita e si autorappa sono tortuose, quelle del Signore che lo premia con la vittoria di serata sono davvero infinite. Il verdetto segna il record assoluto del dissenso del pubblico in sala. Ma è il televoto, bellezza. Brani reinterpretati ignoti ai più e napoletano stretto: cercansi disperatamente sottotitoli. Miracolati.

ANGELINA MANGO 7,5: "La rondine" che "è andata via nel cielo sbagliato" è un toccante omaggio al padre. Ha un nodo alla gola, non lo fa sentire cantando ma glielo si può vedere negli occhi lucidi. Resta preferibile comunque in versione cumbia. Secondo posto grazie anche all'effetto commozione. Strappalacrime.

AMOROSO-BOMDABASH 5: Un ritorno a collaborazioni del passato ma il tempo è trascorso inesorabile, al punto che i voluminosi Biggie e Payà ai lati di Alessandra sembrano più bodyguard che colleghi. E infatti quando ordinano al pubblico di scattare in piedi tutti obbediscono. La risposta salentina all'invasione napoletana si ferma però in discoteca. Incompiuti.

D'AMICO-BABELNOVA ORCHESTRA 6: L'omaggio a Morricone con echi di "Dove si balla" spiazza con una certa intelligenza ma Dargen sembra a disagio e pasticcia con la dizione, solito difetto. Mezzo punto in più per il nuovo appello al cessate il fuoco. Disorientante.

MAHMOOD-TENORES DI BITTI 7,5: Alessandro si conferma interprete raffinato, il piccolo coro sardo aggiunge ulteriore profondità al celebre mare di Lucio Dalla. Armonia perfetta ed echi ancestrali. Inspiegabilmente fuori dalla top five. Brividi.

MR RAIN-GEMELLI DIVERSI 5: "Mary" è ancora drammaticamente attuale, ma il terzetto che la ripropone è sotto tono e inganna anche Amadeus che esce in anticipo credendo finita la canzone. Sullo sfondo, l'esibizione di ginnastica ritmica delle "farfalle" azzurre. Superflui.

NEGRAMARO-MALIKA AYANE 4: "La canzone del sole" in eclissi totale. La Ayane con un vestito dal collo modello torta Foresta Nera almeno si difende, Sangiorgi non tiene la voce e o si agita o gorgheggia. Da testo sacro a testo-massacro. Non manca l'atmosfera karaoke con l'invito finale alla gente a cantare per Lucio. Scriteriati.

EMMA-BRESH 5: Il medley è di Tiziano Ferro, ma quest'ultimo se ne è tenuto saggiamente alla larga. Il problema è che il suo "sostituto" canta come la caricatura di Ruggeri. Emma cerca di mettere pezze ma deve arrendersi. Arrugginiti.

IL VOLO-STEF BURNS 3: Fossimo il prestigioso chitarrista che accompagna i tenorini, faremmo come John Travolta e non daremmo la liberatoria. "We want to live forever" in chiave lirico-stentorea viene derubricato a operetta. Boiata rapsody.

DIODATO-SAVORETTI 5: Filippo Timi introduce "Amore che vieni, amore che vai", poi i due interpreti sembrano andare ognuno per conto suo. Anarchici. 

LA SAD-RETTORE 2: Pensi che i tre punk stiano stonando di brutto finché la sempre più improponibile Donatella non apre bocca e allora capisci che il peggio non era ancora arrivato. Le "Lamette" non può che invocarle chi ascolta. Caricaturali.

IL TRE-MORO 4,5: Anche con accanto una presenza rassicurante e alla sua portata, il rapper di "Fragili" non ce la fa. Non è colpa sua ma di chi lo ha chiamato. Improvvisati.

BIGMAMA-GAIA-LA NINA-SISSY 4: "Lady Marmalade" nelle intenzioni doveva essere un manifesto dell'empowerment femminile, nella pratica scade a burlesque di periferia. Stavolta il kitsch di Marianna e socie è tutt'altro che rivoluzionario. Contraddittorie.

MANINNI-ERMAL META 5,5: Ancora un recente vincitore elevato a classico per le nuove leve. Lo schema è inflazionato e i tamburi giganti non riescono a risollevare "Non mi avete fatto niente" alla potenza di sei anni fa. Scontati.

DE PALMA-EIFFEL 65 5,5: In scena a notte fonda, cercano di spremere le ultime energie da una platea stremata. Fred abdica presto al ruolo di cantante e si aggira tra il pubblico esortandolo a ballare i tormentoni dei più noti soci. Discotecari.

RENGA-NEK 5: Si scambiano canzoni, battute, gag. A pieni polmoni ma con il pilota automatico. Per il medley hanno scelto due loro brani famosi a testa e quando finiscono di cantare iniziano a improvvisare sketch. Autoreferenziali.

I JALISSE 6: Ritorno fuori concorso dopo 27 anni dalla vittoria e 26 successive bocciature. Ci voleva Fiorello per mettere fine alla saga. La sufficienza è la media tra l'8 ad Alessandra Drusian, ancora splendidamente in voce, e il 4 al marito Fabio Ricci, che non si sente. Alla fine ringraziano per l'emozione, ma gli applausi a "Fiumi di parole" sono tiepidi. Nostalgici.

LORELLA CUCCARINI 9: Balla, canta, presenta, improvvisa, si immerge tra la gente. Ed è in forma strepitosa. Di gran lunga la migliore tra i partner di Amadeus. Completa.

AMADEUS 5,5: La mimica facciale nel sentire i fischi ai vincitori fa capire che li prende come un affronto personale. Prenda atto che non è intoccabile.  Il top: il balletto con la Cuccarini, si capisce che sono le cose che ama di più. Il flop: la continua, petulante propaganda, da contratto, agli sponsor o alle prossime uscite di Rai fiction e Rai cinema, al punto che quando invita sul palco Checco Bagnaia pensiamo stia per annunciare che la tv di Stato si sia ripresa il motomondiale. Piazzista.

FIORELLO 8: A differenza del suo amico e collega, si è già ripreso alla grande dal caso Travolta. Esilarante infiltrato sul palco nei panni del ballerino "Manuel Frangio", diverte anche dopo con le gag di magia sui Jalisse e sul maestro Vessicchio. Promette bene per stasera. Indistruttibile.

Alessandro Comin

Suggerimenti