Vicenza Opera Festival

Poppea, il dramma si fa musica. Fischer torna con Monteverdi

Un momento de “L’incoronazione di Poppea” che sarà al teatro Olimpico nelle serate di sabato, domenica e lunedì
Un momento de “L’incoronazione di Poppea” che sarà al teatro Olimpico nelle serate di sabato, domenica e lunedì
Un momento de “L’incoronazione di Poppea” che sarà al teatro Olimpico nelle serate di sabato, domenica e lunedì
Un momento de “L’incoronazione di Poppea” che sarà al teatro Olimpico nelle serate di sabato, domenica e lunedì

Dopo l’Orfeo del 2019, per la quarta edizione del Vicenza Opera Festival, Iván Fischer torna a Monteverdi con L’incoronazione di Poppea. La terza opera del genio di Cremona giunta fino a noi costituirà infatti il titolo di punta della rassegna organizzata dalla Società del Quartetto. Sabato 30, domenica 31 ottobre e lunedì 1 novembre il dramma in musica su libretto di Giovanni Francesco Busenello sarà rappresentato al Teatro Olimpico con inizio alle 20. Fischer, che ha firmato la regia dell’allestimento assieme a Marco Gandini, dirigerà dal clavicembalo la Budapest Festival Orchestra che suonerà su strumenti originali.

L’Incoronazione di Poppea, in tre atti e un prologo, debuttò nel 1643 al Teatro Santi Giovanni e Paolo di Venezia. Si tratta della prima opera che ha per argomento un fatto storico: i personaggi non sono dei o eroi del mito, ma donne e uomini realmente esistiti, a partire dall’imperatore Nerone, dalla sua consorte Ottavia, e dalla nobile romana Poppea, bella e ambiziosa, che riesce a indurre Nerone a ripudiare la moglie per ascendere al trono. Tra gli altri personaggi il filosofo Seneca, di cui si irridono gli insegnamenti, Arnalta, nutrice e consigliera di Poppea, Ottone, amante tradito della nobile romana, Drusilla, che ama Ottone e vede in Poppea una rivale. Ma questa vicenda, ancorata alla cronaca del tempo (le fonti del libretto sono gli Annali di Tacito, alcuni passi di Svetonio e Cassio Dione e anche la tragedia Octavia un tempo attribuita proprio a Seneca) in realtà si iscrive in un contesto mitologico: è il prologo che definisce l’argomento dell’opera. Fortuna e Virtù dibattono su chi tra loro sia “il vero motore del mondo”. Entra Amore che, come scrive Fischer, “sorride ai suoi interlocutori e afferma che in fondo siamo tutti suoi seguaci”. Insomma è l’Amore che muove il mondo: le persone sono pilotate dalle loro emozioni. 
Il dramma in musica di Monteverdi (anche se pare che la partitura non sia tutta di sua mano) è inteso spesso come opera senza morale. In realtà attraverso la rappresentazione degli intrighi di palazzo e dell’ambiguità etica della corte imperiale romana, faceva spiccare per contrasto la gloria della Serenissima Repubblica, patria della libertà. Il sentimento anti – monarchico legava infatti i membri dell’Accademia degli Incogniti, cenacolo d’intellettuali veneziani di cui faceva parte anche Busenello. 

Fischer e Gandini ambienteranno l’Incoronazione nella casa di un nuovo ricco dei nostri giorni, tutta oro e colori sgargianti, opera dello scenografo Andrea Tocchio. Poppea avrà la voce del soprano di Trinidad Jeanine De Bique, mentre Nerone sarà impersonato dal controtenore rumeno Valer Sabadus. Con loro sul palco Reginald Mobley (Ottone), Núria Rial (Drusilla), Luciana Mancini (Ottavia e la Virtù), Stuard Patterson (Arnalta e la nutrice di Ottavia), Gianluca Buratto (Seneca). Lo spettacolo è prodotto dalla Iván Fisher Opera Company assieme alla Budapest Festival Orchestra a Müpa Budapest, Vicenza Opera Festival e Grand Theatre de Genève. 
Il Vicenza Opera Festival sarà aperto da un concerto sinfonico. Domani alle 20 sul palco del Teatro Olimpico si schiererà la Budapest Festival Orchestra diretta da Iván Fischer per un programma che abbina due autori del classicismo viennese come Beethoven e Haydn, al Novecento di Bartók. In apertura l’ouverture dal Coriolano in do minore op. 62 del genio di Bonn, un brano che in qualche modo si ricollega all’opera di Monteverdi. Beethoven scrisse infatti Coriolano per l’omonima tragedia di Collin dedicata a un personaggio storico, il condottiero romano Gneo Cornelio Coriolano che, dopo essere stato osteggiato in patria, volle marciare su Roma alla guida dei Volsci, ma ne viene dissuaso dalla madre. A seguire il concerto per pianoforte e orchestra n. 3 di Bartók che impegnerà Dénes Várjon nella parte solistica. Ultima opera scritta dall’ungherese, il concerto n. 3 abbandona lo stile ritmico e percussivo che aveva caratterizzato i primi due per promuovere una collaborazione armoniosa tra piano e orchestra.

La seconda parte si aprirà con la sinfonia n. 88 in sol maggiore di Haydn, partitura energica e festosa di cui vanno citati almeno il largo, su un canto popolare impiegato anche dal Schubert, e il trio che rievoca il suono delle cornamuse della musica dei Balcani. Finale ancora all’insegna della musica popolare con la versione orchestrale delle Danze rumene di Bartók. Biglietti ancora disponibili. Per informazioni si può contattare la Società del Quartetto al numero 0444 543729.

Filippo Lovato