Intervista a Lara Barzon prima nazionale

Laura Guarducci CAMISANO Esordio alla regia per la camisanese Lara Barzon, 27 anni, con “Tutta colpa di Amleto”, spettacolo che andrà in scena, in prima nazionale, stasera alle 21 al Lux di Camisano. Grazie ad un ribaltamento del punto di vista, i due personaggi minori dell’opera shakesperiana, Rosencrantz e Guildenstern, diventeranno protagonisti, in attesa di un Amleto che non arriva mai. Nel cast, quattro attori sul palco (Giulia Bocciero, Davide Simonetti, Gabriele Bocchio e Francesco Fiore) e due in apparizione video (Silvia Romano e Massimiliano Semenzato). La giovane promessa ci racconta il percorso che l’ha portata fin qui, tra sogni e progetti, mai ferma e sempre vorace di vita. È danzatrice, pianista e attrice. Come è diventata un’artista così eclettica? Ballavo già da bambina e, ora, sono l’insegnante di danza classica dell’Atelier di Teatro Fisico di Philip Radice a Torino. Ho iniziato a suonare il piano a 12 anni, prendendo poi lezioni dal pianista e compositore Roberto Jonata. Ero tastierista dei Dreamcatchers, un gruppo rock locale. Mancava qualcosa. Ed ecco che arriva il teatro nella sua vita. Stefano Capovilla, direttore de “La Bottega delle Fiabe” di Camisano mi ha coinvolto, a 17 anni, in “La gabbianella e il gatto”. Il teatro era il bacino in cui racchiudere le mie passioni: per questo, mi sono laureata in Arti visive e spettacolo allo Iuav di Venezia. Quando ha capito che era quella la sua strada? Al festival “Venice Open Stage” nel 2013. Sono rimasta affascinata dallo spettacolo della “Scuola Dimitri” di Verscio. Mi sono girata verso un’amica e le ho detto: “Io voglio fare questo nella vita”. La quadratura del cerchio l’ho trovata all’Atelier di Teatro Fisico di Philip Radice a Torino dove mi sono diplomata. Perché ha scelto di intraprendere la carriera della regia? Era una sfida ed un’esigenza. Quello che mi affascina di più è il processo di creazione, il divertimento nell’inventare caratteri e nello scoprire quanto oltre si possa andare rispetto alla vita quotidiana. Mi interessa esplorare i vari tipi di linguaggio e in “Tutta colpa di Amleto” ci sono la pantomima bianca, la musica (scritta da Ettore Maggese), la prosa e la parte fondamentale del video. Qual è il tema dello spettacolo? Il mondo teatrale si “interseca” con quello umano. Il primo (rappresentato dal capocomico e dal mimo) sa già com’è la storia, mentre la condizione dell’uomo (ovvero di Rosencrantz e Guildenstern) è di non conoscere dove sta andando e seguire, comunque, il suo destino, andandoci incontro inesorabilmente. Perché Camisano per la prima? Mi fa piacere tornare dove è cominciato tutto e sentire vicina la mia famiglia che mi ha supportato. Che esperienza è stata essere nel dietro le quinte di “Cuore/Tenebra” di Gabriele Vacis? Interessante. E’ il primo esito spettacolare dell’ “Istituto di pratiche teatrali per la cura della persona”. Ero assistente all’allestimento, a fianco di Roberto Tarasco. Come tirocinante, mi sono occupata dei costumi per 60 ragazzi coinvolti di scuole superiori. Quale approccio vorrà dare al suo teatro? Mi piacerebbe proporre un teatro che abbia come protagonista le persone e le storie recuperando il valore dell’ incontro. Biglietti 8 euro 6 ridotti. •

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