Palcoscenici vicentini

I teatri accendono le luci. «Fateci riaprire in sicurezza»

Vicenza, teatri aperti (COLORFOTO)

Era limpido il cielo sopra Vicenza lunedì sera, con una luna a tre quarti, bianca e luminosa come un riflettore. Una serata speciale per il mondo dello spettacolo, coinvolto nell'iniziativa "Facciamo luce sul Teatro!" lanciata dall'Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo (UNITA), che a un anno dal primo Dpcm dell'emergenza, datato 23 febbraio 2020, ha chiamato a raccolta sale, addetti e pubblico. Un gesto simbolico: tenere accese per due ore, dalle 19.30 alle 21.30, le luci degli spazi di spettacolo, accogliendo chiunque volesse lasciare una testimonianza con la propria presenza o con un pensiero scritto. Tante le realtà aderenti, un crescendo che nel volgere di qualche giorno ha attraversato la penisola come un'onda di piena: il grido di un settore sfinito, non ascoltato né tutelato a sufficienza.

Vicenza non è stata da meno, con piccoli e grandi teatri illuminati e aperti in città e in provincia e una partecipazione consistente di addetti e spettatori. Tanti gli operatori al Comunale di Vicenza, e con loro anche appassionati solidali con la categoria. Stefania Sbarra insegna Letteratura tedesca all'Università Ca' Foscari di Venezia: «L'apertura di questa sera mi è sembrata un piccolo miracolo: ho inforcato la bici, ho attraversato la città per venire a godermi questo spazio, per riscoprire la fisicità di un luogo che abbiamo perso da troppo tempo». Con lei l'amica Paola De Rosso, organizzatrice di eventi: «Amo questo luogo e stasera non potevo non esserci, soprattutto per solidarietà verso chi lavora nel teatro». Presente anche Thierry Parmentier, danzatore e coreografo: «L'arte non è considerata importante, quindi è importante essere qui, far sentire la propria voce. Mi dispiace che in Italia, tranne poche eccezioni, i grandi artisti non si siano fatti sentire a sostegno del settore». Elisabetta Mascitelli, coreografa e danzatrice di flamenco, non ha dubbi: «Va risvegliata anche la coscienza dei cittadini: tutti devono rendersi conto che la cultura è indispensabile». Pensiero condiviso da Cira Russo, operatrice culturale: «Il mondo dello spettacolo ha bisogno che i riflettori vengano di nuovo accesi. Abbiamo necessità del teatro, come operatori e come cittadini». Rosella Lucato, ex insegnante elementare, chiede soluzioni: «Si possono trovare, come già fatto per altre situazioni. Altrimenti è la morte dello spirito». Teatro necessario anche per Dario Morsiani e Silvia Rauti: «Siamo qui per solidarietà a un mondo che fa parte della nostra vita e ci manca. Quella di stasera non è una protesta, ma un ribadire il bisogno di questo tipo di attività». Elvira Cerreto, fedelissima del Comunale, è convinta: «Bisognava essere qui stasera. Ho provato grande emozione nel tornare, grande tristezza nel vedere il vuoto, ma anche tanta riconoscenza e solidarietà per i lavoratori di questo settore che hanno subito perdite economiche enormi».

Due i messaggi principali dell'iniziativa secondo il presidente della Fondazione Teatro Comunale, Enrico Hüllweck: «Ribadire i danni gravissimi subiti in quest'anno di fermo dai lavoratori dello spettacolo; e ricordare che l'uomo ha bisogno della luce dell'arte per essere qualcosa di più di un mero essere biologico». In prima linea anche Giancarlo Marinelli, direttore artistico del Comunale: «Provo una grande felicità a essere qui. Peccato che sia transitoria, ma mi auguro che queste luci siano il presagio di una nuova stagione. Siamo pronti tutti a tornare a riempire i teatri, l'unico luogo di riavvicinamento sociale». Presente anche l'assessore alla Cultura del Comune di Vicenza, Simona Siotto: «C'è bisogno di teatro e di cultura. Abbiamo aperto i musei e le persone sono tornate. Dateci una data certa e regole che rispetteremo, ma fateci tornare anche a teatro».

Luci accese pure all'Astra, altro luogo-simbolo del teatro vicentino. Dal palcoscenico, due grandi riflettori illuminano la sala vuota. Ma in tanti sono passati, hanno voluto esserci, lasciare un pensiero nel registro predisposto per l'occasione o mandare una email. Un'emozione profonda per Sergio Meggiolan de La Piccionaia, centro di produzione che gestisce la sala: «È stato bello rivedere tanti amici, persone che hanno sentito il desiderio di essere qui stasera. Artisti, spettatori, ragazzi delle scuole che con noi hanno imparato ad amare il teatro. Non vediamo l'ora di poter ripartire».

Alessandra Agosti