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Girotondo Pigafetta, il ritorno. L'esplorazione è in un sorriso

Pigafetta, il ritorno. Nella sua Vicenza, il 6 novembre al Comunale, per commemorare lo sbarco alle Molucche, 500 anni dopo la prima circumnavigazione del globo. Ma se la firma arriva dalla penna di Antonio Stefani, e sul palco c'è la triade Astichello-Seven Gnoms (più i Babata)-Anonima Magnagati, non può che uscirne uno spettacolo da giochi pirotecnici tra teatro, cabaret e musica. Un "Girotondo Pigafetta", per raccontare col sorriso il grande navigatore sbalzandolo dal '500 al 2021, tra il tentativo di accreditarsi come stella del firmamento social e i ricordi delle grandi esplorazioni. Il tutto con la benedizione dell'associazione culturale "Pigafetta 500".La penna è di una memoria storica della vicentinità come Antonio Stefani , la matrice arriva da Luigi Lunari, ed è anche per rendere omaggio a lui, scomparso nel 2019, che il Girotondo ha attraversato la pandemia. Drammaturgo, saggista, sceneggiatore, legato a filo doppio a Vicenza grazie al suo ruolo di punta nella Maschera d'oro e ai suoi trascorsi ai vertici della Fita, Lunari aveva concepito il canovaccio lavorando sul quale Stefani ha ricavato lo spettacolo. Spettacolo che sarà al confine tra teatro e cabaret, concedendo agli attori ampio margine d'improvvisazione."L'idea - spiega Aldo Zordan per la compagnia Astichello - è raccontare Pigafetta in termini popolari, ricostruendo la sua vicenda in chiave scherzosa ma storicamente corretta e concedendosi qualche simpatico sberleffo nei confronti delle manie dei giorni nostri". Questo come cornice generale, ma se sul palco salgono dei campioni della risata alla vicentina, non si può non chiedere qualche dettaglio in più. Non "spoiler", ma un antipasto gustoso di ciò che il pubblico potrà applaudire. Allora si scopre che in un gioco di teatro nel teatro la scena si aprirà con l'allestimento, tutto da ridere, di uno spettacolo dedicato appunto a Pigafetta. Da ridere, ma non per tutti, perché il regista esasperato caccerà gli attori, trovandosi faccia a faccia con l'esploratore suo concittadino, arrivato in teatro direttamente dal XVI secolo. Sorpreso, ma non spaesato, Pigafetta si proporrà subito come ospite dei talk show e dei nuovi media, cogliendo l'occasione per proporre l'acquisto di un suo libro di memorie. E tra lezioni di marketing e quadri di taglio cinematografico ("ma dal vivo", precisano gli attori) sarà possibile percorrere i momenti chiave del viaggio intorno al mondo al seguito di Magellano, avvenuto mezzo millennio fa."La musica, naturalmente, avrà un ruolo primario - evidenzia Alessandro D'Alessandro dei Seven Gnoms - grazie a brani originali concepiti insieme ai Babata". Formazione "all stars", quindi, e testi nell'idioma italo-berico ideale per accendere la risata, perché se protagonista è un'icona della vicentinità non si possono non sciacquare i panni in Bacchiglione."L'obiettivo è arrivare a un pubblico ampio il più possibile - chiude Uccio Cavallin dei Magnagati - per far conoscere col sorriso una storia, quella di Antonio Pigafetta, in grado di affascinare il pubblico". Con l'augurio - va da sé- che altri palchi del Veneto e oltre colgano l'occasione.Conto alla rovescia verso il Girotondo, dunque, con una considerazione che l'associazione tra Astichello, Seven Gnoms e Magnagati mette bene in evidenza: Vicenza è la città dell'Olimpico, ma anche del Menti e nello spazio tra i due trova casa un ceto colto in grado di distillare il meglio dai linguaggi popolari. «Merito dell'oratorio - spiega Stefani -, dove i ragazzi di qualche generazione fa, destinati a essere classe dirigente, acquisivano la passione per la scena». E per la musica, anche, ma qui spesso giocava l'avvenenza di qualche coetanea da conquistare. Il resto arrivava dagli studi a Padova per i quali «non si è buon dottore senza essere stato ottimo goliardo», e ci si ritroverà a novembre a seguire Pigafetta nel suo periplo del globo. 

Lorenzo Parolin

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