Cinema

C'è un "Oscar" tutto vicentino che negli Usa ha già stravinto

"Oscar" il trailer del film di Dennis Dellai

A poco più di ventiquattr'ore dagli Oscar 2021, in programma domani notte al Dolby Theatre di Los Angeles, l'Oscar vicentino del regista Dennis Dellai torna ad essere protagonista dei festival internazionali. Segno che il lungometraggio ispirato alla storia del jazzista ebreo Klein sa ancora suscitare grande interesse di pubblico e critica, nonostante siano passati cinque anni dalla sua realizzazione.

Dopo essere stato ospitato un anno fa al "Los Angeles Italia - Film fest", ricevendo ampi consensi e i complimenti del pluripremiato sceneggiatore e produttore di Green Book Nick Vallelonga, Oscar a febbraio è stato candidato al "Paris International film festival" nella sezione "best drama", mentre da qualche settimana è sbarcato al "Boca Raton Jewish Film Festival" in Florida, dividendo la scena con pellicole illustri quali Six minutes to midnight con Judy Dench e Non odiare con Alessandro Gassman. La rassegna cinematografica americana raccoglie infatti i film internazionali più interessanti dal punto di vista delle tematiche ebraiche, e soprattutto capaci di incoraggiare il pubblico ad espandere la propria comprensione della loro cultura. Un obiettivo di certo raggiunto da Oscar (Italia, 115' con Leonardo Pompa, Sara Lazzaro, Piergiorgio Piccoli, Anna Zago, Davide Dolores, Guido Laurinj, Mariano Rigillo, Anna Teresa Rossini, Silvia Siravo), ambientato ad Arsiero durante la seconda guerra mondiale. È qui che prende vita la vera storia del musicista ebreo Oscar Klein che nei primi mesi del 1944 riuscì a sfuggire alle persecuzioni naziste grazie all'aiuto di tutta la comunità e di un'organizzazione partigiana che lo aiutò a raggiungere il confine svizzero, e con esso la salvezza. Una fuga che consentì a Klein di rifarsi una vita e di seguire la sua passione per il jazz, diventando in seguito una delle più luminose stelle europee del dixieland.

«È un grande onore essere stati selezionati per questo festival, tra i più importanti negli Stati Uniti per quanto riguarda la cultura ebraica - racconta il regista e apprezzato giornalista di lungo corso de Il Giornale di Vicenza, Dennis Dellai -. Sarebbe stato bello poter partecipare di persona, ma a causa della pandemia gli organizzatori hanno dovuto rivedere le modalità delle proiezioni facendone una versione digitale e prevedendo la possibilità per il pubblico di acquistare un biglietto per accedere allo streaming, ad oggi ancora disponibile». Per Oscar in realtà si tratta un po' di un ritorno a casa, dato che il film era stato presentato a Boca Raton ancora nel lontano 2016. «Quando è uscito il film - spiega Dellai - sono stato contattato da Ilaria Serra, un'insegnante di origini italiane della Florida Atlantic University: il padre Michele Serra, critico cinematografico già nella giuria del Festival di Venezia, aveva avuto modo di vedere Oscar e glielo aveva segnalato. Lei ha voluto organizzare una proiezione proprio a Boca Raton aperta ai suoi studenti e ai cittadini; io ho partecipato in videoconferenza e sono rimasto sorpreso dal grande interesse dimostrato dai tanti giovani presenti, stupiti di del fatto che il film fosse stato realizzato con così pochi soldi. La ciliegina sulla torta è stata poi la presenza tra il pubblico di un'anziana signora che aveva conosciuto personalmente Oscar Klein. Non possiamo che essere felici di questo rinnovato interesse per il film, non solo all'estero ma anche qui da noi: da circa quattro mesi la pellicola è inserita nel catalogo Amazon Prime Video Italia e fino ad ora è stata vista 500 volte».

Ma Oscar è solo uno dei lavori cinematografici firmati da Dellai, e realizzati grazie alla squadra di Progetto Cinema A.V, che stanno riscuotendo grande successo in America. Il "Los Angeles Italia - Film fest", che quest'anno vede tra i suoi ospiti il regista Matteo Garrone che è in lizza per gli Oscar con il suo Pinocchio, ha voluto invitare Dennis Dellai all'edizione 2021 della kermesse, chiedendogli di partecipare con tre diverse opere: il lungometraggio Terre Rosse (2009) e i corti Berlin Cola (2017) e La matita Rossa (2018). «Ritornare al festival di Los Angeles non può che riempirci di orgoglio, anche se rispetto ad un anno fa molti degli appuntamenti collaterali sono online - conclude Dellai -. In ogni caso ci fa piacere che Terre Rosse sia stato inserito nella sezione "Indie is beautiful" mentre i due cortometraggi fanno parte della categoria "Italian job", tutti disponibili alla visione sulla piattaforma MyMovies».

Alessandra Dall'Igna

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