Saporè, trionfa la pizza d'autore

Revoluzione burrata e crudo, cavallo di battaglia di Saporè a San Martino Buon Albergo. FOTO ZANONI Copyright
Revoluzione burrata e crudo, cavallo di battaglia di Saporè a San Martino Buon Albergo. FOTO ZANONI Copyright

SAPORE'

San Martino Buon Albergo (Verona)

Via Ponte 55/a

Tel e fax 045 8781791

contatti@saporeverona.it

Orari di apertura: da martedì a domenica

11.30-14,30 e 18-23

lunedì 18.30-23

Per accedere al percorso degustazione viene richiesta la prenotazione nei giorni di venerdì, sabato e domenica.

Costo 12-25 euro, bevande escluse



Mi rendo conto che l'affermazione è di quelle che possono suscitare dibattito, per i nomi altisonanti tirati in ballo, ma tant'è. Qui siamo in presenza di un caso in cui l'allievo ha superato il maestro. Pur restando sempre a livelli di massima eccellenza, Renato Bosco, titolare, mente e responsabile di tutte le panificazioni di Saporè, sta mostrando un talento e un'inventiva superiori a quelle di Simone Padoan, deus ex machina dei Tigli di San Bonifacio e autentica star nazionale della pizza. I due sono amici, per cui non c'è contesa, il paragone però serve a far capire cos'è Saporè.

Il locale è di stampo moderno, ricavato in un ex negozio fronte strada di riparazione biciclette. Ampie vetrine, arredo design, colori caldi. Il servizio è premuroso e professionale, potete scegliere dal menu, tra le molte panificazioni (pizze tradizionali, focacce, schiacciate, imbottite romane, napoletana, a metro), ovviamente tutte a lunga lievitazione, con farine selezionate e uso di pasta madre. Oppure potete lasciarvi consigliare da Renato o da uno dei suoi giovani e preparati collaboratori.

La qualità delle materie prime utilizzate per farcire le pizze è di qualità assoluta, frutto di una ricerca tra piccoli produttori, locali e nazionali. Così pure per le bevande (anche analcoliche, non c'è la Coca Cola ad esempio), le birre artigianali alla spina e in bottiglia e la carta dei vini, meditata e con una attenzione alle bollicine e alle etichette biodinamiche.

Tra i cavalli di battaglia di Renato l'imbottita romana con porchetta di Ariccia e rucola (croccantezza e leggerezza) e la focaccia burrata e crudo, che non ha eguali per struttura lievitata. Da provare la metro piccola pancetta stufata e olive taggiasche, a doppia cottura: un primo passaggio in forno elettrico e una chiusura in forno a legna per dare la croccantezza e colore al bordo.

Renato è esperto anche in dolci lievitati per cui se passate sotto Natale o Pasqua, vale la pena provare pandori, panettoni e colombe. Ottimo il tiramisù nel vasetto delle conserve.

Possibilità di scelta tra varie miscele di caffè e buona selezione di distillati.

Al momento è una delle migliori pizzerie d'autore del Veneto assieme ovviamente ai Tigli di San Bonifacio e a Otto100 di Bassano di cui vi parleremo a breve.

Se siete d'accordo oppure no su quanto avete letto, o se avete la vostra pizzeria del cuore, scrivetelo pure qui sotto, nei commenti, confrontarci sarà un piacere.

Alberto Tonello