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La scienza comincia a parlare al femminile

Premio Nobel a una donna
Marie Curie fa il bis, ma questa volta da sola

Susanna Matteazzi, classe 3C I.C.Monticello Conte Otto (VI)

Ieri , 15 giugno 1911 , la celebre scienziata Marie Curie ha ricevuto l’ambito premio “Nobel” per la chimica, «grazie alla sua scoperta del radio e del polonio, all’isolamento del radio e allo studio della natura e dei componenti di questo notevole elemento». Queste le parole che motivano l’assegnazione del premio. È il secondo premio Nobel che vince questa donna eccezionale. Infatti, già nel 1903 fu insignita del premio Nobel per la fisica assieme al marito Pierre Curie e ad Antoine Henri Becquerel per i loro studi sulle radiazioni. E se non fosse ancora abbastanza, è giusto far notare che Marie è l’ unica donna ad averlo vinto in due aree distinte: chimica e fisica.
Marie ha iniziato ad incuriosirsi alla radioattività dopo aver conosciuto Pierre, fisico e matematico che stava studiando i fenomeni della piezoelettricità ( produzione di cariche elettriche in seguito alla pressione o alla dilatazione dei cristalli privi di centro di simmetria ) .
Fra i due scienziati è nata una solida intesa basata sullo studio, sulla ricerca e sull’aiuto reciproco, che pian piano si è consolidata e li ha portati al matrimonio.
Hanno studiato insieme rivelando, nel 1898 il Polonio: nuovo elemento dalle caratteristiche simili al Tellurio e 330 volte più radioattivo dell’ Uranio; lo hanno chiamato Polonio in onore al paese di nascita della scienziata . Da qui sono arrivati successivamente alla scoperta del Radio.
In occasione del primo premio Nobel per la fisica Pierre Curie ha letto il suo discorso : “ Si può ritenere che, in mani criminali, il Radio possa diventare molto pericoloso ; ci si può chiedere se l’ umanità saprà trarre vantaggi dalle conoscenze della natura, se è matura per approfittarne o se questa conoscenza potrà invece essere nociva ”.
Gli scienziati che hanno assistito a questo discorso sembravano d’ accordo con lui; in quanto , se andasse in mani sbagliate, il Radio potrebbe creare gravi problemi ambientali, sanitari, umanitari. Infatti, la sua estrazione provoca inquinamento, le radiazioni possono avere effetti negativi sulla salute umana, oltre al fatto che il controllo dei giacimenti potrebbe portare a conflitti tra vari paesi.
Marie è fiduciosa che l’uomo saprà fare buon uso di queste scoperte: potrà applicarle nel campo della medicina, per esempio.
Il suo è un premio meritato!
Eppure, non tutti sono d’ accordo con la premiazione di Marie , in quanto è una donna: il suo successo, la sua carriera potrebbero diventare esempio per altre donne, stimolando in loro la rivendicazione del diritto allo studio. Sarebbe davvero una cosa così terribile? Non è forse giunto il momento di valorizzare l’apporto femminile nel campo intellettuale, ma anche in quello sociale, politico e lavorativo? Marie ne è davvero convinta. Le abbiamo chiesto: “Marie, come ci si sente ad essere l’unica donna ad aver vinto il premio Nobel ? ”
“Naturalmente è una sensazione fantastica e una enorme soddisfazione. Non solo la scienza, ma anche la società sta facendo grandi passi: sono state premiate le idee, a prescindere dal fatto che provenissero da un cervello femminile piuttosto che maschile. È giusto dare anche alle donne l’opportunità di studiare: è un segno di civiltà che avanza.”
Effettivamente, la vera questione non è quella che riguarda il sesso dello scienziato che fa le scoperte, ma le applicazioni che da queste scoperte vengono tratte. Speriamo che siano vantaggiose per l’umanità, non che portino al suo annientamento.

Susanna Matteazzi
classe 3C I.C.Monticello Conte Otto (VI)

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