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Nuova vita per il Prosecco
là dove fu elogiato la prima volta

Nuova vita per il prosecco
Nuova vita per il prosecco
Nuova vita per il prosecco
Nuova vita per il prosecco

La società vinicola La Pria di Alonte, tutt’oggi in corso di certificazione per la produzione di vino biologico, presenta al Vinitaly di Verona la nuova bottiglia La Pria Brut 0.5, una versione piuttosto insolita per unospumante Prosecco. Nel Vicentino la citazione scritta più antica riferita al Prosecco: risale ad un componimento poetico del 1754 di Aureliano Acanti, che elogia il vino prodotto all’epoca sui Colli Berici. Una lunghissima storia che oggi si rinnova grazie al nuovo La Pria Prosecco Brut 0.5, prodotto dalla società vinicola La Pria di Alonte, piccolo paese dei Colli Berici situato su una zona collinare argillosa. La nuova bottiglia sarà presentata allo stand del Vinitaly di Verona, in programma dal 7 al 10 aprile (Pad. 7b, stand L2). Paolo Trevisan, wine maker e co-titolare dell’azienda, prestando la massima attenzione ad ogni dettaglio coltiva le sue vigne con la massima naturalezza possibile, seguendo i cicli del sole e della luna e senza mai ricorrere all’utilizzo di componenti chimici, con l’intento di salvaguardare i suoi unici due obiettivi: vigna e terreno. La famiglia Trevisan è sempre stata legata alla produzione del vino e può vantare personalità importanti con un albero genealogico che risale al ‘500, epoca in cui già Zaccaria Trevisan diveniva podestà di Lonigo sotto la Repubblica di Venezia (1518-1528). “La nostra terra, selvaggia e insieme plasmata dalla mano dell’uomo – dichiara Paolo Trevisan – ci ha abituati al rispetto della natura e delle persone e questo si riflette nel nostro lavoro, fatto di passione, conoscenza, tradizione e amore. È per tutto questo che abbiamo voluto rivalutare i sapori di un tempo, riscoprendo il Prosecco, anticamente presenza abituale nelle nostre tradizioni.” “Siamo partiti quasi dieci anni fa con i primi vigneti di Prosecco, grazie ad un’intuizione di Paolo Trevisan – prosegue Rino Polacco, responsabile marketing dell’azienda – che ci ha portato a produrre le prime seimila bottiglie. Abbiamo voluto riportare alla luce l’antico vitigno, abbiamo creduto nelle sue potenzialità e i fatti ci hanno dato ragione, ma vogliamo comunque limitare la produzione, puntando piuttosto sulla qualità.” “La preoccupazione era tanta – continua Rino Polacco – di non riuscire poi a vendere una simile quantità di vino, non avendo mai commercializzato il prosecco. E’ stata una bella sfida, non facile. Potete ben immaginare le controversie per il fatto di avere un prosecco fuori zona, più esattamente nei Colli Berici. Ma alla fine il tempo e la dedizione ci hanno portato ad aumentare di anno in anno le quantità. Nel 2003 siamo partiti con la prima vendemmia del Prosecco Extra Dry e nei tempi successivi abbiamo prodotto la versione La Pria Brut, cioè con un tenore zuccherino più basso, riscontrando giudizi più che positivi. Oggi invece, in occasione del Vinitaly 2013, presenteremo in anteprima La Pria Brut 0.5, che è il risultato di un continuo processo evolutivo dei nostri vini spumanti. La sigla 0.5 fa poi l’occhiolino volutamente al “dosage zero” dei metodi classici, ove predominano le versioni con un tenore zuccherino molto basso, senza cioè intervenire con il liqueur d'expedition”. “Il vino è un continuo processo evolutivo – afferma sempre Rino Polacco – che denota il cambiamento dei gusti in fatto di bollicine. Oggi si ricerca di più la sapidità e mineralità, dettata nel nostro caso dal particolare terroir, con un basso livello di zuccheri che riassumono perfettamente il nostro inconfondibile stile di produzione”. Il Prosecco La Pria Brut 0.5 nasce con uve selezionate da 2-3 cru diversi della zona di Alonte. Riassume e identifica perfettamente lo stile dell’azienda, con in primo piano il terroir tipico di queste zone. In bocca il vino è intenso, dal perlage sottilmente morbido e con una persistenza aromatica che si prolunga oltre quanto ci si potrebbe aspettare per un vino Prosecco.

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