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Intervista a Charles Darwin 2

Galvanetto Laura, Scuola secondaria, Giovanni XXIII

Era una fredda giornata  del 1873, sorseggiando una tazza di tè caldo stavo aspettando in un piccolo bar dall'atmosfera accogliente Charles Darwin, il famoso scienziato che dovevo intervistare per poi scrivere un piccolo articolo per il giornale locale...Ero emozionatissima!
Dopo qualche minuto lo vidi venire verso di me; era vestito in modo elegante, una lunga barba bianca gli ricopriva il volto.
-Salve, è lei Laurel?- mi disse Charles.
-Certo! Buongiorno, sono contenta che si sia presentato!- risposi stringendo la mano a Darwin e sorridendogli.
Entrambi ci sedemmo e subito iniziò l'intervista...
-Darwin, mi dica dove ha studiato quand'era giovane.-
-Studiai presso due università: andai in una scuola di medicina e al Christ's College, poi cambiai scuola: mio padre sperava in una mia carriera ecclessiastica. Studiai anche teologia  e botanica. Proprio in quegli anni capii che la mia vera strada era lo studio delle scienze naturali. Questa disciplina consiste nella ricerca scientifica di esseri e oggetti presenti in natura: piante, animali,minerali...-
-So che ha fatto un viaggio intorno al mondo, potrebbe parlarmene?- dissi.
-Certo; a quei tempi avevo 22 anni, fui invitato da Henslow a prendere parte alla spedizione scientifica intorno al mondo della nave Beagle. Inizialmente mio padre era contrario alla spedizione e mandai quindi una lettera di diniego.-
-Scusi l'interruzione: perchè era contario a lasciarle fare un viaggio così entusiasmante?- chiesi stupita.
-Credo fosse insospettito che mi avessero chiamato per svolgere un incarico di tale importanza, inoltre non ero pagato per questo lavoro...-
-Oh...capisco.-
-Poi però mio zio Josiah fece capire a me e a mio padre che avevamo fatto un passo falso e che dovevamo rimediare in qualche modo, quindi partecipai a questo viaggio.- concluse Darwin.
-Quali luoghi ha visitato durante questo viaggio di scoperta?- chiesi incuriosita.
-Le isole di Capo Verde, le Isole Falkland, la costa del Sud America, le Isole Galàpagos e l'Australia. Erano tutti dei luoghi magnifici, ero meravigliato da tutto ciò che mi circondava, questi territori mi hanno dato ciò che volevo: conoscere, scoprire e studiare nuove cose.-
-Mi parli delle sue scoperte, le sue teorie.- dissi sorridendo.
-Riuscii a elaborare delle teorie sull'evoluzione osservando gli esseri viventi che incontrai nei miei viaggi e leggendo un libro di Malthus capii che in natura esiste un processo che ho chiamato "selezione naturale".  Ad esempio il collo più lungo di alcune giraffe è un carattere vantaggioso grazie al quale riescono a mangiare più facilmente e quindi hanno maggiori possibilità di sopravvivere e riprodursi, trasmettendo la caratteristica ai figli. Ciò avviene anche nell' uomo. Milioni di anni fa ogni essere vivente era diverso da come lo vediamo ora, noi infatti siamo discendenti dalle scimmie. Gli esseri viventi lentamente continuano a evolversi.- spiegò Charles.
-La sua teoria però è contraria a quella descritta dai testi sacri cristiani, lei è un uomo credente? Come hanno reagito le persone che hanno conosciuto la sua teoria?-
Io sono agnostico, credo di più nella scienza che nella religione; in molti casi però sono stato accusato di ateismo. Le persone che hanno conosciuto queste teorie attraverso il mio libro, chiamato"L'origine della specie", spesso hanno reagito molto male: tutti preferiscono considerarsi come discendenti di esseri più nobili ed elevati,"arcangeli decaduti": non vogliono accettare l'idea di derivare da creature umili e semplici come le scimmie. Alcune persone pensano addirittura che la mia teoria spieghi la disuguaglianza sociale, la superiorità di alcune razze rispetto ad altre.-
-Ma lei è d'accordo con queste persone?- chiesi meravigliandomi di ciò che Darwin mi aveva appena detto.
-Assolutamente no! Penso che tutte le persone siano uguali, non avrei mai pensato che alcune persone avrebbero affermato una simile cosa!- rispose lo scienziato alzando leggermente la voce.
-Le persone atee come hanno reagito invece?-
-Credo abbiano esultato appena hanno sentito parlare delle mie scoperte! Pensano che io abbia dato una prova del fatto che Dio non esiste e usano la mia teoria come arma contro la religione. Alcune persone vogliono credere che la mia teoria coincida con quello che sta scritto nella Genesi e si sono convinti che l'evoluzione sia preordinata dalla mente divina.-
-È contento che il suo libro e le sue teorie abbiano avuto successo?- chiesi.
-Certamente! Ho dedicato la mia vita alla conoscenza e alla scoperta; credo di aver aiutato l'uomo a rispondere a una delle sue tante e domande, per questo mi sento soddisfatto del mio lavoro.- disse Darwin con aria soddisfatta e sorridendo.
-Grazie mille per la disponibilità, signor Darwin; penso di aver raccolto abbastanza informazioni per scrivere un bell'articolo di giornale. Vorrei complimentarmi con lei per il suo duro lavoro, importante per tutta l'umanità, anche per le generazioni future.- dissi allo scienziato. Mi dispiaceva dover salutare quell'uomo, i suoi discorsi mi avavano incantato.
-Grazie, ma credo stia esagerando Laurel...la ringrazio per la sua disponibilità di ascolto, sono sicuro che farà un buon lavoro!- disse Darwin in tono allegro alzandosi dal tavolo.
-Arrivederci.- lo salutai.
-Arrivederci.- disse lo scienziato indossando il cappotto.
Così si concluse l'incontro con il primo scienziato che ho avuto l'onore di intervistare; se dovessi descrivere Darwin direi che è un uomo apparentemente normale, però mi sono bastati pochi minuti per capire com'è realmente: una persona fuori dal comune, intelligente, saggia, responsabile, una di quelle persone capaci di cambiare il mondo.

Galvanetto Laura
Scuola secondaria
Giovanni XXIII (Istituto Comprensivo Torri)

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