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Intervista a Charles Darwin 1

Marco Passarella,  classe 3C, I.C. Don Bosco – Monticello Conte Otto

Mi sto recando a intervistare il famoso scienziato Charles Darwin nella sua casa di campagna a Shrewsbury,  nella contea di Shropshire.  Mr. Darwin ci sta aspettando nel suo giardino, seduto su una panchina all'ombra di un albero, mentre rilegge gli appunti, che ha raccolto nei mesi precedenti, e il suo diario di viaggio, scritto durante la spedizione a bordo del brigantino britannico Beagle.
Intervistatore: "Buongiorno, signor Darwin grazie per avermi ricevuto.  Sono un giornalista della rivista scientifica Universo: il mio giornale ha sempre seguito con  molta attenzione i suoi viaggi e le sue osservazioni. I nostri lettori, tuttavia, ci chiedono una testimonianza diretta. Vogliono sapere di più su di lei, sulla sua vita, oltre che sulle sue scoperte. Sono qui per porle le loro domande."
Darwin: "Sono lusingato, sarò lieto di raccontare la mia esperienza."
I: "Eccellente, ecco la prima domanda: Quando ha cominciato a interessarsi alle scienze e perchè la incuriosivano?"
D: "Iniziai ad interessarmi alle scienze quando ero ancora uno scolaro: lessi il libro The Natural History of Selburne scritto da Gilbert White e ne rimasi affascinato. Quel libro mi aveva aperto un nuovo mondo. Da quel momento iniziai a collezionare insetti e minerali, ad  osservare gli uccelli nei dintorni di casa. Iniziai anche ad andare a caccia, e dai vecchi cacciatori  appresi le abitudini dei vari animali che cacciavo. Sapevo riconoscere le orme degli animali e  iniziavo a capire con che logica le lepri sceglievano il punto adatto per costruire la loro tana."
I: "Quindi fin da bambino si interessava alle scienze?"
D: "Sì, si può dire così. Terminata la scuola primaria fui ammesso alla Shrewsbury School del dottor  Samuel Butler. Preferivo studiare la matematica e la geometria piuttosto dei classici antichi. Mi rifugiavo nel capanno degli attrezzi  assieme a mio fratello per fare strani esperimenti e collezionare uova d'uccelli e insetti. Si figuri che per gli odori che fuoriuscivano dal capanno, mio fratello mi aveva soprannominato Gas.
     Poi, a due anni dalla fine della scuola a Sherwsbury, mio padre mi iscrisse all'università di Edimburgo, presso la facoltà di medicina."

I: "Suo padre? Non l'ha scelta lei la facoltà?"

D: "Eh ,caro giovanotto, mio padre era un uomo all'antica, non si era reso conto di essere  nel XIX secolo! Devo dire che non fu una bella esperienza. Non riuscivo a sopportare le lezioni di   anatomia e  dissezione e fu così che, due anni dopo la mia iscrizione, abbandonai la facoltà di medicina senza  laurearmi. Ma, nonostante tutto, il mio soggiorno ad Edimburgo fu costruttivo.   Ebbi modo di  conoscere lo zoologo lamarkiano Robert Edmond Grant che aveva letto il trattato di mio nonno Zoonomia  e che tanto influenzò la mia formazione scientifica. Ad Edimburgo feci ricerche  negli stagni locali e queste ricerche mi permisero di scrivere la mia prima relazione scientifica per una società studentesca, la Plinian Society. Quel giorno me lo ricorderò per tutta la vita. Ero emozionato ma anche fiero. Fu un successo, ricevetti molti applausi e capii che avevo trovato la mia strada."
I: "E suo padre come reagì al suo ritiro dalla facoltà di medicina?"
D: "Mio padre, preoccupato, ma anche deluso nelle sue aspettative, mi iscrisse al Christ's College a  Cambridge, con la segreta speranza in una mia carriera ecclesiastica. Sfortunatamente per lui  non provavo nessuna attrazione per gli studi ecclesiastici e mi sembrava di sprecare il mio  tempo. Provavo interesse a studiare la storia naturale, e durante il mio tempo libero  collezionavo coleotteri che raccoglievo durante le mie escursioni in campagna. Studiavo il  minimo indispensabile per superare gli esami di teologia. Allo stesso tempo, ma con molto  interesse, studiavo botanica seguendo le lezioni di John Stevens Henslow e leggevo le  pubblicazioni dei più grandi naturalisti dell'epoca: Hershel e von Humboldt."
I: "Quindi riuscì a conseguire la laurea? "
D: "Certo, mi laureai nel 1831. Mio padre si mise il cuore in pace e io, finalmente libero, durante l'estate di quell'anno partecipai alla mia prima spedizione  accompagnando il geologo Adam Sedgwick nel Galles del nord, dove studiai i rilievi stratigrafici; ma la più entusiasmante esperienza della mia vita fu il viaggio sul Beagle "
I: "Il viaggio sul Beagle?! "
D: "Esatto, pensi che dapprima non avevo neanche accettato di partire."
I: "Mi può spiegare cosa successe?"
D: "Certo, ero appena rientrato dal Galles quando mi arrivò una lettera del professor Henslow che mi proponeva di partecipare come naturalista alla spedizione intorno al mondo, a bordo della nave HMS Beagle. Il professor Henslow mi riteneva la persona più idonea per questa esperienza. Il viaggio, che era di carattere scientifico, non prevedeva per me alcuna retribuzione.
Per questo motivo e per le pressioni di mio padre, il quale non voleva che partecipassi alla spedizione senza  avere un guadagno, avevo rifiutato l'offerta."
I: "Ma alla fine lei partì lo stesso?"
D: "Eh già, fu grazie a mio zio Josiah: egli mi fece capire che se non avessi accettato me ne    sarei pentito per tutta la vita. Così riuscii a convincere mio padre e a parlare col comandante  Fitzroy che mi accettò nella spedizione. La missione del Beagle era di carattere scientifico-  geografico: esplorazione del territorio sudamericano e rilevazione di nuove terre in parte  inesplorate"
I: "Ci racconti il viaggio"
D: "Fammi controllare i miei appunti. Salpammo da Devonport il 27 dicembre 1831 e nei successivi cinque anni compimmo una completa circumnavigazione del globo fermandoci nei luoghi interessanti dal punto di vista naturalistico: Le Canarie, Le isole di capo verde, San Salvador, Galapagos, Nuova Zelanda, Australia, Mauritius, Capo Buona Speranza e, il 2 ottobre 1836 fummo di nuovo a casa."
I: "Quali sono state le conseguenze scientifiche che ha potuto trarre da questo viaggio?"
D: "Questo viaggio mi ha permesso di capire che gli animali si adattano in base alle condizioni   climatiche del luogo o in base alla discendenza, con variazione. Nel mio trattato ho scritto che la selezione naturale è il meccanismo principale con cui la variazione porta all'evoluzione   della specie stessa ed il tutto è basato su tre presupposti: Riproduzione, Variazione e Selezione. Ho sviluppato queste mie teorie quando nel 1837 ebbi la conferma da parte degli ornitologi del British Museum che i fringuelli osservati e studiati nelle isole Galapagos appartenevano tutti alla stessa specie; tuttavia  si erano modificati in base alle diverse esigenze climatiche e del territorio dell’ isola che essi abitavano"
I: "Questi pensieri la portarono a formulare una teoria?"
D: "Sì, basandomi su queste riflessioni scrissi gli Appunti sulla trasformazione delle specie,              sapendo che questo scritto avrebbe avuto un impatto dirompente sul mondo scientifico. Successivamente, nel 1842 scrissi un primo abbozzo delle mie teorie che negli anni a seguire non  smisi mai di perfezionare, modificare e studiare. Finalmente nel 1858 presentai alla Linnean Society la mia teoria sull'evoluzione della specie con la relazione in titolata “Origine delle specie per mezzo della selezione naturale”. L'anno successivo, nel 1859, pubblicai  il mio più grande saggio sull'argomento dell'evoluzione:  “L'origine della specie”. Suscitò così tanto interesse che la prima edizione di 1250 copie fu esaurita in soli due giorni."
I: " Sig. Darwin, può riassumerci in poche parole come avviene l'evoluzione?"
D: "L'evoluzione di una nuova specie si sviluppa tramite piccoli cambiamenti casuali che si     sommano in maniera graduale. Vi sono cambi positivi che aumentano la sopravvivenza   dell'individuo  in possesso di tali mutamenti. Queste evoluzioni permettono all'individuo  di riprodursi con più facilità e di trasmettere le caratteristiche fisiche ai propri discendenti. In   questo modo ogni specie mostra il proprio adattamento all'ambiente in cui vive evolvendosi con la selezione naturale."
I: "La ringrazio Sig. Darwin per il tempo che mi ha dedicato. Con questa intervista ho capito che la sua teoria sull'evoluzione getta le basi della biologia moderna.
Le voglio porre un ultima domanda, non crede che la teoria del'evoluzione che lei ha enunciato sia in contrasto con gli studi teologici in cui è laureato?"
D: "Le mie teorie sono ritenute dai naturalisti ecclesiastici più tradizionali un'orrenda eresia, ma si sbagliano perché la biologia non è nemica della teologia.  Io non  ho mai preteso di trovare risposte definitive: io osservo e descrivo, ma soprattutto ...ammiro!
Non credo che sia tutto riconducibile esclusivamente a una forza unica o al caso, ma al momento non riesco a comprendere oltre. Credo che nessuno di noi uomini riesca davvero a comprendere."
I: Saluto e ringrazio ancora Mr. Darwin e torno alla redazione: non vedo l’ora di pubblicare questa intervista!

˂˂Nella vita, con le sue diverse forze, originariamente "apparse" in poche forme, o in una forma sola, vi è qualcosa di grandioso; e mentre il nostra Pianeta ha continuato a ruotare secondo l'immutabile legge di gravità, da un semplice inizio innumerevoli forme, bellissime e meravigliose, si sono evolute e continuano ad evolversi.˃˃    ̴ Charles Darwin   ̴

Marco Passarella  classe 3C
I.C. Don Bosco – Monticello Conte Otto (VI)

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