Zegna compra la fabbrica lenta di Bonotto

La famiglia Bonotto: da sinistra Giovanni, i genitori e LorenzoTelaio meccanico nella fabbrica
La famiglia Bonotto: da sinistra Giovanni, i genitori e LorenzoTelaio meccanico nella fabbrica
La famiglia Bonotto: da sinistra Giovanni, i genitori e LorenzoTelaio meccanico nella fabbrica
La famiglia Bonotto: da sinistra Giovanni, i genitori e LorenzoTelaio meccanico nella fabbrica

Roberta Bassan

MOLVENA

La “fabbrica lenta” diventa il motore di una Ferrari. Bonotto spa, azienda famigliare di tessuti di Molvena fondata nel 1912, passata per quattro generazioni, entrata nell’immaginario collettivo come il luogo in cui 200 artigiani della manifattura si muovono tra opere d’arte e «dipingono l’aria come piccoli artisti» è da ieri di proprietà di Zegna. Il gruppo piemontese che ha chiuso il bilancio 2015 con un fatturato di 1,26 miliardi (ebidta a 146 milioni, utile netto di 45 milioni e posizione finanziaria netta a 164 milioni) ha acquisito il controllo al 60% dell’impresa vicentina, l’azienda da 30 milioni di ricavi che, negli anni in cui lanifici storici e imprese tessili morivano, è andata in controtendenza reinventando processi e tecnologie in nome dell’arte e ribaltando gli abituali concetti di produzione veloce e costi orari all’osso. Ora un nuovo orizzonte. Giovanni Bonotto, direttore creativo, al termine ieri di una lunga giornata che ha visto la firma del contratto, sgombra possibili dubbi: «La nostra azienda non ha debiti, bilancio in utile da tanti anni, è sana, io e mio fratello Lorenzo non siamo stanchi del nostro lavoro, tutt’altro. Abbiamo voluto essere lungimiranti rispetto al futuro ed entrare a fare parte di una rete. Zegna è un’azienda prestigiosissima con cui condividiamo la stessa sintonia, una Ferrari nel nostro comparto, con loro avremo strumenti più sofisticati per lavorare meglio».

L’OPERAZIONE. Nulla cambia - spiega Giovanni Bonotto - in fabbrica, anzi «la Bonotto sarà valorizzata ancora di più». L’accordo - illustra un comunicato - prevede «la continuazione della presenza della famiglia Bonotto che manterrà il 40% nel capitale sociale e la responsabilità della gestione e della direzione creativa». Non sono stati resi noti i valori dell’operazione. Giovanni Bonotto tiene a parlare di «un’operazione di passione, sinergia, incontro di famiglie che si conoscono da tempo, intelletto, cuore più che di mero business eonomico». «Abbiamo trovato nella famiglia Zegna - prosegue - una totale corrispondenza che chiamerei di affetto, la stessa sintonia di fare impresa ed essere innamorati del territorio, la stessa sensibilità culturale: condividiamo l’asset che la cultura sia una ricchezza per l’impresa». Non nasconde che nella loro testa il pensiero di non rimanere da soli era maturato da tempo: «Il primo valore - afferma Bonotto - era quello di mantenere e dare un futuro all’impresa. Ci sono state diverse opportunità - ammette -, ma non abbiamo preso in considerazione l’ingresso di fondi e di soci con una natura economica speculativa. Avevamo bisogno di una famiglia come noi».

LA SIMMETRIA. «Conosciamo e apprezziamo da tempo la famiglia Bonotto - gli fa eco Ermenegildo Zegna, ceo del gruppo piemontese, leader nel lusso maschile e nella produzione di tessuti d’alta gamma per uomo e donna, che già controlla Lanerie Agnona e Tessitura di Novara -, la cui storia presenta molte analogie con la nostra, a partire dall’attenzione al territorio, all’arte e alla cultura come leve per lo stesso sviluppo dell’impresa. Sono certo che assieme sapremo conseguire nuovi e innovativi traguardi, rafforzando le rispettive mission aziendali».

LO SVILUPPO. La Bonotto è stata fondata da Luigi Bonotto 105 anni fa, oggi è guidata dai nipoti Lorenzo e Giovanni (che è anche nel cda della Fondazione del Teatro di Vicenza), proiettata via via ad una crescita internazionale. La società vicentina ha un ciclo completo, con il controllo diretto delle diverse fasi produttive, dalla tessitura al finissaggio, con la produzione di diverse collezioni stagionali, presenti nei maggiori mercati mondiali delle maggiori griffe. La svolta è arrivata con la contaminazione culturale impressa dal padre. La Fondazione Luigi Bonotto ha sede proprio negli stabilimenti di Molvena e oggi è una delle più importanti al mondo per il movimento Fluxus, Poesia concreta e visiva, con quasi 20 mila opere archiviate. Nella fabbrica sono attivi i telai del Settecento comprati ad un’asta in Giappone. Yoko Ono vi ha festeggiato i suoi 80 anni.

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