I due governatori

Zaia: «Guerra e autonomia i primi impegni del nuovo governo». Bonaccini: «Moratoria sui mutui per famiglie e imprese»

Zaia e Bonaccini all'assemblea di Confindustria Vicenza (COLORFOTO)
Zaia e Bonaccini all'assemblea di Confindustria Vicenza (COLORFOTO)
Zaia e Bonaccini all'assemblea di Confindustria Vicenza (COLORFOTO)
Zaia e Bonaccini all'assemblea di Confindustria Vicenza (COLORFOTO)

«Il Decreto Aiuti Ter di oggi è pesante e di spessore soprattutto per quello che riguarda l’energia». Così il presidente della Regione Veneto Luca Zaia nel corso dell'assemblea generale di Confindustria Vicenza. «Io spero - ha precisato - che poi l’Europa ponga fine a questa speculazione finanziaria. Nell’ultimo abbiamo registrato un aumento del costo dell’energia del 400%, con punte che raggiungono il 1200%, insostenibile ma anche ingiustificabile. Stiamo rischiando le nostre industrie e il nostro lavoro, perché se l’obiettivo è quello di nuovi ammortizzatori vorrà dire che daremo meno stipendio ai lavoratori e chiuderemo le aziende. E quello stipendio inferiore non basterà a comprare come prima, perché avrà un potere d’acquisto più basso alla luce di un’inflazione di quasi il 10%».

«Il nuovo Governo, qualunque sia, avrà innanzitutto il problema contingente di questo "cigno nero" che è la guerra e la crisi energetica», ha aggiunto Zaia -. L’altro impegno del nuovo Governo è dar corso agli impegni presi con i cittadini. Per quanto ci riguarda il grande tema è quello dell’autonomia, che è pronta, abbiamo fatto la legge quadro. Oggi l’obiettivo è di portarla velocemente in consiglio dei ministri e in Parlamento. L’autonomia è scritta in Costituzione, chi è contro l’autonomia è contro la Costituzione».

 

«A livello nazionale io credo che serva subito una moratoria sui mutui, per le famiglie, per le imprese, immediatamente, serve raddoppiare il credito d’imposta portandolo al 50% per quelle più energie, al 30% per le altre, servono anche aiuti diretti soprattutto per le famiglie e i
cittadini più in difficoltà». Lo ha affermato il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini all’assemblea degli Industriali di Vicenza. «Ieri mattina - ha ricordato Bonaccini - ho riunito i sindacati, associazioni d’impresa, tutti insieme abbiamo scritto una serie di misure da prendere, a partire dal fatto che partiranno tra poche settimane i primi bandi del piano triennale energetico, ci sono tantissimi milioni di euro a disposizione della programmazione dei fondi europei per incentivare soprattutto il passaggio alle rinnovabili, per mettere impianti. Vogliamo coi sindaci semplificare al massimo le norme, utilizzando i tetti e le superfici di edifici pubblici; stiamo facendo la mappatura di suolo non agricolo ma abbandonato, degradato da bonificare».

«La nostra richiesta di autonomia deve andare di pari passo con la definizione dei Livelli essenziali di prestazione e soprattutto la spesa, perché ogni Regione deve avere la certezza di sapere quali sono le risorse che le vengono assegnate», ha affermato Bonaccini. «Guai - ha precisato - a mettere in discussione da un lato l’unità nazionale, ci mancherebbe, ma nemmeno la percezione che le Regioni più forti diventino ancora più forti a scapito di quelle deboli. Siccome in ultima istanza un’eventuale concessione di autonomia a una singola Regione dovrebbe essere vitata dal Parlamento, e la gran parte dei parlamentari non fa parte di quella regione, devono essere coinvolti proprio per avere il massimo di disponibilità». Bonaccini ha aggiunto che «per noi l’autonomia non è un problema di risorse. Io ho sempre detto che ero contrario a qualsiasi residuo fiscale che rimanesse in una Regione. E ho visto che nel lavoro con la ministra Gelmini è stato tolto dal tavolo, com’era normale che fosse. Per noi l’autonomia dovrebbe avere due vantaggi, da un lato quello di garantire una semplificazione e dall’altro la certezza della programmabilità degli investimenti e delle risorse», ha concluso.