«Pmi, la svolta è urgente Serve il dna da startup»

Presentazione domani a Valdagno per Andrea Arrigo Panato
Presentazione domani a Valdagno per Andrea Arrigo Panato

«Le scelte imprenditoriali non sono più rimandabili»: l’appello di “Restartup”, il libro dell’esperto e commercialista Andrea Arrigo Panato che sarà presentato domani sera a Valdagno ha il profumo di quella stessa “fame di nuovo sviluppo” per l’economia e la società che anima il “Festival del futuro” a Veronafiere (16 e 17 novembre) organizzato da Harward Business Review e dal nostro editore “Gruppo Athesis”, con Eccellenze d’impresa, per approfondire i principali macrotrend che segneranno il nostro futuro. Tra i temi centrali, appunto, le vicine svolte per l’economia e le imprese, tema a cui Panato ha dedicato il suo recente lavoro. IL MESSAGGIO. I riflettori, per Panato, vanno accesi su un mondo particolare: quella massa di nostre Pmi-piccole e medie imprese “dal potenziale inespresso”: potrebbero svilupparsi, ma non lo fanno. «Da dati di Bankitalia si tratta del 60% del totale delle imprese. Si trovano a metà strada tra un gruppo di piccolissime aziende ormai destinate a uscire dal mercato e un altro gruppo di medie imprese brillantissime», rimarca Panato, (nel libro cita anche un report del Cuoa sulle “aziende lepri” curato dall’economista Paolo Gubitta). «Sono imprese in cui spesso gli imprenditori magari sanno quello che dovrebbero fare, ma non hanno la forza di farlo. Hai da decidere il ruolo giusto da dare a tuo figlio in azienda, oppure la necessità di “tirare la cinghia” per comprarti un’azienda vicina perché la tua azienda è troppo piccola, oppure viceversa devi decidere di vendere la tua “creatura”, il tuo stesso commercialista ti consiglia di aspettare... e tutto resta fermo. E magari così non solo non cresci, ma addirittura entri in crisi». LA DIMENSIONE MINIMA. Gli stessi commercialisti, sferza Panato, rischiano di essere rimasti indietro: «Sono dati Istat, ripresi da Dario Di Vico, quelli che dicono che dopo la grande crisi la produttività nelle imprese, in qualche modo, è migliorata. Invece nel settore “servizi” c’è un lento e inesorabile declino di redditività e compensi di commercialisti, avvocati, banche. E nessuno dice che forse non solo l’imprenditore ma anche lo studio del commercialista ha una dimensione troppo piccola. Tutto il mio libro in fondo ruota attorno a questo punto: riflettere su qual è la dimensione minima per competere nel mercato». Quindi la Pmi deve diventare più “media” e meno “piccola”? «Diventare tutti multinazionali, no. Ma bisogna crescere, oppure inserirsi in una filiera ricca che ti costringe a pensare in grande e ti àncora a una dimensione giusta». RESTARTUP. La “scossa” che Panato propone alle Pmi è riscoprire un dna da startup: «L’impresa oggi sa che deve cambiare, ma dove deve andare? La Pmi spende il suo tempo a gestirsi quotidianamente i clienti, il fatturato, e non pensa a costruirsi il futuro. Quello che deve capire, invece, è un punto fondamentale: dov’è che riesci a creare valore nel tuo produrre». E cosa suggerisce a questi imprenditori la “logica da startup”? «L’innovazione viene soprattutto dalla organizzazione dell’azienda, non da “macchinari 4.0”. Si deve partire dal vero “dna” aziendale, ma riflettere sul proprio “business model” rispetto ai nuovi dati del mercato, tornare a una pianificazione da attuare e poi misurare i risultati. E serve forte attenzione alle risorse umane: “sono attraente per i miei collaboratori”?». Non solo: sono attraente per potenziali investitori? «È centrale l’attenzione alla costruzione di valore, alla valutazione d’azienda: la logica giusta, come dice l’industriale Alberto Baban, è “prepara la tua azienda come se dovessi venderla domani, ma non cederla se non è necessario”». L’EVENTO. Panato presenterà “Restartup” domani a Valdagno alle 20.30 (palazzo Festari, corso Italia 63), ospite di Guanxinet, assieme all’economista Paolo Gubitta, Daniela Pendin (Euronewpack) e Filiberto Zovico (ItalyPost). • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Piero Erle

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