<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=336576148106696&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">
Economia

Mercato immobiliare degli alloggi nel Vicentino: si amplia il distacco tra nuovo e usato

Secondo i dati del centro studi Fiaip il prezzo delle case di costruzione più recente è cresciuto del 20-30% negli ultimi 3 anni

Si sta creando un considerevole distacco tra il valore degli immobili di nuova costruzione, con alte prestazioni energetiche, e quelli meno recenti. Un bicamere realizzato tra il 2023 e il 2024 costa tra i 250 e i 300 mila euro, un tricamere tra i 350 e i 400 mila euro. «Il valore degli immobili è sempre stato valutato in proporzione all'età dell'edificio - ha spiegato Renato Guglielmi, presidente provinciale Fiaip - non si è mai verificato nulla di simile per le abitazioni nuove il cui prezzo è cresciuto tra il 20 e il 30% rispetto alle case nuove di tre anni fa. E il divario è destinato ad ampliarsi; sarà sempre più difficile vendere gli immobili datati per i costi connessi al loro recupero».

I dati sul mercato immobiliare vicentino

Come ogni anno il centro studi di Fiaip, la Federazione degli agenti immobiliari professionali, ha presentato i dati sull'andamento del mercato immobiliare nel Vicentino e dall'incontro organizzato a palazzo Bonin Longare sono emerse diverse riflessioni sul futuro del settore, dopo la stretta del Governo sul Superbonus e la recente direttiva europea "Case green" per accelerare la riduzione di emissioni di CO2 e diminuire il consumo energetico degli edifici.

Meno compravendite

Patrizio Pilotto, delegato dell'osservatorio immobiliare di Fiaip Vicenza, ha esordito con una disamina sui prezzi delle abitazioni nelle diverse aree del Vicentino (ne riportiamo un estratto in questa pagina) e sull'andamento del mercato in cui la casa resta un bene rifugio. Per chi si può permettere di acquistarla naturalmente, anche se l'alternativa dell'affitto sta diventando sempre più difficile: gli appartamenti in locazione sono pochi e questo ha fatto lievitare i prezzi del 10-12% negli ultimi tre anni. Per il 2024 si profila una certa stabilità sia nelle compravendite sia nel valore degli immobili, ma dopo il boom del 2022 che non si verificava da vent'anni, il numero delle compravendite immobiliari lo scorso anno ha subito una flessione stimata intorno al 10% passando da 11430 transazioni a 10172.

Gli acquirenti hanno in media tra i 37 e i 60 anni di età

Gli acquirenti hanno in prevalenza tra i 37 e i 60 anni d'età, nel 46% dei casi si tratta di coppie; il l 38% compra una prima casa mentre il 42% vuole sostituire la prima abitazione.La sostenibilità costaCiò che incide nella scelta non è solo la sicurezza della zona, ancora di più contano i bassi costi di gestione e infatti al 36% degli acquirenti interessa molto la sostenibilità ambientale dell'edificio. Lo ha confermato anche uno studio del gruppo di ricercatori del prof. Ezio Micelli dello Iuav, da cui è emerso che ben 3 consumatori su 4 si pongono il problema della fragilità del pianeta.

I dati del mercato immobiliare vicentino (clicca e ved)

 

La transizione energetica è già in atto

«Al di là delle direttiva europea case green - ha sottolineato il docente di estimo - la transizione energetica è già in atto e la si vede nei numeri. Dalla ricerca emerge che una casa nella classe energetica più alta, la A, vale il 30% in più di una casa in classe G, e tra il 12 e il 15% in più se in classe D, sempre rispetto alla classe più bassa. Si tratta di valori che impattano soprattutto sulle abitazioni al centro-nord in città di medie dimensioni; è chi abita in queste aree a pagare il prezzo più alto della transizione energetica. Per questo servono politiche che declinino in modo diverso benefici e premialità della transizione green degli edifici».

La casa green

In Italia oggi il 68% degli immobili si colloca nelle classi energetiche più basse, dalla E alla G. «Ma solo il 5% degli italiani - ha rimarcato Guglielmi - può permettersi di acquistare appartamenti nuovi con le più alte prestazioni energetiche. Lo spartiacque è stato il Superbonus, che da una parte ha fatto ripartire il mercato immobiliare con la riqualificazione degli edifici, ma dall'altro ha gonfiato i prezzi di materie prime e ristrutturazioni. E ora con la decisione del Governo di eliminare possibilità come lo sconto in fattura e la cessione del credito, ci sono imprese che hanno bloccato i lavori e condomini che si devono accollare i costi della ristrutturazione, che vengono stimati in media tra i 70 mila e i 130 mila euro per ciascun proprietario di appartamento. Anche alla luce delle regole europee serve un nuovo, stabile approccio agli incentivi per dare modo agli italiani di ristrutturare le case che possono permettersi di acquistare».

Suggerimenti