L'intervista

Maiocchi: «Pronto a fare un'offerta per Gas. Ma devo vedere i conti e via i soci»

La sede della Gas Jeans di Chiuppano
La sede della Gas Jeans di Chiuppano
La sede della Gas Jeans di Chiuppano
La sede della Gas Jeans di Chiuppano

«Sì, ho mandato oggi (ieri, ndr) una manifestazione di interesse al commissario giudiziale della Grotto di Chiuppano».

Allora Walter Maiocchi è davvero pronto a rilevare l’azienda?
Ho scritto chiaro al commissario che la manifestazione di interesse e quindi la disponibilità a formulare un’offerta è vincolata alla possibilità di avere accesso ai dati societari per poter svolgere un’analisi e valutare un’offerta.

Eppure la Gas la conosce bene: nel 2019, prima del concordato, aveva siglato una lettera di intenti con la famiglia Grotto. Perché non è andata in porto quell’operazione?
Me lo sono chiesto a lungo. Eravamo praticamente a pochi giorni dalla firma finale dell’accordo, ma la famiglia Grotto ha improvvisamente cambiato idea. E io sono uscito dalla sera alla mattina senza avere modo di avere spiegazioni.

Quali erano i capisaldi di quel piano?
Il piano prevedeva una ristrutturazione innanzitutto commerciale: la Grotto era in una situazione debitoria molto grave e aveva l’incapacità di muoversi a livello internazionale in modo serio e concreto. Inoltre prevedeva una risistemazione della catena industriale di produzione, nonché della logistica che era dispendiosa e dispersa. Oltre al fatto che aveva bisogno di una spinta sull’e-commerce che due anni e mezzo fa era agli albori

Come era arrivato in Grotto all’epoca?
Che la situazione dei Grotto fosse difficile era conclamato: sono arrivato tramite alcuni commercialisti che mi hanno chiesto se fossi interessato ad un intervento nella società. Mi pareva un'operazione interessante. Prima ancora di mettere piede in azienda ho cercato di capire con i creditori principali DeA e Amco la situazione. Dopodiché ho verificato di persona e presentato una proposta, che nel corso dei mesi fu formalizzata con i creditori, per arrivare alla definizione di un accordo in cui si sarebbe subentrati alla famiglia Grotto con la maggioranza e portato avanti un piano di rilancio nei successivi tre mesi.

Quali potrebbero essere i capisaldi del nuovo piano?
Il piano è principalmente quello già ipotizzato nel 2019 ma la differenza è che ora non conosco la situazione attuale.

All’epoca aveva messo sul tavolo 10 milioni attraverso la holding Finplace Due. Che cifra ipotizza ora?
Non sono in grado di rispondere: non conosco la situazione. Credo che in questi anni di concordato i dati siano peggiorati e pertanto, per abbozzare un nuovo piano industriale, c’è bisogno di una nuova analisi

Porti pazienza, ma perché ritenta se la situazione le sembra così oscura?
Prima cosa ho perso sei mesi e non mi piace perdere tempo. Seconda cosa in quel periodo ho conosciuto dei dipendenti molto capaci e con il desiderio di cambiare quello che stava succedendo. Ritengo ancora oggi che un possibile rilancio sia possibile, ma mi serve prima di tutto un’analisi reale.

L'amministratore unico Eberle ha esibito cassa, ebidta, nuove iniziative, il tutto portato avanti nella doppia emergenza concordato-covid, non le basta?
Non posso sapere cosa ha fatto l'amministratore se non vedo i numeri. Operando in concordato avrà portato avanti ciò che la situazione gli permetteva. Non avrà potuto fare sviluppo commerciale, comunicazione di marketing, tutto ciò che in un’azienda di questo tipo rappresentano il cuore. Non basta avere cassa. Bisogna vedere le collezioni che hanno prodotto, a che livelli sono con le consegne. Un’azienda nel settore della moda non vale per quello che è oggi, ma per ciò che farà tra un anno.

Si sentirebbe fin d’ora di impegnarsi per la salvaguardia del personale e la continuità della sede di Chiuppano?
Le mie esperienze dimostrano che lavoro per salvare le aziende e non per smembrarle. La forza di Gas è la sua identità e il progetto sarà quello di rafforzarla.

Nel piano del 2019 prevedeva la famiglia Grotto in minoranza. Che perimetro ipotizza ora?
Se nel piano 2019 i Grotto potevano rimanere a fare i passeggeri senza tenere più il volante, direi che oggi non li vorrei neppure in auto. In altre parole, oltre all’accesso alle carte, la condizione è la discontinuità totale della gestione attuale. I soci di prima non devono esserci più. Non potrei più lavorare con gente che si è comportata in questo modo cambiando improvvisamente le carte.

Ha già parlato con i maggiori creditori, e con DeA in particolare che rappresenta l’ago della bilancia, della sua disponibilità a formulare una nuova offerta?
In via preliminare ho già sentito i maggiori creditori perché non potrei mai partire con una benda sugli occhi. Sono stato chiaro e ho detto loro che non sono ancora in grado di fornire elementi in termini numerici perché materialmente non li ho. Ma devo anche dire che due anni e mezzo fa c’era già stato l’accordo ad andare avanti. Ora il nuovo accordo è vincolato ad una situazione che non conosciamo ancora e ad un piano economico e finanziario che non abbiamo in mano. Ma speriamo di avere l’accesso ai dati.

Che situazione si immagina?
Resto convinto che la situazione di Gas continui ad essere interessante. Sono state fatte verifiche di mercato per vedere se l’operazione tiene e l’esito è stato positivo. Ci sarà però da lavorare molto. Ma sono convinto, allora come oggi, che il marchio e le persone che avevo trovato all'interno dell'azienda possano permettere un recupero. Devo capire però al più presto in che condizioni si trova.

Lei ha già salvato, nel 2018, l’azienda toscana Malo, brand di maglieria di cashmere. A distanza di tre anni che bilancio tira?
L’azienda aveva circa 120 persone ed era in concordato da un anno, dopodiché era passata al fallimento in continuità. L’abbiamo rilevata, non abbiamo licenziato nessuno. Purtroppo abbiamo attraversato l’emergenza pandemica, però il piano di rilancio sta proseguendo.

Se l’offerta andrà in porto che tipo di operazione prefigura per Gas tramite Finplace Due? 
Se e quando saremo certi che l'operazione sarà fruibile dal punto di vista tecnico ed economico potremo cercare anche partner commerciali che ci diano la spinta giusta per riprendere la forza che l’azienda aveva 15 anni fa.

Imprenditore, investitore, manager, come si definirebbe?
Sono nato a Milano, ora per ragioni logistiche risiedo in provincia di Verona, ma ho vissuto gran parte della mia vita a Belluno e mi ritengo un montanaro. E non amo perdere tempo.

Roberta Bassan