L'annuncio

L'Italia sbarcherà sulla Luna grazie a un'azienda vicentina

Il team “LuGre” di Qascom: i sesto da sin. (è dietro) è Alessandro Pozzobon, uno dei fondatori, in primo piano da destra verso sinistra Samuele Fantinato, project manager, Efer Miotti chief system engineering manager, e Oscar Pozzobon mission manager e presidente di Qascom
Il team “LuGre” di Qascom: i sesto da sin. (è dietro) è Alessandro Pozzobon, uno dei fondatori, in primo piano da destra verso sinistra Samuele Fantinato, project manager, Efer Miotti chief system engineering manager, e Oscar Pozzobon mission manager e presidente di Qascom
Il team “LuGre” di Qascom: i sesto da sin. (è dietro) è Alessandro Pozzobon, uno dei fondatori, in primo piano da destra verso sinistra Samuele Fantinato, project manager, Efer Miotti chief system engineering manager, e Oscar Pozzobon mission manager e presidente di Qascom
Il team “LuGre” di Qascom: i sesto da sin. (è dietro) è Alessandro Pozzobon, uno dei fondatori, in primo piano da destra verso sinistra Samuele Fantinato, project manager, Efer Miotti chief system engineering manager, e Oscar Pozzobon mission manager e presidente di Qascom

L’Italia sbarcherà sulla luna. E grazie all’azienda vicentina Qascom per la prima volta una tecnologia italiana approderà sul suolo lunare. È stata infatti l’azienda bassanese leader a livello mondiale per le applicazioni di navigazione satellitare e cybersicurezza spaziale a firmare con Asi - Agenzia spaziale italiana il contratto “Neil”, che ha preso il nome del primo uomo sulla Luna (Neil Armstrong come noto mise il piede sul satellite lunare il 21 luglio 1969). È stata la stessa agenzia Asi a ufficializzare.

IL PROGETTO. Qascom svilupperà un ricevitore Gps e Galileo in grado di sperimentare per la prima volta nella storia il posizionamento satellitare sulla Luna utilizzando i sistemi che abitualmente sono impiegati per orientarci sulla Terra. Il progetto fa parte dell’esperimento LuGRE “Lunar Gnss receiver experiment” definito nell’accordo tra Asi e Nasa e legato alla missione Clps 19-D con la quale l’Ente spaziale Usa ha previsto di atterrare con un veicolo spaziale nel bacino del “Mare di Crisium” nel 2023. Come riportato nel comunicato ufficiale diffuso ieri dall’Asi «si tratta di un esperimento che porterà tecnologia italiana sulla superficie lunare, ed è senza precedenti e di importanza strategica per l’intero Paese».

SULLA LUNA NEL 2023. A 51 anni dalla missione Apollo 17 gli americani torneranno quindi di nuovo sulla Luna con un loro veicolo (ma senza equipaggio) per preparare il futuro delle esplorazioni spaziali e avranno a bordo una tecnologia italiana. Il lancio è previsto per il novembre del 2023 tramite un vettore Falcon 9 della “Space X” di Elon Musk e con un veicolo di allunaggio fornito dalla Nasa. Sarà questo il veicolo che monterà la tecnologia Qascom. Grazie a questa tecnologia, spiegano dall’azienda vicentina, per la prima volta si proverà a calcolare la posizione di un veicolo spaziale usando i satelliti di navigazione satellitare a quasi 400 mila chilometri di distanza dalla Terra, il doppio del limite attualmente raggiunto dalla Nasa.

LA SFIDA. Qascom costruirà un apposito modulo Gps - Galileo (che integra quindi i sistemi di navigazione Usa e europeo) e dopo l’allunaggio un’antenna sarà innalzata e puntata verso i satelliti. Si tratta di una sfida non esente da rischi, date le condizioni estreme per le radiazioni, le sollecitazioni e le temperature estreme da -200 gradi a +180 gradi circa. I segnali saranno processati con specifici algoritmi per poter calcolare posizione e tempo, sia durante il viaggio verso il satellite che sulla Luna.

CONTROLLI: PARTECIPERÀ ANCHE BASSANO. Oltre al ricevitore Gps – Galileo, la relativa meccanica spaziale, i software e gli algoritmi specifici, Qascom seguirà anche una parte delle operazioni di controllo dalla Nasa, dall’Asi e dall’azienda di Bassano. Del resto Qasqom ha già collaborato con l’ente spaziale americano in altre tre missioni dal 2018: sulla Stazione spaziale internazionale Iss, nel lancio di un razzo e nel lancio di un satellite. «In queste occasioni - spiega il presidente Oscar Pozzobon - i nostri sistemi di navigazione satellitare sono riusciti a calcolare il posizionamento viaggiando a velocità elevatissime: 18g di accelerazione (cioè un’accelerazione pari a 18 volte la forza di gravità) nel caso del razzo, 26mila km/h (chilometri l’ora) nel caso della Iss».

UN BALZO SPAZIALE. «Per noi - prosegue Pozzobon - sarà un onore essere la prima impresa italiana a portare il sistema di navigazione Gps -Galileo e l’Italia sulla Luna. È un passo significativo per la nostra azienda che è già un riferimento per la navigazione satellitare a livello internazionale, e in crescita esponenziale nel settore spaziale». Solo nel 2021 l’azienda fondata 17 anni fa da tre giovani specialisti nell’ambito IT e aerospaziale ha assunto 15 addetti, oggi in tutto occupa 45 “cervelli” soprattutto ingegneri aerospaziali, delle telecomunicazioni e informatici e prevede di chiudere il 2021 con 4 milioni di fatturato contro i 2,8 del 2020, pure in crescita sul 2019.

NEL FUTURO DELL'ESPLORAZIONE SPAZIALE. Il progetto oltre all’esperimento LuGre con il ricevitore “Neil” di Qascom, porterà sulla Luna altri 9 esperimenti scientifici e tecnologici e - come ha riportato l’agenzia spaziale Asi - «con la sua innovazione contribuisce a mantenere la competitività della filiera spaziale italiana; Neil, in particolare costituisce un passo importante tecnico-scientifico per le future missioni lunari. Si potrà infatti capire come Gps e Galileo potranno essere sfruttati sulla Luna per posizionamento e tempo della stazione orbitante lunare (Gateway), per le costellazioni di satelliti lunari, per veicoli e rover lunari e per l’intera infrastruttura che si sta sviluppando sui programmi Artemis».

FUTURO: BASI LUNARI. «Nel futuro - conclude Pozzobon - stazioni spaziali orbiteranno intorno alla Luna, nasceranno nuove basi lunari per l’esplorazione dello spazio. Per questo sarà fondamentale capire se riusciremo a riprodurre lo stesso sistema di navigazione che oggi usiamo sulla terra». Nel futuro dell’esplorazione spaziale l’Italia c’è.

Cinzia Zuccon

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