Il caso Gas Jeans

L'amministratore Eberle: «Inspiegabile. Diritto a essere salvata, pure 8 milioni in cassa»

Il sit in dei lavoratori della Gas con l'amministratore unico Eberle davanti al tribunale di Vicenza (Foto Colorfoto)
Il sit in dei lavoratori della Gas con l'amministratore unico Eberle davanti al tribunale di Vicenza (Foto Colorfoto)
Il sit in dei lavoratori della Gas con l'amministratore unico Eberle davanti al tribunale di Vicenza (Foto Colorfoto)
Il sit in dei lavoratori della Gas con l'amministratore unico Eberle davanti al tribunale di Vicenza (Foto Colorfoto)

«Inspiegabile. L'azienda aveva tutto il diritto di essere salvata perché in termini oggettivi e razionali lo ha meritato sul campo». Poteva essere il giorno dello sconforto ieri per Cristiano Eberle, da due anni amministratore unico della Gas, è stato invece ancora una volta quello della lucidità piena. Lui che era stato scelto a traghettare la Gas fuori dalla crisi per la sua esperienza in salvataggi d'impresa (è stato anche curatore fallimentare della ex Smit di Schio contribuendo a trovare la soluzione per la sua rinascita) e la vicinanza al territorio. Ieri ha messo in fila a tavolino tutti gli elementi «oggettivi» per cui quel piano, scritto insieme alla squadra di professionisti, a suo avviso andava votato. Primo: «È stato approvato dal Tribunale e dal commissario giudiziale (vale più il concordato che non liquidare l'azienda, era stato il ragionamento), quindi "certificato" da soggetti terzi, indipendenti e qualificati che di fatto hanno detto che era il migliore possibile». Secondo: «Il Tribunale delle Imprese di Venezia davanti ad un ricorso ha apprezzato la gestione di questi ultimi due anni. Complicata, come ormai sono stanco di ripetere, un' emergenza concordataria - ricorda - nell'emergenza pandemica, ma siamo arrivati ad avere, grazie ai dipendenti che vanno ringraziati, un conto economico per il 2019, il 2020 e immagino anche per il 2021con ebidta positivi e con una liquidità che continua ad avvicinarsi agli 8 milioni, aprendo anche nuove strade». Terzo: «Il secondo maggiore creditore Amco, con il suo voto favorevole, ha espresso una valutazione responsabile fornendo in questo modo un chiaro segnale della bontà del piano». Quarto: «Siamo riusciti a coinvolgere il Mise, Ministero allo sviluppo economico, portando la situazione Gas Jeans in un tavolo importante, che ha la stessa dignità di quello di Alitalia. E il Mise ha dichiarato la disponibilità a supportare l'esecuzione del piano». Non c'è stata l'omologa. «Credo - aggiunge Eberle - che l'azienda abbia meritato sul campo il diritto di essere salvata. Ora invece viene disperso il valore di un piccolo grande marchio del made in Italy, quel made in Italy che tutti conclamano. E si lasciano a casa 200 dipendenti, mettendo in difficoltà 200 famiglie, senza considerare l'indotto». Il personale appunto: «Nei prossimi giorni parlerò con tutti i dipendenti e anche a loro dirò che questo voto, in termini razionali, è inspiegabile». 

Roberta Bassan