Il caso

«Italian sounding», l'allarme da Vinitaly: «Difenderemo in Europa i prodotti italiani»

Vinitaly, parlano Padoan, Patuanelli, Zaia e Sboarina (video Perlini)

A Vinitaly Special Edition il presidente della regione Veneto Luca Zaia ha ribadito la necessità di difendere il prodotto vinicolo della nostra regione dalle contraffazioni, il cosiddetto “italian sounding”, parole che hanno trovato conferma nel ministro dell'Agricoltura Stefano Patuanelli

 

«Il prosek è una immonda vergogna, è scandaloso che l’Europa dia ascolto a questo dossier sul Prosek. Il prosecco vive di una riserva del nome dal 2009, e solo le zone a denominazione sono autorizzate ad usarlo, ed è ancora più scandaloso perchè nel 2029 l’Unesco ha dichiarato patrimonio dell’umanità le Colline del prosecco di Conegliano e Valdobbiadene; quindi una ulteriore riserva per quel nome» ha detto il presidente del Veneto, Luca Zaia, parlando della "guerrà delle bollicine" in Europa, a margine dell’inaugurazione del Vinitaly Special Edition a Verona.

«Che poi - ha aggiunto - non è proprio vero che Prosek è un termine dei croati. Noi siamo convinti di avere la "pistola fumante", e lo comunicheremo a breve. Lo dimostreremo, carte
alla mano, partendo un pò più distante da dove sono partiti i croati, e mostreremo che questo dossier dev’essere cestinato dall’Europa, dato che si presta ancora una volta all’italian sounding nel mondo».

Sul Vinitaly, Zaia ha evidenziato che «e» un bel segnale. «Abbiamo perso due edizioni del salone, ora ci diamo appuntamento in aprile per la 54/Edizione. Vinitaly e Verona , assieme al Veneto, si riconferma la capitale del vino».

 

Ha, invece, scomodato Shakespeare il sindaco Federico Sboarina quando dice «non c’è Vinitaly al di fuori di Verona, non c’è Verona al di fuori del Vinitaly», certo che il Bardo non se ne avrà a male.

Anche il ministro si è trovato d’accordo, perché l’evento «mette in mostra il meglio del food italiano. Stiamo conquistando mercati nuovi e lontani. Ci sono molti motivi di essere orgogliosi, altri di preoccupazione, perché vediamo l’attenzione di portare l’agricoltura verso l’omologazione. Un percorso che non accettiamo, contro il quale ci batteremo con tutte le nostre forze, cercando di contrastare l’italian sounding, perché le nostre dop, igp, tutte le eccellenze non vengano messe in discussione».

Anna Perlini