Ilsa potenzia Arzignano e raddoppia in Brasile

L’ingresso dello stabilimento Ilsa ad ArzignanoIl nuovo stabilimento di Ilsa a Rio Grande Do Sul in Brasile
L’ingresso dello stabilimento Ilsa ad ArzignanoIl nuovo stabilimento di Ilsa a Rio Grande Do Sul in Brasile
L’ingresso dello stabilimento Ilsa ad ArzignanoIl nuovo stabilimento di Ilsa a Rio Grande Do Sul in Brasile
L’ingresso dello stabilimento Ilsa ad ArzignanoIl nuovo stabilimento di Ilsa a Rio Grande Do Sul in Brasile

Roberta Bassan ARZIGNANO Conti in crescita, potenziamento dello stabilimento di Arzignano, una seconda bandiera piantata in Brasile dove con un nuovo impianto verrà più che raddoppiata la produzione destinata ai mercati del Centro e Sud America. «Per Ilsa il 2018 si è chiuso bene e il 2019 si è aperto alla grande». Il presidente e ceo Paolo Girelli, ai vertici della storica azienda vicentina specializzata nella produzione di biostimolanti, concimi organici e organo minerali liquidi e solidi che fornisce agli agricoltori in 80 Paesi del mondo per migliorare i raccolti, è in partenza per Rio Grande Do Sul. A Portão, a 50 chilometri dalla capitale Porto Alegre dello Stato in fondo al Brasile e poco lontano dalla prima sede operativa nata nel 2009, è appena stato aperto un nuovo stabilimento, su un’area di 30 mila metri quadrati destinata a sede di rappresentanza in Brasile: «Ci sarò per seguire le prime fasi di produzione». Del resto l’investimento da 3 milioni di dollari permetterà un grande salto: alla produzione di 22 mila tonnellate annue di concimi organici si aggiungeranno 30 mila tonnellate di concimi organo minerali portando la capacità dell'azienda in Brasile a 52 mila tonnellate totali. In attesa poi anche di costruire nuovi impianti per i fertilizzanti liquidi. LO SVILUPPO. Ilsa cresce stimolata a sua volta dall’ingresso oltre due anni fa nel gruppo Biolchimic da 112 milioni di fatturato, controllato dai fondi italo-americano NB Renaissance Partners e francese Chequers Capital, attivo nel mondo dei concimi e fertilizzanti e leader di un nutrito gruppo di aziende complementari, tra cui anche Cifo, altra azienda italiana. Ilsa ha chiuso il bilancio 2018 con un utile netto di 1,6 milioni, oltre 500 mila euro in più rispetto al 2017. E con un valore della produzione a 24,5 milioni (+1,5 milioni): il fatturato proviene per il 62% da vendite di prodotti a marchio Ilsa e servizi e per il 38% da vendite industriali. Anche la marginalità complessiva cresce: insieme ad Ilsa Mediterraneo (la controllata di Molfetta, in provincia di Bari) l’ebdita è aumentato da 3,4 ai 4 milioni con una progressione dal 15% al 17% rispetto al fatturato. Tra Arzignano e Molfetta le due aziende occupano 67 persone, altrettante in Sud America tra il braccio brasiliano con 55 dipendenti e Ecr, a Santiago del Cile, con 13 persone, dove Ilsa detiene una quota di minoranza. IL POTENZIAMENTO. Ad essere potenziato però non è stato solo il Brasile, dove peraltro Ilsa si è fatto anche promotore di iniziative di responsabilità sociale in particolare legate alla conservazione della biodiversità. «Tra gli investimenti del 2018 - spiega Girelli -, di particolare importanza la completa sostituzione ad Arzignano delle linee di confezionamento dei prodotti solidi (fertilizzanti per applicazioni al suolo), oggi del tutto robotizzate. Inoltre stiamo ultimando il rifacimento di uno dei reparti». Tutti interventi che porteranno la capacità produttiva complessiva a 140 mila tonnellate all’anno. IL FUTURO. E se il core business resta il terreno dei fertilizzanti e biostimolanti, Girelli guarda al futuro anche con nuove prospettive: «Tra gli obiettivi quello di diversificare sviluppando prodotti per settori che si affiancheranno all’agricoltura». Si parte con il lancio di quattro biopolimeri che saranno utilizzati nella concia: «Con il recupero di alcune tipologie di pelli abbiamo realizzato biopolimeri che saranno utilizzati nella ultime fasi di rifinizione nelle concerie: la distribuzione, grazie all’accordo con una società, inizierà a settembre a conclusione di un progetto finanziato dall’Ue. Poi stiamo potenziando la varietà degli estratti prodotti da estrazione supercritica. E stiamo sperimentando nel settore della cosmesi. Ma anche della nutraceutica, per migliorare le caratteristiche organolettiche dei cibi. Il 2020 porterà ancora novità». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Roberta Bassan