Chiuppano

Gas, c’è il colpo di scena. L’offerta da 17 milioni che "salva" l’azienda

La sede della Gas jeans a Chiuppano
La sede della Gas jeans a Chiuppano
La sede della Gas jeans a Chiuppano
La sede della Gas jeans a Chiuppano

Udienza in Tribunale di 40 minuti ieri a mezzogiorno, preceduta da una lunga notte. All’ultimo minuto l’altra sera è arrivata una nuova offerta per la Gas di Chiuppano tale da scompaginare il piano ormai sul tavolo del giudice Giuseppe Limitone. Si tratta della manifestazione di interesse della holding Duke che fa capo al manager e imprenditore Andrea Citterio, 45 anni, residente a Treviso, laurea con lode alla Bocconi, un passato nella finanza, un presente di partecipazioni e incarichi in società dalla moda alla robotica, con una predilezione per l’illuminotecnica, ceo e proprietario di Penta, Castaldi e Arredoluce, raggruppate in Auralis, polo italiano dell'illuminazione. 

L’interesse Offerta a quanto pare irrinunciabile se i suoi capisaldi ruotano intorno a quello che la stessa holding ieri, in una nota di 13 righe, ha definito «interesse per l'acquisizione del complesso aziendale». E che si sostanzia, da quanto si è potuto apprendere, in qualcosa come 17,2 milioni (oltre a risorse fresche per sostegno al capitale circolante). Serviranno in buona sostanza per salvaguardare i rapporti di lavoro dipendente sia della Grotto spa che di Exagon, la società che gestisce gli outlet, complessivamente 150 persone considerando che una trentina hanno nel frattempo abbandonato la nave per la “tempesta” della situazione. E anche per l'acquisto dell’immobile di Chiuppano, chiaro indice che l’interesse di Citterio, assistito dall’avvocato Marco Corbetta, è mantenere la continuità aziendale nella sua sede storica. E inoltre risorse per una nave che di fatto deve riprendere a veleggiare e per cui è previsto «il recupero e il rilancio dell'identità dell'iconico brand, nonché valorizzazione delle competenze aziendali, attraverso una significativa e tempestiva trasformazione del modello di business e sviluppo dei mercati mondiali». Operazione «che coinvolgerà anche investitori internazionali». 

Nuovo piano Offerta di fatto molto migliore rispetto quella di Ubc - United Brands Company di Quinto Vicentino, l’unica presentata un mese fa a partire dalla quale il giudice aveva dato una nuova chance all'azienda di Chiuppano per evitare il fallimento, concedendo di presentare un nuovo piano, dopo che il concordato era stato bocciato lo scorso 7 ottobre per il non voto del principale creditore DeA Capital che lo ha ritenuto non congruo. Nella lunga notte per arrivare a ieri mattina, l'amministratore unico Cristiano Eberle e i legali dello studio Casa hanno lavorato al nuovo piano che teneva conto dell’offerta della Duke srl. In realtà non proprio sconosciuta: già aveva fatto capolino in data room, tra i possibili interessati all'azienda, con una proposta che però presupponeva un concordato fallimentare. Per poi rimodularla sul filo di lana e diventare l’asso della nuova Gas.

Il percorso L’iter è appena iniziato sia chiaro: il 27 gennaio il giudice dovrebbe decidere l'ammissibilità del piano, poi potranno passare altri 45 giorni per la relazione del commissario Marcadella, che dovrà depositarla 45 giorni prima dell’adunanza dei creditori. Il tempo però stringe per l’operatività dell'azienda. Per cui nel piano, che ha la forma di “concordato preventivo in continuità indiretta”, è prevista una accelerazione che parte con l’affitto (si farà una gara, con Duke naturalmente in pole) e poi la cessione (anche qui una gara competitiva in cui potrebbe, se ancora interessata, rientrare anche Ubc) per dare stabilità alla Gas e discontinuità totale con la proprietà Grotto. Alla fine l'adunanza creditori.

L’ottimismo Sarà la volta buona? C’è una differenza sostanziale rispetto al primo concordato bocciato. Quella tessitura ai tavoli regionali tra tutte le parti coinvolte fatta dall’assessore al lavoro, la vicentina Elena Donazzan. Ieri ha espresso «la massima soddisfazione per un esito tutt’altro che scontato». «Il buon risultato - ha detto - si deve al confronto serrato tra azienda, sindacato («Siamo fiduciosi - si sono espressi Uiltec-Uil e Femca Cisl - che gli sforzi fatti portino ad un risultato ottimale) e soggetti finanziatori». Il fondo DeA appunto, ago della bilancia. Se ieri fonti vicine a DeA Capital esprimevano «molto ottimismo», la salvezza sembrerebbe davvero vicina. La fiducia del maggior creditore si fonda proprio sulla presenza di un nuovo investitore, sulla discontinuità rispetto al passato, sull’apporto di nuove risorse finanziarie e sulla salvaguardia dell'occupazione: principi sui quali si sono trovati tutti d’accordo. Sarà - come ha commentato ieri il governatore Zaia - che quello messo in atto per Gas è stato «un ottimo lavoro di squadra».

Roberta Bassan