RELAZIONE ECONOMICA 2020

Crollo di negozi e servizi. Ma l’eco-futuro è avviato

Il Vicentino è la terza provincia d'Italia per eco-investimenti
Il Vicentino è la terza provincia d'Italia per eco-investimenti
Il Vicentino è la terza provincia d'Italia per eco-investimenti
Il Vicentino è la terza provincia d'Italia per eco-investimenti

 Vicenza è un treno che è tornato a correre dopo l’anno terribile della pandemia: a volte si preferirebbe saltare di netto quel 2020 nero per l’emergenza sanitaria e le gravissime ripercussioni sull’economia. Mette però agli atti una mole di dati la Camera di commercio di Vicenza. Da un lato il calo delle imprese vicentine tornate sotto le 100 mila unità locali con emorragia soprattutto nel commercio; la perdita di 1,7 miliardi di esportazioni; presenze e arrivi turistici dimezzati. Dall’altro però una ripartenza toccata con mano già a fine 2020 con produzione, fatturato, portafoglio ordini in recupero; transizione ecologica piatto forte del nuovo Pnrr nazionale già avviata qui con una quota di imprese green che posiziona Vicenza al terzo posto in Italia; innovazione e digitalizzazione cresciute. Tutti dati che emergono dalla relazione annuale appena diffusa sull’economia vicentina 2020 di 56 pagine, 20 capitoli, 92 tabelle realizzata dall’Ufficio studi camerale che mette agli atti un anno a due facce. Calo delle imprese, crollo commercio A fine 2020 le unità locali erano 99.452 contro le 101.158 dell’anno precedente. I saldi, cioè la differenza tra iscrizioni e cancellazioni dal Registro imprese, sono «decisamente» negativi per tutti i comparti. Spicca il crollo del commercio, il più martoriato dal lockdown e dalle ripetute chiusure soprattutto dei negozi con -1.143 imprese, quasi raddoppiato dalla perdita delle 664 del 2019, così come i servizi con -571 da -84. Le imprese del comparto sono 45.126, con un calo dell’1,7%, il primo – evidenzia l’analisi - dopo 11 anni. Vero è che il covid ha spinto nuove modalità di porsi sul mercato. In crescita su base annua l’e-commerce del +12,9%. E non ha regredito il comparto alimentari e bevande: nella grande distribuzione organizzata vengono segnalate 214 unità e una superficie di vendita di quasi 218 mila mq, crescita anche dei minimercati (56), delle grandi superfici specializzate (43), ipermercati (a quota 20), calo invece dei grandi magazzini (oggi 25). Il manifatturiero segna da parte sua -463 imprese da -182 a quota 13.102 sedi (meno di 17 mila unità locali), le costruzioni -337 da -143 con oggi poco più di 9 mila unità. L’agricoltura con 8.158 imprese è in controtendenza: pur mantenendo un saldo negativo è passata da -203 a -120. Credito: più depositi che impieghi Nell’anno terribile del covid i depositi hanno superato gli impieghi pur con la mole di prestiti garantiti. L'ammontare del tesoretto depositato in banca è stato pari a 28,8 miliardi (+12,6%) con la parte del leone fatta dalle imprese (8,7 miliardi, +28,2%) e 18,4 miliardi delle famiglie (+6%). Dall’altra parte gli impieghi, cioè i finanziamenti, ammontano a fine 2020 a 25,8 miliardi di cui 13,9 miliardi lo stock di crediti concessi alle imprese (+5,9%, ma -13,4% dal 2015) la gran parte dei quali all’industria manifatturiera e 9 miliardi alle famiglie (+1,8%). Il 58,7% dei prestiti arriva dalle banche maggiori, il 16,3% dalle banche medie, il 15,4% dalle piccole. Si contano 436 agenzie (da 664 nel 2010), sportelli bancomat a quota 587, mentre i Pos sono passati da 42.916 a 45.691 (+6,5%). Nel 2020 i fallimenti a Vicenza sono stati 128 (187 nel 2019). Crollo export, il lavoro tiene È stato un anno difficile per l’export con trasferte e viaggi praticamente spariti. Le vendite sui mercati esteri sono scese in valore assoluto da 18,5 a 16,8 miliardi, il saldo commerciale è passato da 9,7 a 8,7 miliardi. Quanto a movimenti, crollo del turismo: arrivi a quota 361.074 con flessione del 57,7%, presenze 1,2 milioni in calo del 44% con crollo dei turisti esteri. Va da sé che il calo delle strutture alberghiere è stato il più rilevante. In una situazione complessa che ha visto in generale il calo complessivo del lavoro, le misure governative per tutelare i lavoratori durante i vari lockdown hanno permesso una parziale tenuta: 87.820 assunzioni (-18,2%), 86.300 cessazioni (-16,4%) per un saldo positivo di 1.520 lavoratori dove a farne le spese sono stati soprattutto contratti a tempo determinato e apprendistati. Eco-futuro già avviato Ma la relazione 2020 mette in luce anche quanto il Vicentino abbia già seminato sul futuro: l’ambiente diventa da vincolo occasione di sviluppo e risorsa competitiva. Vicenza si trova così balzata al terzo posto (dietro Milano e Treviso) nella classifica delle province le cui imprese negli ultimi 4 anni hanno fatto investimenti green. In Veneto è la migliore quanto a certificazione di gestione ambientale e gli impianti fotovoltaici sono aumentati dell’8,1%. Ma quello vicentino è un futuro già all’insegna dell’innovazione: l’export di prodotti high tech è aumentato, così come le professioni del futuro sono in maggiore crescita, a partire dai kibs, imprese con alto contenuto di conoscenza. Molla per la ripresa.•. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Roberta Bassan