L'inchiesta

Crac Veneto Banca, al via il processo all'ex ad Consoli: «Rifarei tutto quel che ho fatto»

L'ex amministratore delegato di Veneto Banca, Vincenzo Consoli
L'ex amministratore delegato di Veneto Banca, Vincenzo Consoli
L'ex amministratore delegato di Veneto Banca, Vincenzo Consoli
L'ex amministratore delegato di Veneto Banca, Vincenzo Consoli

È iniziato questa mattina a Treviso il processo nei confronti di Vincenzo Consoli, ex amministratore delegato di Veneto Banca, accusato di ostacolo alla vigilanza, aggiotaggio e falso in prospetto. L’imputato era presente in aula. Al pubblico e alla stampa è stato impedito l’accesso al Palazzo di giustizia, e non sono stati predisposti mezzi alternativi per consentire di assistere al dibattimento. All’esterno dell’edificio sono giunti alcuni componenti dei comitati degli ex correntisti della banca, tra cui il coordinamento "Don Enrico Torta".

 

Il processo è stato aggiornato al 19 aprile. La prima udienza odierna è stata dedicata alla costituzione delle parti civili e alle istanze preliminari delle parti. Il pm Massimo De Bortoli ha chiesto di sentire 30 testimoni, la difesa 200. L’avvocato Ermenegildo Costabile, difensore di Consoli, ha avanzato richiesta di incompetenza territoriale a Treviso, perché due giudici del Distretto d’appello di Venezia sono o erano azionisti della banca, e ha chiesto la trasmissione degli atti a Trento. Chiesta anche l’esclusione di alcune parti civili, fra cui i risparmiatori che avevano accettato la transazione nel 2017, e di alcune associazioni di risparmiatori.  
 

«Rifarei esattamente tutto quello che ho fatto, tranne acquistare i due milioni di titoli del 2014 e 2015, quando io non c’ero più, perché sono soldi che ho perso». Lo ha detto ai giornalisti Vincenzo Consoli, ex amministratore delegato di Veneto Banca, all’uscita del Tribunale di Treviso dopo la prima udienza del processo che lo vede imputato. «Quella di oggi - ha proseguito Consoli - è un’esperienza pesante, spero che i manifestanti capiscano. Prima o poi parlerò, oggi non ha senso, aspettiamo che finisca il processo».

Per il suo legale, Ermenegildo Costabile «sentirete in aula dalla voce di Consoli quale fosse la dedizione per la banca. Veneto Banca era la sua vita, non la famiglia. Prova ne sia il fatto che lui stesso ha perso in titoli sette milioni, due dei quali - ha concluso - aderendo all’ultimo aumento di capitale del 2015».

 

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