Le reazioni dopo l'assemblea

Confindustria promuove Draghi: «Con il Governo del fare continuiamo a volare»

L'assemblea di Confindustria Vicenza

Giorgetti? «È bravo, uno che conosce le cose, concreto». Salvini? «A volte si lascia prendere un po' troppo dai sentimenti». Morale: «Tutti dovrebbero imparare da Draghi». Renzo Rosso non si sottrae al tema politico del giorno - le divisioni della Lega - che aleggia nella platea infinita della Margraf, mentre scocca il momento della nuova presidente Laura Dalla Vecchia. Un inno ai giovani per ipotecare il futuro. L'industria vicentina vola, tutto parte da qui.

«Abbiamo bisogno di uomini del fare come il presidente del consiglio Mario Draghi - non si sottrae neppure Luigi Schiavo, a capo dei costruttori di Confindustria - e non di politici che si limitano a guardare alla prossima scadenza elettorale per prendere qualche voto in più. Non è il momento dei populismi, ma di capire ancora una volta che sono le imprese a mandare avanti il Paese. E servono politici del fare, non ciacolete». Zaia? «Ha sempre dimostrato da governatore capacità di fare».

Picasso brown, amazzonite, fusion. Duecento tipologie di lastre di marmo a far da cornice. «Ragazzi, quanti siete», osserva il patron di Otb mentre sale sul palco. Un migliaio di imprenditori, una sedia sì e una no. Ripartenza Imprese tornate a volare. Guido Faresin, amministratore delegato della Faresin Formwork di Breganze, seduto accanto alla figlia Lucia, execution director, ne è l'emblema: «Stiamo viaggiando a +30% rispetto al 2019. Quello di cui abbiamo bisogno oggi come imprese è di una svolta costruttiva e costante, nella speranza che Draghi rimanga per i prossimi due anni». Salvini? «Non è il tempo di populismi, ma di persone che sappiano prendere decisioni». Draghi? «Abbiamo visto come ha lavorato sulle 80 pagine del Pnrr e come ha intrapreso la campagna vaccinale», osserva Mirko Bragagnolo, a capo della "Piccola" di Confindustria. Le divisioni nella Lega? «Penso che bisognerà remare tutti nella stessa direzione, soprattutto di fronte a questa opportunità unica delle risorse del Piano».

«Salvini sta facendo delle cose in questo momento che non si capiscono molto - taglia corto Stefano Rasotto, a capo delle industrie e servizi vari dell'associazione -. Penso invece che Draghi abbia le idee chiarissime».

Il momento del fare Laura Dalla Vecchia scandisce l'urgenza: mancano i giovani. E cerca le strade per attrarli. «Abbiamo una donna del fare - applaude Remo Pedon, nuovo tesoriere di Confindustria - tutti noi siamo imprenditori del fare e abbiamo bisogno che si remi con noi». Scherza con Filippo Miola, vicepresidente con delega alla digitalizzazione, definito l'uomo del "nuovo fare": «Abbiamo bisogno - dice Miola - di concretezza e di guardare al futuro». Non si sottrae al tema politico: «Purtroppo ci sono logiche e persone guidate da altre scadenze che guardano al breve periodo, non sono le nostre logiche. Noi guardiamo ad investimenti di lungo periodo, che possano traghettare le aziende nel futuro».

«Ripartenza significa essere coesi - sostiene Lara Bisin, vicepresidente con delega al capitale umano - e marciare tutti nella stessa direzione e quindi rimboccarsi le maniche. E lasciare tanto spazio ai giovani che in questi ultimi due anni hanno sofferto più di tutti e ora vanno fatti crescere». Populismi? «Mai avuto bisogno, a maggior ragione ora». Lega governativa? «Questo Governo è la speranza che abbiamo per rimettere in sesto il Paese». Spaccatura nella Lega? «Non faccio commenti sulla Lega - risponde Rino Mastrotto, industriale di lungo corso e a capo dei conciari vicentini -, ma spero ci sia la volontà di avere una grande responsabilità per il futuro che non sarà facile. E sarà alla portata solo di chi saprà impegnarsi».

Parola d'ordine: strategia Il populismo? «Una cavolata enorme - risponde Armido Marana, vicepresidente alla sostenibilità ed economia circolare -, una bandiera al vento. Siamo ripartiti e i numeri delle aziende lo testimoniano, ma in questo momento la preoccupazione maggiore è riuscire a non farci sommergere dai problemi che stanno emergendo tutti insieme a partire dall'aumento delle materie prime. Quindi non perdere tempo e poche chiacchiere. Serve una strategia politica chiara che contempli tempi certi e un percorso: solo così diventa più facile superare i problemi».

 

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Condivisione «Abbiamo bisogno di persone, e per fortuna ce ne sono anche nella Lega, che capiscano che siamo al momento del fare - osserva Massimo Carboniero, membro del cda di Ucimu - e appoggino la cavalcata positiva dell'industria che ci sta portando ad un mercato florido e a prospettive per il futuro. C'è bisogno che tutte le forze politiche abbiano il nostro passo. Abbiamo visto che Draghi ci dà il suo supporto con poche parole e tanti fatti».

«C'è entusiasmo per la ripresa - riprende Claudia Piaserico, neo presidente di Federorafi - ed è questo il momento di intervenire in modo fattivo. Qui si parla di giovani, argomento non più procrastinabile. Significa lavorare sulla cultura e sulle famiglie. In ogni caso agire e dialogare con la politica». Giovanni Dal Lago con la sua Officina Stellare di Sarcedo di telescopi, lenti e specchi i giovani li sa attirare e trattenere «anche se non siamo la Silicon Valley».

E così Rosso nel suo quartier generale di Breganze. Ci scherza pure su: «Quando vado a Milano devo lavarmi i capelli ogni sera, qua ogni 3/4 giorni». E torna alla politica: «Tutti dovrebbero imparare da Draghi». Di Maio? «Ha imparato, ora è una bella persona e sta facendo il suo lavoro».

Roberta Bassan

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