Cultura

"Vicenza Ottanta": un affresco tra politica e costume firmato da Antonio Di Lorenzo

L'ultimo libro dell'autore-giornalista
Nell'agosto 1983 la rivoluzione: stop a bus e veicoli in corso Palladio
Nell'agosto 1983 la rivoluzione: stop a bus e veicoli in corso Palladio

Formidabili quegli anni. Si respirava una vitalità che oggi, condizionati dalla pandemia, ci sembra perfino anomala. Gli Ottanta sono stati la stagione della fiducia e della modernizzazione, «nel loro essere miscela di nuovo e di vecchio, di continuità e di rottura, di splendore e di miserie, l'ultimo vero decennio del Novecento» scrive Marco Gervasoni in un saggio per Marsilio.

Nell'81 in pieno monocolore Dc viene eletto sindaco a Vicenza  il ragioniere Antonio Corazzin. Discepolo di Mariano Rumor, aveva percorso tutti i gradini della politica attiva. Farà due mandati. Ed è attorno al primo cittadino e a sua insaputa che il giornalista Antonio Di Lorenzo costruisce la trama del suo ultimo libro, "Vicenza Ottanta", edizioni L'Occhio del Ciclope, 440 pagine e 320 immagini, che con la scusa degli 80 anni di Corazzin - realmente festeggiati il primo settembre scorso - ripercorre con brio e dovizia di aneddoti un decennio incredibile per leggerezza e fermenti di cambiamento.

 

Pratico di uffici comunali per averci lavorato, così come di archivi da cronista compilatore di necessari memoire su Vicenza (non ultimo quello sui 54 progetti per il nuovo teatro comunale, "L'Altalena dei sogni", Ergon edizioni, 1998), Di Lorenzo si inoltra nel decennio delle trasformazioni, a partire dai toni ruggenti delle tv private in piena esplosione ai successi sportivi di Battaglin, Dorio, Bordin e Pizzolato, da quelle pennette alla vodka che sono l'aberrazione della cucina ma allora di moda alla stagione delle discoteche.

«In quegli anni Vicenza cambia volto - scrive - la pedonalizzazione del 1983 ne ridisegna lo stile di vita e anche il look (...). Si completa il quartiere Peep di San Pio X, ultimo di quelli previsti dall'amministrazione Sala degli anni Sessanta. Ma negli Ottanta sorgeranno altri insediamenti: ai Pomari, al Mercato Nuovo, ai Ferrovieri e nella zona est a Parco Città». Restando ai fatti, gli Anni Ottanta all'ombra dei Berici sono quelli della cacciata del traffico da corso Palladio con un blitz nell'agosto '83, che cambia per sempre il modo di vivere il centro storico consegnato ai pedoni. La giunta Corazzin resiste alle proteste dei commercianti, avvia il primo centrobus, e inserisce la manovra in una regia culturale che voleva il salotto della città al centro di eventi, di festival, di visite importanti, dallo scrittore Borges all'illustratore Folon che firmò i manifesti per la riapertura dell'Olimpico.

Mentre sul palco salgono i Silvio Brothers e l'Anonima Magnati spopola, i Festival Mozartiani danno lustro alla città e nel maggio 1987 si scatta la foto più famosa del decennio: la Regina Madre d'Inghilterra è in visita al braccio di Corazzin, su invito e regia del marchese Boso Roi.

 

 

 

 

Nicoletta Martelletto