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Il papà delle Winx le vede Barbie

FENOMENO. Compiono dieci anni Stella & C., nate nelle Marche ma ormai popolari nel mondo
Straffi: «Le fatine possono diventare oggetti di culto per più generazioni, proprio come la famosa bambola»
Le Winx, alla sesta serie tv e forse dai cartoni animati al grande schermo in un film con attori veri
Le Winx, alla sesta serie tv e forse dai cartoni animati al grande schermo in un film con attori veri
Le Winx, alla sesta serie tv e forse dai cartoni animati al grande schermo in un film con attori veri
Le Winx, alla sesta serie tv e forse dai cartoni animati al grande schermo in un film con attori veri

Compie dieci anni il successo Made in Italy delle Winx, le fatine fashion Stella e company, nate a Loreto nelle Marche dal talento di Iginio Straffi e dei suoi collaboratori della Rainbow, diventando un fenomeno globale. Premiato all'Ischia Global Fest, Straffi, autore-imprenditore che ha saputo guardare lontano dall'inizio, confessa il suo sogno: «Fare delle Winx le nuove Barbie, bambole-culto amate da tante generazioni, icone da collezionare». Ad amare le Winx oggi son o le bambine tra i 4 e gli 8 anni, prima di affezionarsi personaggi in carne e ossa come la Violetta della serie tv. Il decennale delle Winx punta però a recuprere la prima fans con un'operazione nostalgia, con bambole vintage o da collezione «dando vita a un nuovo fenomeno simile a quello delle Barbie», si augura Straffi, «che continuano a essere amate a ogni età». La Rainbow è oggi il più grande studio europeo di animazione televisiva e cinematografica con 3,5 miliardi di dollari annui generati dalle vendite al dettaglio, l'undicesimo posto tra i licenziatari di tutto il mondo e un parco, il Magicland vicino Roma. «In alcuni Paesi il fenomeno non ha mai avuto cedimenti e altri sono stati conquistati via via», continua il papà delle Winx. «Siamo riusciti a rinnovare queste fatine con storie sempre nuove e temi di attualità come l'ecologia, il rispetto della natura, perfino la mitologia. Nel rinnovamento ci sono anche gli spettacoli on ice, le produzioni live, quelle cinematografiche che», dice Straffi, «hanno fato crescere il brand anno dopo anno». Oggi sono 150 i Paesi dove il Winx Club va in onda e 50 milioni le bambole vendute in tutto il mondo, 356 i licenziatari. Per il futuro «stiamo sviluppando il mondo interattivo e il web, perché ormai anche i più piccoli usano il tablet», dice Straffi. In attesa della sesta serie tv in onda su Rai1 e del terzo film, Straffi progetta una produzione cinematografica «con le Winx in carne e ossa, interpretate da attori. Prima o poi si farà».