L'intervista

Carlo Rovelli: «L’attualità del genio di Einstein? È nei navigatori delle nostre auto»

Perché si parla ancora così tanto di Albert Einstein? Perché è diventato un’icona che si trova dappertutto ancora dopo tanti decenni dalla sua scomparsa? Qual è la sua attualità oggi visto che non tutti siamo esperti di fisica? Carlo Rovelli, fisico teorico, considerato uno dei pensatori più influenti del mondo, veneto di Verona, con varie cattedre universitarie passate e presenti, ha lavorato nelle università di Roma e di Pittsburgh, e per il Centro di Fisica teorica dell’Università del Mediterraneo di Marsiglia, (oggi è in Canada), autore di libri di successo come «Sette brevi lezioni di fisica», ha dedicato un nuovo libro al genio della Teoria della relatività, 163 pagine, Adelphi. Quasi un tributo al padre della fisica. Ma attenzione, non è un libro divulgativo, bensì un testo specialistico per studenti. Eppure fa parlare e fa discutere, perché con Einstein, come si dice, basta la parola.

Rovelli, perché un libro di testo su Einstein? È vero che non è per tutti?
Sì, esatto. È un libro di introduzione alla teoria della Relatività Generale, di Einstein. È un libro breve, compatto, che contiene solo le idee essenziali e i risultati più importanti. Ma per seguirlo richiede diverse conoscenze preliminari: conoscere le equazioni di Maxwell, la relatività ristretta.

Lo ha scritto per gli studenti, per chi ha già conoscenze in materia...
Sì, ma non è solo un manuale. È anche per me l'occasione di presentare la teoria nel modo che a me sembra migliore e più utile. La teoria di Einstein può essere letta in diversi modi. Nel libro la presento nel modo che credo catturi meglio quello che veramente ci ha insegnato del mondo. Quindi il libro è anche un po' una sintesi dei miei pensieri sulla teoria, cresciuti in decenni di studio. Il libro si concentra soprattutto sugli aspetti concettuali della teoria. Ci sono pochi conti, rispetto alla maggior parte dei libro di testo sulla Relatività Generale.

Parlare di Einstein è sempre molto interessante. Secondo lei perché è ancora così attuale al punto da diventare un'icona?   È più attuale che mai, nel mondo scientifico. Tre dei premi Nobel degli ultimi anni sono stati dati per sviluppi che sostanzialmente sono nuove conferme e applicazioni della Relatività Generale: per la cosmologia, le onde gravitazionali e i buchi neri (che sono anche tre capitoli del libro). 

Qual è il suo rapporto con questo genio e la sua teoria?
È un po’ come chiedere a Romeo qual è il suo rapporto con Giulietta... 

Ho letto che la teoria di Einstein l'ha scoperto da giovane in Calabria
La studiavo in Calabria. In un paesino meraviglioso che sta vicino alla punta più a Sud dell'Italia continentale: Condofuri. Ne ho accennato nel mio libro "Sette brevi lezioni di fisica". Ero in Calabria in vacanza e mi ero portato un libro per studiarla. La studiavo in spiaggia guardando il mare. Sono rimasto molto legato a Condofuri, e l'affetto è reciproco al punto che gli abitanti di Condofuri mi hanno fatto cittadino onorario... Quindi io ufficialmente sono un veronese-condofurese. 

Che cosa ci insegna ancora oggi la teoria di Einstein? Qual è la sua attualità?
La teoria è interessante per le sue applicazioni tecnologiche. Per esempio ha un ruolo nel navigatore delle auto e dei telefoni. Lo è di più perché ci ha permesso di ricostruire la storia dell'universo dal Big Bang in poi e di capire come funzionano stelle a galassie. Ma lo è ancora di più perché ci insegna che le nostre idee su cosa siano lo spazio e il tempo e come funzionino valgono solo nell'ambito ristretto dalla nostra esperienza quotidiana, alla nostre scale usuali. Più in là, dobbiamo cambiare le nostre nozioni di cosa siano spazio e tempo, per capire meglio la realtà. Questo è l'aspetto della teoria che io trovo più affascinante. 

Non tutti, nonostante i libri più o meno semplici, possono riuscire ad assimilare concetti come spaziotempo e campo gravitazionale: che consigli darebbe? Di cambiare settore?
Oh, no di certo. Nelle "Sette brevi lezioni di fisica" cerco di riassumere l'idea principale della teoria in tre pagine. Nel libro "L'ordine del tempo", provo a spiegarla meglio in un capitolo che penso sia comprensibile a chi ha voglia di provare a capirla. 

Spesso lei associa la fisica alla filosofia: che relazione c'è?
Fortissima. Einstein ha letto le tre opere maggiori di Kant a 15 anni. Ha letto le opere principali di Hume, di Mach e di Schopenhauer. Senza tutto questo non sarebbe mai arrivato alla sua teoria. Vale anche il contrario. Kant ha tratto i suoi principali problemi e molta della sua aspirazione da Newton. La migliore fisica è profondamente influenzata dalla filosofia e la migliore filosofia è profondamente influenzata dalla scienza.
La fisica richiede la capacità di essere visionari?
Siamo tutti un po' visionari. Perché tutti abbiamo immaginazione e inventiamo cose e idee. Per fare scienza servono tante qualità diverse e persone con qualità diverse. Servono pignoli che non sbagliano i calcoli, criticoni che cercano il pelo nell'uovo nelle idee proposte da altri, menti ingegnose che trovano soluzioni inaspettate per fare una misura di laboratorio o capire come funziona qualcosa, e così via... ma servono anche persone con idee larghe e immaginazione, che sanno uscire dagli schemi di pensiero usuale, e pensare le cose diversamente da come sono state pensate finora... visionari, appunto.

Cosa resta ancora da scoprire del nostro universo e della teoria di Einstein?
Tutto! Non sappiamo che piccole cose. Ce ne sono innumerevoli che ancora non sappiamo. Mille domande ancora aperte. 

Qual è il prossimo obiettivo?
Secondo me, il prossimo obiettivo nella fisica fondamentale, nella fisica di base, è capire se una delle teorie di gravità quantistica oggi allo studio è corretta o no. 

A proposito di universo e stelle, vediamo molti sforzi per correre a fare i turisti nello spazio, ma forse non sarebbe meglio dedicare le risorse finanziarie alla nostra Terra?
Io darei priorità ai problemi sulla Terra. Ai problemi ecologici come il riscaldamento globale, alla povertà estrema che ancora è vasta sulla Terra, alle malattie globali. 

Cosa pensa di quello che sta accadendo: climate change, situazione internazionale...
Penso che stiamo sbagliando seriamente. Ci preoccupiamo di competere meglio, di diventare più competitivi, più forti. Invece dovremmo cercare di collaborare, di cercare insieme l'interesse comune, non il nostro particolare. L'umanità sta andando incontro a sfide serie, e invece di collaborare ci preoccupiamo solo di chi è il più forte e di come diventare ciascuno più ricco. I più ricchi, persone, classi e Nazioni, sono quelli più ossessionati dal voler diventare ancora più ricchi e potenti. Penso che sia un atteggiamento suicida, che l'umanità pagherà caro. Le spese militari nel mondo si avvicinano a due trilioni di dollari l'anno e sono in crescita ovunque. Con questa ricchezza si potrebbero risolvere i problemi dell'umanità, se collaborassimo, invece di armarci gli uni contro gli altri

Maurizio Battista

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