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Cavolo, che designer: sforna progetti e ricette al Pedevendo

IL PERSONAGGIO. Diego Chilò da Sarcedo è presente in vari libri

Zucchine fritte col vino, polenta salame e cren: le sue preferite
Diego Chilò, designer di Sarcedo e appassionato di cucina|
 Il Pedevendo della Cantina Miotti|
 Il libro sul cavolo & i designer|
 Il libro che sarà presentato l'11
Diego Chilò, designer di Sarcedo e appassionato di cucina| Il Pedevendo della Cantina Miotti| Il libro sul cavolo & i designer| Il libro che sarà presentato l'11
Diego Chilò, designer di Sarcedo e appassionato di cucina|
 Il Pedevendo della Cantina Miotti|
 Il libro sul cavolo & i designer|
 Il libro che sarà presentato l'11
Diego Chilò, designer di Sarcedo e appassionato di cucina| Il Pedevendo della Cantina Miotti| Il libro sul cavolo & i designer| Il libro che sarà presentato l'11

Zucchine fritte e Pedevendo. Un connubio semplicissimo ed estremamente gustoso, dove la croccantezza delle verdure pastellate si incontra con la freschezza leggermente frizzante del Pedevendo, un vino bianco realizzato con la rarissima uva “pedevenda” a firma dell'azienda Firmino Miotti di Breganze. La scelta di questo vino non è casuale, poiché l'aspetto paglierino con riflessi verdolini, ben si attaglia al colore e alla forma delle verdure. I profumi di frutta fresca, uniti all'abboccato leggermente acido, sostengono con ritmo la frittura. Il piatto di zucchine, invece, è una proposta del design Diego Chilò per il libro “Cavolo che Design”, dove 70 architetti e creativi si mettono in gioco, svelandosi nelle loro ricette preferite e raccontandole graficamente. Chilò, vicentino di Sarcedo, classe 1957 partecipa già da tre anni a questo percorso di gusto e di creatività, nato dalla collaborazione tra Ottagono e Gaggenau per l'Editrice Compositori.
Tant'è vero che, appena archiviato un lavoro, è uscito un altro libro: “Stuzzicati dal design”. I magnifici settanta, tra cui anche Chilò, propongono altrettanti antipasti e stuzzichini. L'introduzione è firmata da Sara Porro. In questo volume, che sarà presentato venerdì 11 a Breganze al bar locanda Rosabianca, dall'autore e da Antonio Di Lorenzo, Chilò presenta una polenta calda con salame cotto alla griglia e cren. Le sue ricette seguono un filo logico fatto di memoria e di progettualità e condensano nel racconto anche visivo dei piatti, il modo abituale di presentare i progetti alle aziende con cui lavora.
Il tema monografico del primo libro dà spazio alla fantasia armoniosa dei colori accesi, delle forme regolari seppure a mano libera, svelando al tempo stesso caratteristiche peculiari della personalità di Diego Chilò, della sua gioia di vivere, della sua passione per il mondo e della vita che lo anima. E, insieme, il suo modo di progettare. La zucchina è tagliata per scoprirne le geometrie interne, i segreti: il “disegno” della verdura affascina, ancora a crudo, e intanto interpreta la voce narrante di una cultura dei segni che passa attraverso i sapori e li reinventa. L'approccio al cibo, rappresentato come mezzo di espressione artistica, viene rimarcato anche nelle esperienze culinarie di Chilò, descritte nei due libri precedenti della medesima Casa Editrice, attraverso le quali percorre un cammino che lo porta a raccontare il suo mondo e il suo modo di vivere la realtà, anche fisica. Il primo dei due piatti presentati (coniglio e polenta) rimarca la tipica tradizione veneta. La seconda ricetta, invece - crema di asparagi di Bassano - sottolinea con forza espressiva la fisicità degli asparagi, attraverso forme e colori ben evidenziati. Le opere artistiche Chilò sono legate a nomi-chiave dell'arredamento e del contract italiano, passando per il complemento d'arredo. Andromeda, Disegnoluce, Onluce, Arcom, Panzeri, Sirrah, tanto per citarne alcuni, e soprattutto Venini.

Denise Battistin