Bloomsday
nel nome
di Joyce

ITINERARI. In Irlanda, con centro a Dublino, ma anche in altri luoghi del mondo sabato 16 si festeggia lo scrittore. È il giorno in cui si svolgono  le vicende del romanzo “Ulisse”: lo rievocano figuranti in costume, letture e forum. Anche a Trieste
Figuranti a Dublino
Figuranti a Dublino
Figuranti a Dublino
Figuranti a Dublino

Il 16 giugno 1904 lo scrittore irlandese James Joyce uscì per la prima volta con una cameriera di Galway, una certa Nora Barnacle. Quell'incontro, una tranquilla passeggiata a Ringsend nell'est di Dublino, avrà la sua buona fortuna per l'uomo e Nora diventerà sua moglie.
Coincidenza vuole che sempre nell'arco dello stesso 16 giugno 1904 si svolgano le vicende raccontate nel suo romanzo più noto “Ulisse” (1922) che hanno per protagonista Leopold Bloom. Questi è un piccolo borghese ebreo di cui, tramite il “flusso di coscienza” di pensieri e riflessioni sulla condizione umana e la morte, scopriamo l'abitudinaria esistenza fatta di lavoro, l'infedeltà della moglie, pub, passeggiate e un inaspettato incontro con l'aspirante poeta Stephen Dedalus. Ancora oggi il 16 giugno è il giorno di Bloom, il “Bloomsday”, ed è la ricorrenza in cui in Irlanda ma anche in molte parti del mondo si commemorano Joyce e gli eventi, luoghi e personaggi dei suoi libri.
L'Italia non dimentica l'anniversario e a ben ragione, perché Joyce qui ci ha trascorso parecchi anni, specie a Trieste. «Joyce è rimasto a Trieste dal 1904 al 1911 e poi vi è ritornato nel 1920 –spiega Riccardo Cepach, responsabile del “Museo Joyce” di Trieste – Quando giunse qui trovò una città aperta, multietnica e con tante culture, a differenza di Dublino che era chiusa, monoculturale e cattolica». E non solo: «Diventò amico di Italo Svevo, figura importantissima per Trieste con cui iniziò una proficua amicizia –aggiunge Eugenia Fenzi, portavoce del Comune di Trieste– Joyce entrò perfettamente nel “modus vivendi” di Trieste integrandosi nella vita cittadina e frequentando osterie, pub e bordelli». Ecco perché allora è in questa città che più che altrove in Italia il Bloomsday è sentito, anche se non mancano altre iniziative sparse per la penisola. Tra le proposte più interessanti di Trieste previste, naturalmente, per sabato 16 e consultabili su www.museojoycetrieste.it, alle 11 al Museo Sartorio, si terrà la conferenza “Ulisse in mezz'ora”.
Lo studioso joyciano John McCourt promette di raccontare in trenta minuti il romanzo nonostante la complessità e densità di riferimenti letterari, storici e culturali. A seguire, si terrà la presentazione del volume “Zois in Nighttown” che racconta la figura della prostituta nell'opera letteraria di Joyce ben legata alla vita del tempo a Trieste, città vivace e cosmopolita, dove erano molto frequentati postriboli e ritrovi popolari.
Altro evento da segnalare è alle 21 all'Orto Lapidario, il “James Joyce a Trieste. Quando el mulo Zois parlava in triestin”. Si tratta di una singolare lettura-spettacolo in cui i partecipanti potranno ascoltare il flusso di coscienza di Bloom in dialetto triestino, lingua che curiosamente era ben parlata dalla famiglia Joyce. Ma per chi ama particolarmente Joyce e si può permettere il lusso di un breve soggiorno all'estero, l'ideale è recarsi a Dublino. Qui il Bloomsday, festa laica in tutta l'Irlanda, è l'occasione per riscoprire i luoghi dove l'Ulisse è stato ambientato grazie alle iniziative che partiranno già questa domenica (l'elenco completo si trova su www.jamesjoyce.ie). «Molte persone cercano di seguire gli eventi che accadono nel romanzo, visitando luoghi nella città associati ad episodi particolari nel libro - commenta James Quin, del “James Joyce Centre” di Dublino - Il primo Bloomsday in Irlanda fu celebrato nel 1954».
Ad esempio, nel giro in bici che partirà domenica alle 10 dall'Isaac's Hostel, si potranno ripercorrere i posti dove sono stati ambientati “Gente di Dublino” e “La veglia per Finnegan”, anche se non mancano altri tour guidati a piedi da martedì a sabato. Per chi ama le melodie della musica irlandese, dal lunedì al venerdì all'una c'è l'appuntamento con “Canzoni di Joyce: canzoni irlandesi dai lavori di James Joyce” alla Newman House. E non è finita qui, perché fino al 23 giugno al Temple Bar, vivace quartiere di Dublino, avranno luogo spettacoli, film e musical ispirati proprio ai libri di Joyce.
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Dario Cariolato