Aringa afffumicata, cipolle acini d'uva e frutti di bosco

IL PIATTO. Sarà presentato domani al Ca' takea di Romano d'Ezzelino
L'aringa affumicata su una salsa di frutti di bosco, con cipolla e acini d'uva, olio e prezzemolo|
 Sandro Maino e Luisa Leoni del Ca' Takea di Romano d'Ezzelino
L'aringa affumicata su una salsa di frutti di bosco, con cipolla e acini d'uva, olio e prezzemolo| Sandro Maino e Luisa Leoni del Ca' Takea di Romano d'Ezzelino
L'aringa affumicata su una salsa di frutti di bosco, con cipolla e acini d'uva, olio e prezzemolo|
 Sandro Maino e Luisa Leoni del Ca' Takea di Romano d'Ezzelino
L'aringa affumicata su una salsa di frutti di bosco, con cipolla e acini d'uva, olio e prezzemolo| Sandro Maino e Luisa Leoni del Ca' Takea di Romano d'Ezzelino

Domani sera al Ca' Takea di Romano d'Ezzelino, locale di Luisa Leoni, in occasione della presentazione del dvd della “Paltan blues band”, il cuoco Sandro Maino tra gli altri ha preparato un piatto simpatico a base di aringa affumicata. Com'è noto l'aringa in dialetto è indicata come “renga” e il piatto appare in tema con il lavoro del gruppo, che si intitola “Ciapa sta renga”. Il piatto è una rivisitazione dell'aringa su un letto di frutti di bosco e salsa di olio e prezzemolo. Il tutto è guarnito con acini d'uva e cipolla rossa.
L'aringa è uno dei cibi tradizionali non solo nel Vicentino.
Per testimoniare la povertà si diceva che una “renga”, nientemeno che un'aringa, cibo di magro per eccellenza della gente di terraferma veneta, dovesse bastare in talune famiglie come companatico addirittura per tutta la quaresima. Forse è eccessiva, però questa “renga”, comperata all'inizio della Quaresima, veniva attaccata ad una trave della cucina e, ad ogni pasto, i componenti della famiglia, la toccavano con la propria fetta di polenta o di pane, contenti di quel vago sapore che vi restava attaccato.