l'INTERVISTA

A Casa Athesis si parla di trasformazione e formazione digitale: «Non esistono gap generazionali con la formazione continua»

A Casa Athesis con Assintel
A Casa Athesis con Assintel
Casa Athesis, diretta Palazzetti e Candiotto

A Casa Athesis all'interno di Job & Orienta si parla di digitale con Roberto Palazzetti, imprenditore e  vicepresidente Assintel, e  Roberto Candiotto, docente dell'università del Piemonte orientale (Upo).

Palazzetti: «Negli ultimi anni è passata l'idea che l'open source è qualcosa di gratuito, in realtà è un modello di business che prevede una customizzazione per il cliente. Le imprese che si occupano di digitale sanno che l'open source è la nuova miniera d'oro. Come al solito noi italiani arriviamo sempre dopo ma abbiamo il vantaggio di essere piccole realtà, quindi piccole e veloci e l'open source può dare il vero vantaggio.»

«La curiosità non deve mancare ai giovani. E dalla curiosità alla profondità, i giovani devono avere il coraggio di vedere cosa c'è sotto e questo l'open source te lo permette. Da imprenditore dico ai giovani che le imprese cercano portatori di idee e di persone curiose e l'imprenditore sempre più deve essere un coach, un tutor, dobbiamo allenare questi giovani con la palestra dell'opens source dove le imprese fanno business»

Candiotto: «L'open source è un vantaggio per affinare le competenze. Individuando alcune macro aree che competono a molte aziende. Siccome qualsiasi attività dell'uomo è azienda, tutte le cose da fare devono avere un modello organizzativo, agire sui processi, sviluppare competenze specifiche. Quindi il nostro percorso formativo è un percorso a tutto tondo per lo sviluppo dell'open source all'interno.»

«Per riuscire ci vuole talento e molta passione. Io penso che gap generazionali non esistano più, io sono nato con il calamaio ma questo non mi ha mai sconvolto. È un problema di passione, è solo questione di preparare percorsi formativi per oggi e per domani perché la formazione deve essere continua. Per tutte le età, non vedo gap, ma solo possibilità di coprire questi gap»

Giorgia Cozzolino