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06.04.2016

Uccisa dall’ex fidanzato
che poi tenta il suicidio
Era mamma di tre figli

La villetta di via Pertini a Poiana di Granfion di Grisignano, teatro dell’omicidio. FOTOSERVIZIO COLORFOTO
La villetta di via Pertini a Poiana di Granfion di Grisignano, teatro dell’omicidio. FOTOSERVIZIO COLORFOTO

Valentino Gonzato

Paolo Mutterle

GRISIGNANO DI ZOCCO

Li hanno trovati abbracciati: lei morta da alcune ore con un pugnale piantato nella schiena; lui svenuto dopo aver assunto una dose massiccia di farmaci. Monica De Rossi, agente immobiliare di 47 anni e madre di tre figli, giaceva tra le braccia del suo assassino, Davide Tomasi, 37 anni, di Grumolo delle Abbadesse, sul pavimento di una villetta in vendita in via Pertini a Poiana di Granfion, frazione di Grisignano. A scoprirli, attorno alle 20.50 di lunedì, sono state le forze dell’ordine, allertate dai vicini. Tomasi è stato soccorso e trasportato in ospedale, dove è piantonato in stato di arresto con l’accusa di omicidio aggravato dalla premeditazione.

LA TRAPPOLA. Tra i due c’era stata una relazione sentimentale, interrotta all’inizio dello scorso agosto per decisione della donna, che abitava a Grisignano in via Ungaretti assieme ai due figli più giovani. Tomasi, però, non aveva mai accettato la fine del rapporto e continuava a sommergere la ex di messaggi e attenzioni. Lei non vedeva quelle lusinghe e quei regali come una minaccia. Lunedì Tomasi l’aveva trascinata in via Pertini con l’inganno: le aveva detto che era interessato a comprare casa e le aveva chiesto un appuntamento per visitare quella villetta arancione su due piani. Si erano incontrati intorno alle 11.30 fuori dall’abitazione, dove avevano lasciato le rispettive auto: lui era arrivato a bordo di una Peugeot 407, lei al volante di una Volkswagen Polo. Non poteva immaginare che il “cliente” avesse con sé un coltello da combattimento militare, con una lama di diversi centimetri.

L’OMICIDIO. Secondo la prima ricostruzione, De Rossi e Tomasi hanno varcato il cancello della villetta e sono subito saliti al primo piano. Forse lui ha cercato per l’ennesima volta di convincere l’ex fidanzata a riallacciare il rapporto e, vistosi respinto, ha deciso di mettere fine alla vita dell’agente immobiliare. L’aggressione è cominciata all’interno del bagno e poi terminata in un’altra stanza, come testimoniano le tracce di sangue rinvenute nell’abitazione. La vittima avrebbe cercato di difendersi, ma il suo assalitore, robusto e ben allenato fisicamente, era più forte e per di più armato. La donna è stata raggiunta da un fendente alla schiena che non le ha lasciato scampo. Intorno alle 16.20, Tomasi è stato visto dai vicini uscire, raggiungere l’auto e bere qualcosa. Poi è rientrato e, a distanza di ore, si è iniettato alcune dosi di insulina e ha ingerito un ansiolitico. Quindi si è accasciato sopra al cadavere.

LA SCOPERTA. L’allarme è stato dato solo in serata, quando alcuni vicini di casa, insospettiti dalle auto ancora parcheggiate davanti alla villetta, hanno chiamato il proprietario, Otello Ancona, imprenditore padovano di 65 anni. L’impresario sapeva della visita programmata per la mattina. Ha provato a contattare la venditrice, invano, perché il cellulare squillava a vuoto. Ha quindi deciso di andare fino a Poiana, dove è arrivato alle 20.30. Entrato nell’abitazione, ha visto la scia di sangue al primo piano e ha trovato la camera chiusa a chiave. A quel punto, è partito l’allarme alle forze dell’ordine, che sono intervenute in forze in via Pertini prima delle 21.

IL MOVENTE. Ancona ha provato per l’ennesima volta a rintracciare al telefono De Rossi e si è accorto che il cellulare della donna squillava dall’altra parte della porta. Gli investigatori l’hanno aperta e si sono trovati di fronte i corpi dei due ex fidanzati in mezzo a una chiazza di sangue. Secondo il medico legale, il decesso della vittima risalirebbe alle 15, ma per le forze dell’ordine potrebbe essere avvenuto qualche ora prima. Tomasi è stato rianimato dal Suem, che gli ha iniettato un antidoto. Una volta fuori pericolo, è stato ricoverato al San Bortolo, come disposto dal pubblico ministero Claudia Brunino.

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