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14.04.2017

Uccisa dal marito
La bimba di 3 anni
«Dov'è mamma?»

Mirko Righetto e la vittima, Nidia Lucia Loza Rodriguez
Mirko Righetto e la vittima, Nidia Lucia Loza Rodriguez

CAMISANO. Non era la prima volta che Mirko Righetto, 47 anni, metteva le mani addosso alla moglie, Nidia Lucia Loza Rodriguez, 37 anni.

 

Il polso rotto. Era già successo nell’aprile del 2012 a Piazzola sul Brenta in provincia di Padova. All’epoca i due erano ancora fidanzati. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, durante un litigio particolarmente violento, il vicentino aveva strattonato l’amata talmente forte da romperle un polso. Lei era finita al pronto soccorso, ma poi non aveva segnalato l’accaduto ai militari. Che, però, avevano potuto denunciare d’ufficio l’imprenditore vicentino per lesioni, perché la prognosi riportata dalla vittima era superiore ai 21 giorni. È questo l’unico verbale che testimonia una precedente aggressione da parte del marito alla donna di origini colombiane che l’altra notte è stata uccisa tra le mura della villetta al civico numero 62 di via Alpini, a Camisano. Un episodio accaduto esattamente un lustro fa. 


Gli ultimi mesi. Negli ultimi mesi i litigi erano diventati più frequenti, tant'è che i carabinieri della stazione di Camisano erano dovuti intervenire due volte nell’abitazione della coppia. In entrambi i casi era stata Nidia Lucia ad afferrare il telefono per comporre il 112. Pare che Righetto, fuori di sé per la rabbia, arrivasse perfino a minacciarla. Mai, però, le aveva urlato contro che l’avrebbe uccisa. La pattuglia riportava la calma tra le mura domestiche, ma poi la donna preferiva non presentarsi in caserma il giorno seguente per denunciare l’accaduto.

 

La figlia di 3 anni. Una tragica vicenda nella quale ci sono due vittime. La prima è Nidia Lucia Loza Rodriguez, uccisa dalla persona con la quale aveva vissuto negli ultimi 12 anni. La seconda è la figlia della coppia, che ha appena 3 anni e che da ieri è orfana della mamma e dovrà crescere senza poterla più riabbracciare. Ieri mattina la piccola si è svegliata a casa della nonna, anche se la sera precedente si era addormentata nel lettino della sua cameretta, al primo piano della villetta in via Alpini. Una notte di tragedia e sangue, mentre lei dormiva nel suo letto al piano superiore della villetta di via Alpini. Non aveva sentito nulla, fortunatamente, di quello che succedeva al piano di sotto. Non aveva riaperto i suoi occhietti nemmeno quando la nonna era andata a prenderla e l'aveva tenuta in braccio. A chiamare la nonna è stato proprio il padre della bambina, pochi minuti dopo aver ucciso la moglie. Ieri la bimba è stata con la nonna, ma non ha potuto vedere la mamma: non la rivedrà più. Ma il primo pensiero di una bambina di quell'età resta rivolto alla persona che l'ha portata in grembo per nove mesi. «E la mamma?». Una domanda normale per una bimba, alla quale non è dato sapere quale risposta abbiano dato o daranno la nonna e lo zio paterno. Ma c'è pure un altro quesito al quale andrà data una risposta altrettanto difficile. La piccola chiederà anche del suo papà. 


 

Valentino Gonzato
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