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12.09.2018

Truffati 3 mila
risparmiatori
Sei in manette

Operazione della guardia di finanza
Operazione della guardia di finanza

VICENZA/PORTOGRUARO. La guardia di finanza di Portogruaro, al termine di un’indagine durata alcuni mesi, ha scoperto un’organizzazione dedita all'abusivismo finanziario in Veneto e Friuli Venezia Giulia, che ha truffato tre mila risparmiatori, con perdite in alcuni casi elevate.

Coordinati dalla procura di Pordenone, i militari hanno portato in carcere il capobanda - Fabio Gaiatto, 44 anni, di Portogruaro -, e ai domiciliari altre cinque persone. Fra di loro anche Giulio Benvenuti, 32 anni, del centro storico di Vicenza.

L’organizzazione avrebbe raccolto tra il 2016 e il 2018 72,3 milioni di euro, e solo 28,9 milioni di euro sarebbero stati restituiti agli investitori. Sono stati sequestrati beni e disponibilità degli indagati per 47 milioni di euro.

 

Dalle indagini è emerso che il meccanismo di truffa verteva nell’offerta di investimenti del mercato Forex a elevato e immediato rendimento. I capitali raccolti abusivamente invece di essere investiti venivano in parte utilizzati per remunerare i primi investitori, così da consolidare la credibilità dell’operazione, per alimentare l’architrave della truffa, e in parte dirottati in conti correnti italiani e stranieri degli indagati. Per questa ragione, la somma di 28,9 milioni di euro è stata effettivamente liquidata agli investitori, che l’hanno così potuta recuperare. 

Per rassicurare i clienti era anche stato creato un sito internet, accessibile unicamente con credenziali personali, nel quale venivano divulgati dati artefatti circa i rendimenti che l’operazione finanziaria continuava a garantire. Il sodalizio criminale si è anche avvalso di società estere con sedi in Slovenia, Croazia e Gran Bretagna grazie alle quali è stato aggirato il divieto all’esercizio di raccolta finanziaria già imposto dalla Consob nel 2016 all’uomo considerato l’artefice del sodalizio e a una sua società italiana.

I proventi delle attività illecite sono stati riciclati dai principali indagati attraverso l’acquisto di immobili in Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna per un valore di 3,7 milioni di euro, che ieri sono state sequestrati.

D.N.
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