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11.04.2016

Segna tre gol
in ricordo
della madre uccisa

Uno striscione uguale a questo è apparso ieri sulle tribune dello stadio di Grumolo
Uno striscione uguale a questo è apparso ieri sulle tribune dello stadio di Grumolo

Il figlio sedicenne di Monica De Rossi, assassinata lunedì scorso da Davide Tomasi, ieri mattina, nel corso della partita giocata dalla sua squadra di calcio del Grumolo (che milita nel campionato provinciale Allievi) ha messo a segno una tripletta. Tre gol che il ragazzo ha dedicato alla mamma. L’incontro è finito 10-0, mentre all’andata la vittoria (sempre del Grumolo) aveva fatto segnare un punteggio ben più tirato: 2-1. «Questo - racconta un dirigente della squadra - a testimoniare il fatto che quella di oggi (ieri per chi legge ndr) è stata una partita speciale. Per tutti. Per chi ha dovuto subire un lutto tanto grande, ma anche per i suoi compagni che in questi giorni si sono tutti stretti attorno a lui per cercare di dargli sostegno».

UNA PARTITA PARTICOLARE. Quella giocata ieri dagli Allievi del Grumolo è stata una partita particolare. Ma non solo per i giovani calciatori. Perché anche i loro genitori e i dirigenti della società hanno avvertito un clima diverso rispetto a quello delle altre domeniche. E di certo sarebbe stato difficile pensare il contrario dopo quanto accaduto solo otto giorni fa. Monica De Rossi era infatti una mamma sempre presente. Sempre pronta e felice di seguire il figlio, anche dal punto di vista sportivo. Non mancava mai alle partite. E per questo, ieri, è stata ricordata intensamente sugli spalti, dove è stato esposto lo striscione “Monica Vive” (lo stesso portato dai giovani atleti del Grumolo anche per il funerale) ma ancor di più in campo. Dove il figlio le ha dedicato i tre gol messi a segno (il primo su calcio di rigore ha sbloccato il risultato) e tutti gli altri suoi compagni lo hanno seguito fornendo una prestazione super. Anche perché l’avversario che avevano di fronte, come dimostra il risultato dell’andata, era tutt’altro che uno sparring partner arrendevole.

LE INDAGINI. Nel frattempo stanno continuando le indagini da parte degli inquirenti, coordinati dal pubblico ministero Claudia Brunino, non tanto per arrivare a definire il colpevole del delitto di Monica (Davide Tomasi lo ha infatti confessato una volta arrivato all’ospedale) quanto per accertare con chiarezza tutti i contorni della vicenda. In particolare i momenti che hanno preceduto e seguito l’omicidio della donna. Il killer è stato accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione. Venerdì, dal reparto di Psichiatria del San Bortolo, è stato trasferito al San Pio X, in infermeria. I medici e il personale della struttura carceraria lo stanno tenendo costantemente monitorato, visto che considerano ancora alto il tentativo di suicidio. Tomasi, 37 anni, giovedì, davanti al giudice per le indagini preliminari, Roberto Venditti, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, si era avvalso della facoltà di non rispondere. Il gip aveva quindi convalidato l’arresto.

Matteo Bernardini
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