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13.09.2018

Scuole materne
scoppia il caos
sui vaccini

Un bambino mentre viene vaccinato da un pediatra. ARCHIVIO
Un bambino mentre viene vaccinato da un pediatra. ARCHIVIO

VICENZA. «Non credo sia giusto che mia figlia perda il suo primo giorno di scuola materna a causa di un caos burocratico». La vicenda a cui fa riferimento la mamma, che ieri mattina non ha potuto accompagnare in classe la sua bimba di quattro anni, è quello relativo all’obbligo vaccinale visto che lunedì, a due giorni dal debutto scolastico per molti bambini, a casa di diverse famiglie è arrivata una lettera da parte del Settore servizi scolastici ed educativi del Comune che riporta come «il minore, sulla base dell’anagrafe vaccinale regionale, alla data odierna, “non risulta in regola con gli obblighi vaccinali”» comunicando dunque «l’esclusione dall’accesso scolastico». 

 

Un messaggio standard che fa emergere diversi casi analoghi in cui le famiglie hanno iniziato l’iter dei vaccini, come prescrive la legge, ma non risultano in regola con tutti i richiami. Da qui, dunque, la circolare comunale dei cui effetti, però, l’amministrazione di Palazzo Trissino non si riterrebbe responsabile rimandando la palla sul terreno dell’Ulss 8 che, appunto, gestisce la speciale anagrafe.

 

Sta di fatto che di rimpallo in rimpallo, ieri mattina, diversi bambini non sono entrati in classe. 
«Mia figlia ieri mattina non ha potuto farlo - conferma Stefano, papà di una bambina di 4 anni regolarmente iscritta a una scuola materna comunale -. E questo perché non risulta in regola con i richiami vaccinali. Anche noi abbiamo ricevuto la lettera del Comune. Un messaggio chiaro che esclude chi non è allineato con tutti i richiami. Però la mia non è una famiglia “No vax”; quando i vaccini, nella nostra regione, sono diventati obbligatori noi li abbiamo fatti tutti. Da luglio 2017 ci siamo allineati alle disposizioni di legge, ora mancano, appunto, i richiami».

 

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