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09.02.2019

Salvini e Di Maio
«I truffati avranno
i soldi. Presto»

VICENZA. Ore 12.50 L'incontro è terminato. Salvini e Di Maio stanno lasciando il Centro sport Palladio. Salvini sarà comunque in Fiera, a Hit Show, nel primo pomeriggio.

 

IL COMMENTO DI LUIGI UGONE

 

 

Ore 10.45  Si sono scambiati un bacio e un abbraccio Matteo Salvini e Luigi di Maio stamane al loro arrivo al convegno delle associazioni dei risparmiatori truffati dalle banche, a Vicenza. I due vice premier si sono incontrati sul parket del Centro sportivo Palladio, e prima di salire sul palco si sono salutati calorosamente. 

«Siamo qua da otto mesi, c’erano a bilancio 150 milioni, adesso c’è un miliardo e mezzo. Vedremo di far veloce». Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini,  a proposito dei tempi di risarcimento. Il contatto con i truffati, ha proseguito, «mi dà una forza incredibile, si può sempre migliorare ma la gente vera, al di là di qualche polemica di qualche esponente della sinistra, mi dà un’energia incredibile». 

 

INTERVISTA A MATTEO SALVINI

 

 

«Noi abbiamo messo nella legge di bilancio i soldi a fine anno, siamo al 9 febbraio, questa è la settimana in cui si scrivono i decreti e si erogano i soldi». Lo ha affermato il vicepremier Luigi Di Maio, a margine dell’assemblea degli ex soci di Banca popolare Vicenza. «Sappiamo - ha aggiunto Di Maio - che ci sono resistenze dell’Unione europea: ce ne faremo una ragione. Questa gente ha diritto ai suoi soldi. Sono i loro, non sono di qualcun altro. Hanno ragione, è passato tanto tempo ma in otto mesi e mezzo abbiamo fatto quel che gli altri non avevano fatto per anni». 

I risarcimenti ai soci della Banca Popolare di Vicenza «verranno erogati direttamente, senza che queste persone si debbano impegnare o spendere altri soldi in cause. Questa è la cosa importante. Nessun arbitrato, nessun contenzioso. Noi come Governo erogheremo quei soldi». Lo ha detto ai giornalisti il vicepremier Luigi Di Maio, prima dell’assemblea degli ex soci di BpVi. «È chiaro - ha aggiunto - che hanno aspettato tanto, ma è arrivato il momento di risarcirli».

«Per Bankitalia serve discontinuità - ha aggiunto Di Maio non possiamo pensare di confermare le stesse persone che sono state nel direttorio di Bankitalia, se pensiamo a tutto quel che è accaduto in questi anni».  «Queste persone - ha proseguito, riferendosi agli ex soci di Banca Popolare di Vicenza - sono state prese in giro dalla politica che non ha controllato, così come pure dalle istituzioni di controllo e dalle stesse banche. Siamo uno Stato sovrano che, come dice la Costituzione difende il risparmio, e non difende le banche». 

«Gianluigi Paragone sarà presidente della Commissione d’inchiesta sulle banche» ha concluso. 

 

 

«Molti mi dicono mettili in galera. Io non faccio il giudice, ma spero che la magistratura faccia il suo corso e che ci siano truffatori che finiranno in galera per tanto tempo - ha considerato Salvini  -. Ma non dipende da me. Dipende da me aver messo a disposizione un miliardo e mezzo per i risarcimenti. È già importante dare fiducia a queste persone che avevano perso qualsiasi speranza e ora la stanno recuperando. Noi tiriamo dritto con questo miliardo e mezzo. Se all’Europa va bene, sennò all’Europa andrà bene lo stesso. Questa gente - ha concluso - merita rispetto». 

 

Salvini sull'immigrazione: «Sull'immigrazione abbiamo fatto da soli, se no di immigrati ne sarebbero arrivati migliaia».

 

Ore 10.30 Arrivato anche il vicepremier Di Maio.  Non me ne frega niente dell’Unione Europea, doveva vigilare e non l’ha fatto, noi siamo qua per metterci i soldi». Lo ha affermato il vicepremier Luigi Di Maio, giunto a Vicenza per l’assemblea degli ex soci della banca Popolare di Vicenza.

 

IL VIDEO DELL'ARRIVO DI DI MAIO 

 

Ore 10.15 Il vicepremier ministro dell’Interno, Matteo Salvini, accompagnato dal presidente del Veneto Luca Zaia, è giunto al Centro Sport Palladio di Vicenza, ospite dell’assemblea nazionale dell’associazione «Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza e in Veneto Banca», con gli ex soci dell’istituto berico. È atteso anche l’arrivo dell’altro vicepremier, Luigi Di Maio. Palazzetto dello sport pieno oltre misura (1.200 quelli che sono riusciti a entrare), tanto che gli organizzatori sono stati costretti a lasciar fuori moltissimi ex azionisti. Imponente il servizio di sicurezza delle forze dell’ordine che hanno Circoscritto la zona, con un off limits alle vetture di 300 metri.

 

IL VIDEO DELL'ARRIVO DI SALVINI 

 

Ore 9.10 Aperte le porte del centro sport Palladio dove, alle 10, è in programma la manifestazione organizzata da associazioni dei risparmiatori veneti danneggiati dal crac della banche popolari, con la presenza dei vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

 

GUARDA IL VIDEO 

 

NOI CHE CREDEVAMO NELLA BPVI 

 

Parleranno entrambi stamattina, davanti alla stessa platea, quella composta da una parte dei risparmiatori che hanno perso i soldi per colpa dei crac bancari, e nello stesso posto, il Centro sport Palladio. Ma lo faranno in due momenti diversi. Alle 10.30 la scena sarà tutta per Matteo Salvini, alle 11.30 per Luigi Di Maio. I due vicepremier, in duello permanente, arrivano in città nel momento di massima distanza e difficoltà.  Verranno a dire ai risparmiatori che nonostante l’Europa cattiva, che ha dettato l’altolà ai soldi per i risarcimenti visto che la formulazione scelta dall’esecutivo li trasforma in aiuti di Stato, troveranno il modo di rimborsarli comunque. Un gesto di attenzione, per alcuni. Una passerella elettorale che fa gioco in vista delle elezioni, per altri. In ogni caso, entrambi ci saranno. Ma non è detto che si incroceranno.  Le zone attorno al Centro sport Palladio e alla Fiera, ma anche l’area limitrofa alla sede provinciale della Lega, saranno blindate. Senza dimenticare che al Menti si giocherà la partita contro la capolista Pordenone. Il dispositivo messo in campo dalla questura prevede un cordone di sicurezza imponente per garantire che le visite del ministro dell’Interno Matteo Salvini e quello dello Sviluppo economico Luigi Di Maio si svolgano senza problemi di ordine pubblico.

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