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14.11.2017

Popolari Venete
Renzi contestato
«Messo la faccia»

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THIENE ore 11. Su Banche Venete «serve la creazione di un fondo, anche in questa legge di bilancio, per i risparmiatori truffati». Così il segretario del Pd, Matteo Renzi, arrivando al mobilificio Estel di Thiene, nella prima tappa nel suo tour in treno "Destinazione Italia" nel nord del Paese. L’ex premier è stato accolto da una ventina di manifestanti, ex risparmiatori della Banca popolare di Vicenza. «Sulle banche non ho nessuna difficoltà a parlare, perché ci ho messo la faccia sulla riforma delle popolari, che ha permesso di far emerge tutte le schifezze fatte su questo territorio dai vostri banchieri e manager aiutati da Bankitalia e Consob, che non hanno vigilato, e in parte anche dalla politica». Lo ha detto il segretario del Pd, Matteo Renzi, andando a parlare con alcuni risparmiatori di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, che lo avevano contestato al suo arrivo all’azienda Estel di Thiene.

«Pd il risparmio rubato va ridato, saremo il tuo incubo», «Governo Pd hai rubato i nostri risparmi ti ringrazieremo al voto», «Renzi Pinocchio» sono alcune scritte sui cartelli dei dimostranti che hanno fischiato contro Renzi. Presenti anche quattro mamme ’no vax’ ch hanno scandito lo slogan contro il decreto vaccini: «I nostri figli non sono il vostro business», «libertà di scelta».

 

ore 6 La visita in un’azienda modello, la Estel di Thiene, l’incontro con una rappresentanza dei comitati no-Pfas e il faccia a faccia con una delegazione di lavoratori della Lovato Gas. Il treno di Matteo Renzi arriva oggi a Vicenza, tappa del tour “Destinazione Italia”, e per il segretario del Partito democratico sarà una giornata all’insegna dei temi economici ed ambientali. In agenda gioie e dolori della vicentinità, prima di ripartire alla volta di Verona e del Trentino Alto Adige.

 

IL CLIMA. Sono giorni convulsi per il leader democratico, alle prese con le spine interne al suo partito e ai non lineari rapporti con i potenziali alleati alla sua sinistra. Proprio ieri dalla direzione nazionale del Pd Renzi ha lanciato un appello all’unità in vista delle elezioni, senza la quale il centrosinistra rischia un tonfo clamoroso, anche in virtù del meccanismo di attribuzione dei seggi previsto dalla nuova legge elettorale che reintroduce, per un terzo, i collegi uninominali a vocazione maggioritaria. E proprio la nuova legge elettorale, sondaggi alla mano, potrebbe tratteggiare un Nord Italia a tinte blu-centrodestra come ai tempi del Mattarellum. La tappa vicentina del treno di Renzi si arricchisce anche di questa sfumatura: se l’intento dichiarato dal tour “Destinazione Italia” è «incontrare e ascoltare le persone vere, lontane dal chiacchiericcio di tutti i giorni del palazzo», il tuffo a Vicenza e provincia è quanto di più forte il menù possa offrire. Ne sa qualcosa lo stesso Renzi che, pochi fa a Treviso, era stato bersaglio di contestazioni di un gruppo di risparmiatori di Veneto Banca. Qui, con il caso BpVi che tiene banco, non è escluso uno scenario analogo.

 

LE TAPPE. Ciò che è certo è che Renzi inizierà la sua tappa vicentina da Thiene, dove in mattinata visiterà la sede della Estel Group. Lì tra l’altro dovrebbe incontrare anche Andrea Stella, l’imprenditore che ha fatto della lotta per i diritti delle persone disabili una missione di vita, dopo il dramma che lo ha coinvolto e al quale ha risposto e reagito con coraggio esemplare. Davanti all'azienda, questa mattina, qualche decina di contestatori: genitori no-vax e risparmiatori della BpVi. Dopo la tappa thienese, l’ex premier raggiungerà la stazione di Vicenza dove incontrerà, sul treno, una delegazione di mamme no-Pfas e una di lavoratori della Lovato Gas, l’azienda vicentina che ha pianificato una delocalizzazione che lascerebbe senza lavoro 90 dipendenti, questione che è già finita sul tavolo del ministero del Lavoro.

 

L’APPELLO. Poi, prima della partenza per Verona, dove è previsto un incontro con la cooperativa Progetto Quid, c’è chi vorrebbe cogliere l’occasione per lanciare un appello al “suo” segretario di partito: si tratta di Giovanni Rolando, responsabile regionale della corrente ReteDem, che proverà «a consegnargli una lettera» con la quale intende chiedere al partito che «siano organizzate le primarie per la scelta dei candidati al Parlamento, in vista delle prossime elezioni politiche». Così come «le primarie aperte sono valido strumento di indicazione e selezione del candidato sindaco», aggiunge Rolando, «altrettanto opportuno sarebbe organizzare primarie aperte per deputati e senatori». L’invito al leader del Pd è ad avere «coraggio: anche da qui passa l’autonomia politica e culturale. E civile».

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