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19.09.2017

Villa sequestrata
Denunciati in 14
per abuso edilizio

I sigilli messi dalla polizia ambientale e forestale al cantiere dove ci sarebbe un abuso edilizio
I sigilli messi dalla polizia ambientale e forestale al cantiere dove ci sarebbe un abuso edilizio

Avrebbe dovuto essere un deposito attrezzi su fondo agricolo e si stava trasformando in una villa di oltre 1.200 metri cubi complessivi.

I militari del Nipaf di Vicenza, Nucleo investigativo di Polizia ambientale e forestale dei carabinieri, hanno sequestrato un immobile a Monteviale e denunciato 14 persone in seguito a una complessa indagine in materia di abusivismo edilizio e lottizzazioni abusive.

I sigilli sono scattati nei giorni scorsi all’edificio in fase di costruzione in via Tovazzi, dove sono visibili il piano interrato e i due piani abitativi superiori. Nell’area di cantiere infatti si stavano realizzando due piani fuori terra per 765 metri cubi e un piano interrato di 507 metri cubi, oltre ad una strada privata che avrebbe collegato l’abitazione alla Provinciale 36, al posto di quello che sarebbe dovuto essere semplicemente un deposito attrezzi per la conduzione di un fondo agricolo. I militari, indagini avviate circa due mesi fa, analizzando la documentazione agli atti dell’ufficio tecnico del Comune e raccogliendo notizie e testimonianze dalle persone informate sui fatti hanno ipotizzato che tutti i titoli autorizzativi concessi ai proprietari erano nulli in quanto basati su documentazione e dichiarazioni false, sia degli attuali e precedenti proprietari dell’immobile che dei tecnici che hanno seguito la fase progettuale. Quello che doveva essere nel 2009 un deposito attrezzi di 34 metri cubi, situato su un terreno di poco più di un ettaro, si sarebbe trasformato nel corso degli anni con i permessi a costruire prima nel progetto di un immobile di 400 metri cubi e nell’arco di quest’anno in una villa di oltre 1.200 metri cubi.

Per questo il Nipaf di Vicenza ha segnalato con diversi gradi di responsabilità, a seconda del ruolo avuto all’interno del procedimento, 14 persone tra proprietari precedenti e attuali, dal 2009 ad oggi; funzionari del Comune; assessore ed ex assessore all’urbanistica; dottori forestali e geometri istruttori della pratica per le ipotesi di reato di falsità ideologica in certificati commessa da persona esercente un servizio di pubblica necessità, di falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico, di uso di atto falso, di lottizzazione abusiva e attività edilizia in assenza di titolo autorizzativi validi. Ora la procura - l’indagine è coordinata dal pubblico ministero Sorvillo - attende la convalida del sequestro da parte del giudice: se confermato, in relazione al procedimento amministrativo, il Comune dovrà emettere un’ordinanza di abbattimento di quanto già edificato e il ripristino dei luoghi.

«Nel nostro mandato amministrativo per scelta politica abbiamo concesso con il Piano degli Interventi la trasformazione degli annessi rustici in abitazioni con una limitazione comunque nella cubatura – precisa l’ex assessore all’urbanistica Enrico Reginato – ma è stata una scelta condivisa con gli estensori del Pat e soprattutto dalla Regione Veneto, che ci ha accompagnato in tutti i passaggi, più volte. A maggio 2016 è cambiata l’Amministrazione e non conosco quindi il progetto presentato per la riconversione dell’annesso rustico di via Tovazzi. Finora comunque non ho ricevuto alcuna notifica in merito».

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