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12.05.2017

«Il sindaco ci ignora»
L’ira delle minoranze

La piazza di Monteviale, uno dei punti contestati dalla minoranza
La piazza di Monteviale, uno dei punti contestati dalla minoranza

“Risposte alle interpellanze in ritardo, mancata costituzione delle commissioni, documenti di consiglio consegnati a due ore dalla seduta. Noi vorremmo dare il nostro apporto ma così sindaco e maggioranza lo rendono difficile”.

A dirlo è Alessandro Trentin, capogruppo della civica di opposizione “Monteviale Rinasce”, che dopo aver ricevuto la risposta all’interpellanza sulla mancata costituzione delle commissioni consiliari permanenti ad aprile, a oltre tre mesi dalla presentazione «il tempo previsto sarebbe di 30 giorni», precisa, non ci sta e spiega.

«A parte il ritardo nella risposta – dice Alessandro Trentin - le parole del sindaco Elisa Santucci ci hanno lasciato perplessi. Non serve che mi ricordi il ruolo della commissione e quello della giunta. Lo conosciamo bene. Ma se le commissioni sono previste dallo statuto perché non costituirle? E la motivazione legata alla difficoltà di garantire la presenza di un segretario verbalizzante alle sedute è solo una scusa, potrebbe farlo tranquillamente un componente della stessa commissione. Alle nostre interpellanze spesso non riceviamo risposta e non vengono portate in consiglio, dove comunque non ci viene concesso nemmeno il tempo previsto dal regolamento comunale. Anzi, al consiglio sul bilancio abbiamo ricevuto tutta la documentazione a sole due ore dalla seduta. Ovviamente il voto è stato contrario, come facciamo così ad avere il tempo di informarci e valutare le delibere? Qui sono state fatte scelte come la rinuncia al finanziamento per la piazza o la ristrutturazione dell’ex municipio nel quale non siamo stati minimamente coinvolti. É chiaro che la maggioranza ha i numeri in consiglio comunale per far passare delibere e progetti e quindi per decidere, ma perché non possiamo avere il modo di dire la nostra? E’ solo una questione di spirito di servizio, vorremmo essere di supporto alla comunità in cui viviamo, anche nel rispetto degli elettori che ci hanno votato. Abbiamo anche rinunciato anche al gettone di presenza da consiglieri, potremmo avere competenze e idee utili al bene del paese». L.N.

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